Gherreris: dai Bronzetti alle Statue di Mont'e Prama



"Gherreris è il frutto di uno studio decennale sulla bronzistica e sulla statuaria nuragica,basato su un moderno approccio alla materia attraverso tecniche multidisciplinarie ricostruttive, che coniugano lo studio delle fonti archeologiche, la praticadelle arti marziali storiche, la rievocazione e l’archeologia sperimentale.Attraverso un percorso strutturato in agevoli capitoli espositivi vengono esaminatee descritte minuziosamente tutte le varie e differenti componenti delle armature edelle armi dei guerrieri nuragici, analizzate sulla base di un attento studio dei bronzettie dei Giganti di Mont’e Prama e attraverso la ricostruzione e l'utilizzo pratico ditali reperti da parte di esperti marzialisti certi cati e di cultori della materia.Alla luce di questa peculiare metodologia di ricerca, vengono presentate una seriedi teorie innovative riguardanti l'interpretazione delle minute statuine nuragiche inbronzo e dei Giganti scolpiti nella pietra, approdando a interessanti e a ascinanticonclusioni sull’identità delle gure rappresentate: capi, guerrieri, eroi, gladiatori ovittime sacri cali?"

Così si legge sulla quarta di copertina del mio primo libro come unico autore. Ormai sono più di dieci anni che mi dedico allo studio dell'affascinante civiltà nuragica, e pur avendo già partecipato come coautore ad altri libri prima di questo (La luce del Toro 2011, Gigantes de Pedras 2015) o a numerosi articoli, questa è la mia prima monografia.

Chi sono io?

"ALESSANDRO ATZENI (Cagliari, 1986). Laureato in Scienze Naturali, con un’innovativa tesi sperimentale dal titolo Dal combattimento alla lesione, ricerca di indicatori in resti scheletrici di Età nuragica, de nita dall’archeologa Anna Depalmas come pioneristica, è autore di numerose ricerche pubblicate su riviste regionali e nazionali, e coautore di diversi libri di archeologia nuragica (della stessa casa editrice: Gigantes de Perdas. I nuraghi: templi della luce, 2016). Impegnato da anni nell'ambito della rievocazione storica con l’associazione “MEMORIAE MILITES” di Cagliari, si occupa della divulgazione della Storia della Sardegna, mostrando in particolare gli antichi sistemi di fusione e lavorazione del bronzo. Praticante di arti marziali storiche occidentali, ha conseguito il titolo di istruttore UISP di tiro con l’arco dinamico. Vive attualmente in Gran Bretagna, dove continua a svolgere le sue ricerche."

