Quel manuale così soggettivo

"Arti marziali" è un termine che rievoca (nella maggior parte delle persone) in modo più o meno generico film di Bruce Lee, Jackye Chan, Jet Lee et similia. Molti non sanno tuttavia che questo termine comprende qualsiasi tecnica di combattimento inventata da mente umana, sia orientale che occidentale.

Visto e appurato che il sottoscritto vive in Sardegna, Italia, la sfera di influenza in cui ricadiamo è quella cosidetta "occidentale". Ma non si cada nel facile errore di solcare un limite geografico immaginario tra Est e Ovest e considerare tutto quello aldilà della linea "kung fu e calci volanti" e quello al di qua "fagioli, Bud Spencer e Terence Hill". Nelle filippine (estremo Oriente dunque) ad esempio è praticato il Kali, o l'Escrima (o Arnis de mano), che risulta essere una commistione di arti marziali Spagnole ed Italiane innestate su un ceppo indigeno propriamente orientale.

Anzitutto il mondo occidentale può vantare una tradizione millenaria quasi quanto quella orientale.
Seconda cosa, le "nostre" arti marziali non si limitano ai cazzottoni onomatopeici ( "SPAM" "SPIM" "SBUFF" ) dei bellissimi (sic.) film della mitica coppia di Trinità.


L'arte di combattimento in armis e sine armis dell'occidente affonda le sue radici nella scherma di spada e scudo delle popolazioni italiche, nei combattimenti con lancia e alabarda dei fanti di linea, nei duelli tra armigeri e cavalieri del medioevo, sino ad arrivare ai giorni nostri, con la sciabola e il fioretto, o un più classico bastone da passeggio!

Sicuramente un manuale (IL manuale) per l'eccellenza della scherma occidentale è il conosciutissimo Flos duellatorum, il fior di battaglia di Fiore dei Liberi.






La cosa però su cui voglio porre l'attenzione è che a differenza delle arti orientali (ma anche lì non è sempre stato così) la scherma che il Fiore mette in gioco non ha avuto soluzione di continuità dal passato ad oggi.
Spieghiamoci meglio.

La nostra tradizione, è vero, si è tramandata in modo più o meno immutato sino all'inizio del '900.
Inoltre i movimenti che il fiore descrive per la prevedibile macchina umana son sempre gli stessi. Questo vale sia che si parli di scherma o di kung fu.
Equilibrio, footwork, leve articolari, c'è sempre una base comune dettata appunto dalla nostra anatomia e da principi fisici elementari (statica, forze opposte, leve).
Consideriamo tuttavia che una sciabola non è una spada a due mani, e che un cornoler non è una spada ad una mano.
Quindi?
è molto semplice, le tecniche di spada ad una, una e mezzo e due mani non sono state tramandate direttamente sino ai giorni nostri. Questo è naturale, erano armi ormai obsolete e sono state scartate, qualcosa è rimasta nella scherma da bastone, non tutto ovviamente. Un bastone non ha una guardia a croce, un bastone non ha un filo, un bastone NON è una spada.

Dunque ogni istruttore che dice di essere "il solo maestro di scherma occidentale affidabile" va visto con un certo disincanto, perchè nessuno ha imparato niente da un maestro discendente da una secolare tradizione di "maestri".

Tutti hanno interpretato.

Per questo il titolo del post.
Il fiore è un manuale altamente soggettivo.


Una delle immagini più rappresentative del Flos Duellatorum

Un esempio.
Da poco stavamo provando con alcuni fratres diversi "passi" del celeberrimo trattato.
Giunti ad un "gioco largo", son iniziate a presentersi alcune difficoltà.
alcuni lo ricordavano in un modo, altri in un altro (da specificare che il ricordo era sempre un interpretazione soggettiva di anni addietro).
Fattostà che mentre eseguivamo il colpo qualcosa non tornava. Il gioco riusciva benissimo, l'unico problema era il manuale. L'illustrazione sembrava fare qualcos'altro.
Eravamo noi che stavamo sbagliando?

