domenica 16 agosto 2009

La marcia dei Diecimila


I Diecimila.
Chi ha letto l'Anabasi di senofonte non esiterà nel ricordare l'esercito mercenario di diecimila opliti greci, e della loro pericolosa "marcia verso l'interno".
Diecimila, che in fin dei conti non lo furono mai effettivamente.
Il loro numero, infatti, oscillava intorno ai 13.000 quando erano all'apice della loro marcia, per poi ridursi, drasticamente, sempre di più, sino alla loro separazione.
Nel suo bellissimo romanzo, "L'armata Perduta", Valerio Massimo Manfredi eguaglia ancora una volta sè stesso. Lo stesso autore de "Lo scudo di Talos" e de "il Tiranno", raggiunge nuovamente l'apice della bellezza stilistica ed emotiva, con un romanzo forte, ineguagliabile.
Ma il punto di vista questa volta è diverso, è il punto di vista di una donna. Pensiamo a quanto possa essere difficile per un'uomo pensare, capire, esprimersi come una donna. Una donna forte, certo, capace di indossare l'elmo e di cavalcare se il caso lo richieda, di immergersi nella fanghiglia del fiume per scoprire di persona inquietanti verità, capace di affrontare i soldati dell'armata a muso duro, se il caso lo richieda, ma anche di essere dolce e comprensiva con quello Xeno (Xenophon...Senofonte!) che nel racconto originario, veniva citato in terza persona, pur essendone lui stesso l'autore.
Eppure, checchè ne dicano le malelingue, o i fans delusi, Manfredi riesce ancora una volta ad emozionare, coinvolgere, immedesimare il lettore. Ci ritroviamo anche noi a marciere insieme ai mantelli rossi, assieme alle prostitute ed alle puttane, ai servi ed agli animali da soma. Assieme a quel corpo unico e compatto che affrontò una marcia massacrante non tanto per entrare nel cuore dell'impero Persiano, aprendo la strada ad un'uomo cui il nome rieccheggia come sinonimo di grandezza, ma quanto per uscirne, per rivedere quell mare tanto agognato, per esplodere nell'urlo liberatorio che corona il successo, "Thalassa, Thalassa!".
Un romanzo unico ed irripetibile, che cattura sin dalle prime pagine. Una narrazione avvincente, che mescola elementi tipici del romanzo poliziesco, scaturiti dall'attenta riflessione sul panorama socio-politico che caratterizzava quegli anni. Dubbi sull'itinerario e sul perchè di quel continuo, accanito pedinamento degli stremati diecimila.
Un romanzo che sa esaltare e commuovere, sino al sorprendente finale...

2 commenti:

Juri ha detto...

Un romanzo storico estremamente coinvolgente...... l' ideale sarebbe addirittura non conoscere la storia o l Anabasi per farsi trasportare verso l'epilogo con ancora più suspanse..... Anche io mi sono sentito catapultato tra le fila dei soldati sudato ,stanco, con i piedi quasi congelati con l' unico obbiettivo di continuare quella marcia! Un percorso che diventa da trionfale conquista a disperata lotta per la soppravvivenza. Perfino la componente sentimentale,che all' inizio mi aveva insospettito un pò, è resa con grande realismo e intelligenza, con una compagna che aiuta,sostiene ,sprona e dimostra una forza(e non solo d' animo...) pari se non superiore a quella del protagonista stesso!
Da leggere sicuramente.

Alessandro Lessà ha detto...

Grazie del bel commento Juri...una mini-recensione!