In questa breve biografia sono state riportate solo alcune delle attività che ho svolto in questi anni e che mi hanno condotto alla stesura di questo libro. Non è citata ad esempio la scoperta di una tomba dei Giganti non censita in agro di Qurtu S. Elena, ora conosciuta come "Niu Crobu Cuada", come non è riportata la mia, già menzionata, partecipazione come coautore all'ormai storico libro "La Luce del Toro", specialmente nei primi capitoli, in cui si analizza da un punto di vista arcieristico e bellico, la scarsa capacità difensiva delle torri nuragiche, universalmente accettate come delle fortezze. Appena accennato, per ovvi limiti di spazio, l'impegno che ho profuso in anni di fusioni sperimentali del bronzo e della forgiatura del ferro, durante manifestazioni di rievocazione storica o giornate di archeologia sperimentale presso associazioni riconosciute a livello nazionale. Sono stato uno dei primi in Sardegna, se non il primo, sin dal 2009 ad aver ricostruito dei mantici funzionali per la lavorazione dei metalli secondo metodologie sperimentali, e ad aver eseguito numerose fusioni, utilizzando semplicemente mantici, carbone di legna e pochi altri strumenti rudimentali. Un'esperienza che mi ha condotto infine a sperimentare anche la lavorazione del vetro con metodologie preistoriche. Assieme ad il lavoro sperimentale ho eseguito assieme agli amici del G.R.S. Gruppo Ricerche Sardegna, centinaia di fusioni "industriali", dimostratesi di enorme utilità nella comprensione delle ormai scomparse procedure di fusione del bronzo dell'epoca preistorica. Di notevole rilievo l'attività di divulgazione e sperimentazione svolte in questi dieci anni con l'associazione culturale Memoriae Milites di Cagliari, presso la quale ho svolto anche conferenze, dimostrazioni pubbliche in eventi come "Monumenti Aperti", didattica al pubblico e presso le scuole elementari, medie e superiori, relative ai tre principali periodi della storia della Sardegna: Nuragico, Romano e Medioevale. Con la stessa associazione è rimarchevole l'impegno profuso nello studio e la diffusione della scherma storica, disciplina che mira allo studio marziale e sportivo degli antichi metodi di combattimento armato o meno della storia europea. Combattimento in armatura o senza armatura medioevale, combattimento dell'esercito romano e dei gladiatori, ed infine la riscoperta del combattimento nuragico della fine dell'età del bronzo, come poteva essere svolto dagli uomini dei bronzetti. Si è dimostrato estremamente utile, a tale scopo, il diploma di istruttore di tiro con l'arco dinamico UISP, che mi ha dato le nozioni basilari per la comprensione di come agivano e si muovevano gli arcieri in antichità, durante la caccia come in battaglia e in guerra. Tutte le nozioni apprese, gli anni di sperimentazioni e ricostruzioni, sono infine confluiti in questo tomo, iniziato agli albori di questo mio personalissimo cammino, e ora pubblicato dalla casa editrice Condaghes, con il titolo "Gherreris: dai bronzetti alle statue di Mont'e Prama".

Alcune delle diverse attività svolte negli anni: fusione del bronzo con metodi preistorici (Gremanu, ArcheoFonni 2014) foto di Nicola Castangia. Al lato manichino con equipaggiamento ricostruito dall'autore (N.ghe S. Barbara di Villanova Truschedu, 2014), pugnale gammato e spada in bronzo realizzate in collaborazione con il GRS: Gruppo Ricerche Sardegna. Foto di Tonino Mura.
Altri esempi di attività svolte: didattica presso il castello di Salvaterra, Iglesias, 2014, manifestazione Sardinia Historica, foto di Francesco Caocci. A destra: dimostrazione di combattimento non preparato tra guerrieri nuragici. Bastia, Corsica, Giornate Nazionali dell'Archeologia (Francia 2015).


Di cosa parla il libro?

Nato inizialmente come uno studio sulle armi e sulle armature dei guerrieri nuragici, dove analizzavo le modalità di combattimento dei guerrieri, il testo ha subito delle profonde modifiche ed una sua propria evoluzione. Cos'ha questo libro di diverso da altri testi simili, prodotti da ben più illustri e titolati addetti ai lavori? Anzitutto ho cercato di rendere il testo fruibile a qualsiasi livello di studio, tale che anche i meno avvezzi possano leggerlo con facilità. Inoltre, il principio basilare che ha permesso la realizzazione di questo testo è la sperimentazione. La fusione del bronzo, la scherma e l'arceria, come il pugilato antico, il combattimento di bastone e l'uso di altre armi sono tutte discipline in cui io e i miei collaboratori abbiamo studiato e praticato per anni. Niente è stato improvvisato sulla base dell'entusiamo o di un eccessiva sicurezza di sé. Ogni ipotesi di combattimento, arma, pezzo di equipaggiamento ed armatura è stata analizzata e utilizzata con l'occhio critico del costruttore e del praticante. Un metodo apparentemente semplice ma abusato, specialmente di questi tempi, in quanto richiede onestà intellettuale, tempo e denaro. Specialmente il tempo: anni di pratica e studio non sono facilmente accumulabili da studiosi improvvisati o dilettanti.
Con il tempo appunto questo studio enorme ha subito dei mutamenti, nuovi stimoli e nuove soluzioni.
Le conclusioni a cui sono approdato, riportate con scientificità nel testo, hanno la presuzione di offrire una nuova chiave di lettura, verificabile pragmaticamente, alla misteriosa e forse non proprio "pacifica" civiltà nuragica.

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