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venerdì 20 ottobre 2017

Una sintesi sul mercato delle giacche da Scherma Storica (HEMA).



Gli ultimi cinque anni di scherma storica, con la produzione della prima giacca “Axel Pettersson” da parte della nota casa produttrice “SPES”, hanno visto un continuo progresso nel campo delle protezioni per la scherma storica (HEMA).
Attualmente il mercato è conteso da quattro o cinque case di produzione: SPES, PbT, London Paul, Neyman Fencing, Gajardoni, e poche altre meno note (l'americana Absolute Force, ecc).
Ogni prodotto ha i suoi pregi e i suoi difetti, e pur esistendo giacche tutto sommato “buone”, siamo ancora lontani dal vedere sul mercato la “giacca perfetta”. Anzi, le migliorie apportate alle giacche Pettersson e PbT, nel tempo sembrano solo aver aumentato la quantità di protezioni sulla giacca, aumentando peso ed ingombro, invece che migliorare con nuovi materiali più leggeri e resistenti un design già vincente. Facciamo il caso della già citata giacca SPES modello Pettersson, un ottimo esempio per descrivere una serie di aspetti positivi e negativi.

Migliorata e perfezionata nei modelli “PRO” e “Hussar” la giacca, con un evidente richiamo alle giacche d'arme (giubba o zuppa d'arme, volgarmente detto “gambesson”) del 1400 d.C., con spalle rigonfie, ma avambracci aderenti. Il primo modello, rispetto all'originale ha avuto un miglioramento netto nella sua durabilità, con l'aggiunta di un piastrone di cuoio nero con velcro. La protezione alle braccia invece è stata perfezionata da spallacci, parabracci, gomitiere e cannoni per l'avambraccio realizzati in plastica. Quello che però sembrerebbe un ottimo prodotto, è stato scartato dagli acquirenti per una serie di motivi: costo eccessivo (300 €), poca mobilità per le braccia, peso e ingombro eccessivi per una giacca dedicata ad una disciplina detta appunto “scherma in camicia”. Senza contare il fatto che lo stesso “creatore” (in realtà il suo primo famosissimo tester) Axel Pettersson, non utilizza nella pratica torneistica il modello migliorato, ma sempre la sua versione “di base” (una preferenza personale dovuta alla mobilità o un semplice errore di sponsorizzazione?).
Inoltre l'ingresso sul mercato di una seconda giacca, quasi identica alla prima, la Hussar, non fa che confondere il compratore, che si trova per la stessa marca ben tre o quattro modelli diversi, e mai con tutti gli attributi in un solo modello. Abbiamo così una giacca molto mobile ed essenziale nel primo caso, una giacca ingombrante ma protettiva nel secondo, e una resistente alla perforazione (800N) nel terzo, ma con un prezzo spropositato e senza le migliorie essenziali del secondo modello (protezioni per le braccia in plastica). Vi è infine la versione “Gambesson”che risulta una costosa via di mezzo tra i primi due modelli.
I prodotti SPES sono essenzialmente delle giacche da scherma torneistica HEMA, ispirate a modelli rinascimentali. Hanno uno stile ed un eleganza notevoli, ma non possiedono in nessun caso il livello di protezione richiesto per tutelare la cassa toracica e i fianchi (costole e costole fluttuanti) dai colpi di una spada ad una mano o a due mani. L'unica cosa che separa lo schermidore dall'infortunio, è uno strato neanche troppo spesso di tessuto imbottito.
I modelli PbT invece presentano numerose protezioni plastiche incorporate nella giacca tramite tasche.
Il primo modello, essenziale, si chiude posteriormente, pur essendo più sicuro, usa un metodo di chiusura a zip, complesso ed ingestibile da soli. Meglio il modello SPES a chiusura laterale. Nel primo esempio PbT esisteva solo una protezione per il deltoide della spalla (simile a quelli morbidi da moto), introvabile in tutti gli altri prodotti elencati. Le maniche erano praticamente vuote, una soluzione utile per chi fa scherma con rapier o smallsword, pericolosa per spade ad una mano o a due mani, sciabole o simili. Protezioni per braccio e gomito vendute separatamente da altri concorrenti non proteggono tuttavia tra il gomito e la spalla. La giacca protegge lo schermidore con 5 piastre (2,1,2) inserite in tasche nella giacca, frontalmente e sui fianchi. Il tipo di materiale è tuttavia inadatto per il contatto con armi come spada a una o due mani, che non colpiscano solo di stoccata. Questo è un problema facilmente risolvibile con una lastra di polietilene estremamente sottile, dal costo di una decina di €, acquistabile in un negozio di bricolage. Questa soluzione risulta al tempo stesso leggera e utile a distribuire la forza da dissipare sulla protezione morbida fornita di base. Tuttavia, dopo la cospicua spesa per una giacca finita, questo non è ammissibile per l'acquirente.
Il modello successivo risulta implementato nella protezione del gomito e dell'avambraccio.
Sembra che tuttavia queste protezioni non si possano rimuovere, risultando un ingombro superfluo per alcune categorie di schermidori, praticanti di striscia (rapier), smallsword et cetera.
In generale, inoltre, la giacca è particolarmente brutta da vedere. Ingigantisce il bersaglio del corpo e presenta tutti i difetti del modello precedente, anche se l'imbottitura sui fianchi sembra aumentata da un paio di strati in più. Entrambi i modelli vestono sulla persona come degli scafandri rigidi, più simili ad un tubo che ad altro. Inoltre la giacca ha la pessima caratteristica di sollevarsi quando si sollevano le braccia (a causa delle spalle molto aderenti), scoprendo così i fianchi.