Osservando attentamente il manuale abbiamo notato che l'illustrazione era impossibile per come era impostata.
L'uomo con corona, ovvero chi esegue la tecnica, sembra avere la spada esternamente a quella dell'avversario. Assurdo.
Notiamo la lama, quando una persona qualsiasi disegna una corda sopra un altra corda (un bastone, un coltello, ecc) sa benissimo che se mette una delle due sopra l'altra sovrapponendo o continuando il segno, uno dei due oggetti sarà convenzionalmente "sotto" e l'altra "sopra".
Osserviamo l'immagine. non è forse così?
Questo tuttavia non è possibile, se fosse realmente così il gioco non avrebbe senso, la spada che impugnamo deve opporsi alla lama avversaria, non stare sopra, in ultimo piano nel disegno, altrimenti non assolve il suo scopo. L'avversario è già "dentro" e potrà tagliuzzarci come meglio crederà.



Qual è la soluzione al problema?
Durante l'allenamento (per semplice esperienza di disegnatore) ho pensato che il nodo fosse nel disegno stesso. Lo scritto era comprensibile, il disegno no.


I punti nodali dell'interpretazione

Allora il problema era nel come il Fiore aveva disegnato le spade. Si?

No, sbagliato!

Tornato a casa (precisamente ora) ho notato che il problema non sono le spade, il problema è sempre il disegno appiattito sul foglio, che non permette di capire la profondità dello scontro e quindi la posizione degli avversari... MA


Guardiamo i piedi!


Il piede destro della "testa coronata" è spostato in dentro rispetto a quello di chi attacca.
Tutto cambia.
Sarebbe bastato che il fiore avesse disegnato la spada "sopra" il corpo dell'avversario che si sarebbe capito subito cosa voleva "dire". Invece la soluzione era nella posizione dei piedi, che nessuno ha pensato di guardare. Errore madornale.
Ne risulta quindi che l'uomo con corona è spostato più in fondo di quello che attacca, (nel disegno con la spada a metà altezza) che risulta più "verso chi osserva".
Chi difende quindi (a sinistra nel disegno) sta attuando la contromossa al maldestro attacco dell'uomo di destra, il disegno è congelato nel momento in cui il coronato ha appena parato e sta entrando nella guardia avversaria, momento che seguirà subito nel disegno seguente.
Sarebbero bastate semplici accorgimenti per rendere questo disegno comprensibilissimo.
Tre disegni per far capire come eseguire la sequenza.
Di tutto ciò il fiore non ha fatto ne l'uno ne l'altro.


Ecco che semplicemente allungando la spada dell'avversario viene accentuata la prospettiva.

Ecco perchè il suo manuale è così dannatamente soggettivo e ognuno può dirvi che ciò che state facendo è sbagliato (ed è vero l'esatto contrario).

Per oggi è tutto.

unu saludu.
Umpare.


Manuale di Fiore dè Liberi, gratuitamente scaricabile (buona fortuna nel caso vogliate studiarlo...ne avrete bisogno).

Fiore dei Liberi su Wiki
Fiore dei Liberi su ScrimiPedia
Flos Duellatorum su Wiki


Commenti

doppiosoldo ha detto…
Ecco un post su ciò che penso da molto tempo. Senza saperlo, hai scritto di un argomento che mi sta molto a cuore.

Il Flos, come ho scritto nelle Fonti del mio blog, è tanto conosciuto quanto sopravvalutato. Sia ben chiaro, è un trattato molto prezioso: ma la sua stessa struttura - il parlare di numerosissime armi - lo rende superficiale. In altre parole, parla di tutto e di niente.

È poi paradossale, a mio parere, che i due trattati più conosciuti in Italia siano il Flos (di scuola italiana) e l'I-33 (di scuola tedesca), due dei trattati con le tavole più povere che abbia mai visto.
Alessandro Lessà ha detto…
La penso anche io come te Doppiosoldo.
Le rappresentazioni del Flos sono scarsissime, orribili. La loro disposizione non segue nessuna logicità. Le illustrazioni in sequenza sono quasi casuali. Se il Fiore avesse potuto scegliere tra 3 immagini possibili la migliore, probabilmente avrebbe scelto la meno rappresentativa.
I colpi mostrati son sempre congelati nel momento in cui il colpo è già andato a segno, o la tecnica già eseguita. Al povero "studente" spetta dunque di interpretare questo complicatissimo manuale totalmente da solo. La sola ancora di salvezza viene dal testo, ma essendo scritto per metafore in rima, quest'ancora è appesa ad una corda sottilissima che può spezzarsi in ogni momento.
Ne consegue che ognuno trae dal Flos duellatorum una propria interpretazione estremamente soggettiva.
Sotto questo punto di vista, il Flos non è certo il massimo.

Ti ringrazio del commento.
A presto!

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