venerdì 20 ottobre 2017

Una sintesi sul mercato delle giacche da Scherma Storica (HEMA).


Gli ultimi cinque anni di scherma storica, con la produzione della prima giacca “Axel Pettersson” da parte della nota casa produttrice “SPES”, hanno visto un continuo progresso nel campo delle protezioni per la scherma storica (HEMA).
Attualmente il mercato è conteso da quattro o cinque case di produzione: SPES, PbT, London Paul, Neyman Fencing, Gajardoni, e poche altre meno note (l'americana Absolute Force, ecc).
Ogni prodotto ha i suoi pregi e i suoi difetti, e pur esistendo giacche tutto sommato “buone”, siamo ancora lontani dal vedere sul mercato la “giacca perfetta”. Anzi, le migliorie apportate alle giacche Pettersson e PbT, nel tempo sembrano solo aver aumentato la quantità di protezioni sulla giacca, aumentando peso ed ingombro, invece che migliorare con nuovi materiali più leggeri e resistenti un design già vincente. Facciamo il caso della già citata giacca SPES modello Pettersson, un ottimo esempio per descrivere una serie di aspetti positivi e negativi.

Migliorata e perfezionata nei modelli “PRO” e “Hussar” la giacca, con un evidente richiamo alle giacche d'arme (giubba o zuppa d'arme, volgarmente detto “gambesson”) del 1400 d.C., con spalle rigonfie, ma avambracci aderenti. Il primo modello, rispetto all'originale ha avuto un miglioramento netto nella sua durabilità, con l'aggiunta di un piastrone di cuoio nero con velcro. La protezione alle braccia invece è stata perfezionata da spallacci, parabracci, gomitiere e cannoni per l'avambraccio realizzati in plastica. Quello che però sembrerebbe un ottimo prodotto, è stato scartato dagli acquirenti per una serie di motivi: costo eccessivo (300 €), poca mobilità per le braccia, peso e ingombro eccessivi per una giacca dedicata ad una disciplina detta appunto “scherma in camicia”. Senza contare il fatto che lo stesso “creatore” (in realtà il suo primo famosissimo tester) Axel Pettersson, non utilizza nella pratica torneistica il modello migliorato, ma sempre la sua versione “di base” (una preferenza personale dovuta alla mobilità o un semplice errore di sponsorizzazione?).
Inoltre l'ingresso sul mercato di una seconda giacca, quasi identica alla prima, la Hussar, non fa che confondere il compratore, che si trova per la stessa marca ben tre o quattro modelli diversi, e mai con tutti gli attributi in un solo modello. Abbiamo così una giacca molto mobile ed essenziale nel primo caso, una giacca ingombrante ma protettiva nel secondo, e una resistente alla perforazione (800N) nel terzo, ma con un prezzo spropositato e senza le migliorie essenziali del secondo modello (protezioni per le braccia in plastica). Vi è infine la versione “Gambesson”che risulta una costosa via di mezzo tra i primi due modelli.
I prodotti SPES sono essenzialmente delle giacche da scherma torneistica HEMA, ispirate a modelli rinascimentali. Hanno uno stile ed un eleganza notevoli, ma non possiedono in nessun caso il livello di protezione richiesto per tutelare la cassa toracica e i fianchi (costole e costole fluttuanti) dai colpi di una spada ad una mano o a due mani. L'unica cosa che separa lo schermidore dall'infortunio, è uno strato neanche troppo spesso di tessuto imbottito.
I modelli PbT invece presentano numerose protezioni plastiche incorporate nella giacca tramite tasche.
Il primo modello, essenziale, si chiude posteriormente, pur essendo più sicuro, usa un metodo di chiusura a zip, complesso ed ingestibile da soli. Meglio il modello SPES a chiusura laterale. Nel primo esempio PbT esisteva solo una protezione per il deltoide della spalla (simile a quelli morbidi da moto), introvabile in tutti gli altri prodotti elencati. Le maniche erano praticamente vuote, una soluzione utile per chi fa scherma con rapier o smallsword, pericolosa per spade ad una mano o a due mani, sciabole o simili. Protezioni per braccio e gomito vendute separatamente da altri concorrenti non proteggono tuttavia tra il gomito e la spalla. La giacca protegge lo schermidore con 5 piastre (2,1,2) inserite in tasche nella giacca, frontalmente e sui fianchi. Il tipo di materiale è tuttavia inadatto per il contatto con armi come spada a una o due mani, che non colpiscano solo di stoccata. Questo è un problema facilmente risolvibile con una lastra di polietilene estremamente sottile, dal costo di una decina di €, acquistabile in un negozio di bricolage. Questa soluzione risulta al tempo stesso leggera e utile a distribuire la forza da dissipare sulla protezione morbida fornita di base. Tuttavia, dopo la cospicua spesa per una giacca finita, questo non è ammissibile per l'acquirente.
Il modello successivo risulta implementato nella protezione del gomito e dell'avambraccio.
Sembra che tuttavia queste protezioni non si possano rimuovere, risultando un ingombro superfluo per alcune categorie di schermidori, praticanti di striscia (rapier), smallsword et cetera.
In generale, inoltre, la giacca è particolarmente brutta da vedere. Ingigantisce il bersaglio del corpo e presenta tutti i difetti del modello precedente, anche se l'imbottitura sui fianchi sembra aumentata da un paio di strati in più. Entrambi i modelli vestono sulla persona come degli scafandri rigidi, più simili ad un tubo che ad altro. Inoltre la giacca ha la pessima caratteristica di sollevarsi quando si sollevano le braccia (a causa delle spalle molto aderenti), scoprendo così i fianchi.