Ne risulta un quadro disastroso, in cui l'utente non ha idea di cosa scegliere, finendo per comprare più di un modello, adattandolo poi nel tempo a diversi usi, ma risultando comunque sempre inadeguato. Sarebbe invece richiesta una giacca che unisca tutti i pro ed elimini i contro.

Alcune indicazioni su cosa pensiamo sia necessario:

-Uno stile preciso.
Non è necessario che il riferimento sia medioevale o rinascimentale (ne è saturo il mercato). Sarebbe interessante qualcosa simile ai modelli 600eschi, come sta facendo la Neyman Fencing, o anche 800'eschi, come la Gajardoni, su modello delle giacche dei maestri di scherma e dei sabreurs.

-Un modello che sia modificabile (custom) dall'utente, permettendo di rimuovere le protezioni, sfilare persino le maniche per fare sparring estivi o con un clima più caldo (certo non per un torneo).

-Che il modello sia largo di spalle, evitando che si sollevi con le braccia.

-Che possieda una fascia posteriore per regolare quanto stringa sui fianchi la giacca, ed evitare che si muova.

-Che la giacca si chiuda di lato.

-Che la giacca abbia il risvolto per il collo, per evitare che le punte passino sotto la maschera.

-Che le maniche si infilino dentro i guanti.

-Anche questi richiederebbero un progetto a sé, in quanto spesso i diversi modelli non combaciano con le maniche e le protezioni di una giacca specifica (il mercato inoltre lamenta la mancanza di guanti da sciabola e la spada da lato 400esca).

-Che la giacca abbia un minimo di imbottitura per la schiena, in caso di proiezione a terra.

-Che il materiale impiegato (se non anti-perforazione) sia almeno traspirante.

-Che ne esista una versione da 800N.

-Che esistano delle protezioni aggiuntive per braccia e spalle, acquistabili anche separatamente ma studiate per fissarsi alla giacca, possibilmente senza stringhe o ganci sotto cui si infili la lama avversaria.

-Che queste protezioni siano adattabili al corpo, e che (se colpite) non facciano eccessivo rumore, tale da far sembrare che il più debole dei colpi sia invece dato con vigore (negativo per chi lo sferra e per chi lo subisce).

Spero che queste osservazioni siano utili per lo sviluppo di un nuovo modello, adatto alle esigenze dei praticanti di scherma storica.

In fede,
Alessandro Atzeni.


giovedì 5 maggio 2016

Kali-Escrima/Fencing meetings in Oxford

For centuries the Filipino Martial Arts has been practiced in the discretion of parks and gardens, in an informal way, between people interested in learning how to defend himself. If you're interested in historical fencing and Kali/Escrima and you live in Oxford, get in contact with us, We are pratictioners with different backgrounds (various styles of kali and historical fencing), interested in develop a group of study about armed/unarmed martial arts. You don't need great equipment, because we want just meet other people with the same interest of us.
Send me a message here or on facebook and let's have a talk.
Hope to meet you on the grass of the park.
Cheers. 

lunedì 31 agosto 2015

Stage di Scherma Bolognese a Cagliari (26-27 Settembre)


Stage intensivo di due giorni sullo studio delle tecniche schermistiche di spada a una mano di stile bolognese secondo i Maestri di scherma rinascimentali Antonio Manciolino, Anonimo Bolognese e Achille Marozzo.
Lo stage si terrà alla palestra Innovation A.S.D in Via Cristoforo Colombo 14 a Selargius nei giorni 26 e 27 Settembre dalle ore 9:30 alle 19:00. Per prenotarvi e richiedere informazioni potete contattare gli organizzatori Scherma Storica Cagliari e Castellani Historical Fencing tramite un messaggio o al 3402440767 La richiesta di prenotazione è obbligatoria in maniera tale da potervi procurare l'attrezzatura schermistica. Grazie a tutti

Presentiamo l'istruttore dello stage Andrea Morini, istruttore della Sala d'Arme Achille Marozzo, Roma.

Curriculum Schermistico:

Scopre la scherma storica nel 2005 e inizia la pratica presso una piccola associazione romana. Data la carenza di utilizzo delle fonti storiche, la lascia poco tempo dopo per seguire i corsi della Sala d'Arme Achille Marozzo (SAAM).
Negli ultimi 9 anni ha studiato le seguenti materie: spada sola, spada e cappa, spada e rotella, daga, daga e cappa, spada e targa, partigiana e rotella, spada e brocchiere e armi in asta sui trattati di alcuni maestri italiani rinascimentali (Achille Marozzo, Antonio Manciolino, Giacomo di Grassi e Anonimo Bolognese), spada a due mani, lotta, azza, lancia, spada e brocchiero da trattati medievali di maestri italiani e non (Fiore de' Liberi, Filippo Vadi, I.33, Le Jeu de la Hache), navaja del Baratero e diverse altre tecniche tratte dai maestri Francesco Altoni, Anonimo Riccardiano, Pallas Armata, Rosaroll Scorza.

Nel 2009 divenuta Assistente Istruttore SAAM

Nel 2013 raggiunge il grado di Istuttore SAAM.

Dal 2009 tiene regolarmente corsi a Roma.

Nel 2012 pubblica il saggio "Manoscritto I.33", con Riccardo Rudilosso e Federica Giordani

Dal 2013 diviene membro della Historical European Martial Arts Coalition:


Nel 2014 pubblica un saggio in versione digitale sull’opera di Giacomo di Grassi, “Ragione di 
Adoprar Sicuramente l’Arme” insieme a Riccardo Rudilosso

Ha inoltre scritto alcuni articoli per pubblicazioni e riviste specializzate:

* Articolo sull’interpretazione del Manoscritto I.33 all’interno della pubblicazione: Questione di metodo: la bottega dello storico e i suoi strumenti nell’approccio alla Scherma Storica, atti colloquio internazionale GISS, Roma 2009

* Using the poleaxe in medieval times


* On the flat parry


* 15th and 16th century Italian wrestling analogies


Ad oggi ha partecipato a diversi seminari e ne ha tenuti alcuni nei maggiori eventi HEMA (Digione, