SIGNA INFERRE



I Sardi pelliti, chiusi nelle mastruke di pecora, inveiscono contro la doppia linea di milites romani schierati ordinatamente dinnanzi a loro nella pianura più in basso. Vengono strette le armi e gli scudi formano la testudo, vengono lanciati i dardi dei saggitarii e le iacule dei fanti, ed al comando PORRO i soldati della corte seconda di Sardi caricano gli indigeni rivoltosi.
Si concludono così le due intensissime giornate trascorse all'insegna della rievocazione romana nel parco di Monteclaro. Fra giochi gladiatori e spiegazioni sull'armamento e sullo stile di vita dei soldati romani, ha così termine Signa Inferre, manifestazione culturale d'altissimo livello che si spera di poter replicare nei prossimi anni per allietare le serate dei Cagliaritani rimasti in città. Nonostante la calura eccezionale del pomeriggio, il gruppo Memoriae Milites era presente sotto il sole cocente, in attesa che i primi ardimentosi interessati si facessero vivi. Tuttavia pochi hanno preferito disertare il mare nella mattinata, il boom infatti si è avuto verso le sei, complice anche la frescura serale, con quasi duecento persone accorse per seguire la battaglia. Forti di ben due altri gruppi di rievocazione storica dalla loro parte (la cohors III saggitarum di Sanluri e la Vexillatio legio III Augusta di Sassari) i Sardi romanizzati hanno deciso, con netta superiorità numerica, l'esito dello scontro. Al termine della battaglia, i Gruppi di rievocazione storica ( fratelli pelliti inclusi) hanno sfilato sotto gli applausi scroscianti della folla multicolore. Esattamente l'esito ottenuto il giorno precedente, in cui invece si sono replicati gli spettacoli fra gladiatori. Retiarii e secutores, Traci e Mirmillioni si son inseguiti in un arena improvvisata, e se le son date di santissima ragione per il piacere del pubblico. Deludente al proposito la reazione di alcuni spettatori, che hanno preferito allontanarsi perchè a loro giudizio lo spettacolo era "troppo violento". Salvo poi lasciare i figli a far macerare il cervello dinnanzi alla televisione, o perchè no, con in mano uno degli ultimi, violentissimi, videogiochi usciti sulla loro consolle preferita. Tanto l'importante è che i bambini stiano buoni. Se poi crescono ignoranti è un'altra questione.
Quanto alla manifestazione, c'è da sperare che se ne ripetano altre di questo tipo. Cagliari, città dalla storia antichissima merita questo tipo di manifestazioni. Le ricchezze archeologiche di cui dispone, unite al disinteressatissimo impegno dei reenactors daranno gran lustro alla città stessa, proprio ora che è diventata scalo fisso delle navi da crociera, zeppe di turisti interessati a vedere "qualcosa di nuovo".

Alessandro Atzeni.
Noto Lessà
08/08/08

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