Ne risulta un quadro disastroso, in cui l'utente non ha idea di cosa scegliere, finendo per comprare più di un modello, adattandolo poi nel tempo a diversi usi, ma risultando comunque sempre inadeguato. Sarebbe invece richiesta una giacca che unisca tutti i pro ed elimini i contro.

Alcune indicazioni su cosa pensiamo sia necessario:

-Uno stile preciso.
Non è necessario che il riferimento sia medioevale o rinascimentale (ne è saturo il mercato). Sarebbe interessante qualcosa simile ai modelli 600eschi, come sta facendo la Neyman Fencing, o anche 800'eschi, come la Gajardoni, su modello delle giacche dei maestri di scherma e dei sabreurs.

-Un modello che sia modificabile (custom) dall'utente, permettendo di rimuovere le protezioni, sfilare persino le maniche per fare sparring estivi o con un clima più caldo (certo non per un torneo).

-Che il modello sia largo di spalle, evitando che si sollevi con le braccia.

-Che possieda una fascia posteriore per regolare quanto stringa sui fianchi la giacca, ed evitare che si muova.

-Che la giacca si chiuda di lato.

-Che la giacca abbia il risvolto per il collo, per evitare che le punte passino sotto la maschera.

-Che le maniche si infilino dentro i guanti.

-Anche questi richiederebbero un progetto a sé, in quanto spesso i diversi modelli non combaciano con le maniche e le protezioni di una giacca specifica (il mercato inoltre lamenta la mancanza di guanti da sciabola e la spada da lato 400esca).

-Che la giacca abbia un minimo di imbottitura per la schiena, in caso di proiezione a terra.

-Che il materiale impiegato (se non anti-perforazione) sia almeno traspirante.

-Che ne esista una versione da 800N.

-Che esistano delle protezioni aggiuntive per braccia e spalle, acquistabili anche separatamente ma studiate per fissarsi alla giacca, possibilmente senza stringhe o ganci sotto cui si infili la lama avversaria.

-Che queste protezioni siano adattabili al corpo, e che (se colpite) non facciano eccessivo rumore, tale da far sembrare che il più debole dei colpi sia invece dato con vigore (negativo per chi lo sferra e per chi lo subisce).

Spero che queste osservazioni siano utili per lo sviluppo di un nuovo modello, adatto alle esigenze dei praticanti di scherma storica.

In fede,
Alessandro Atzeni.

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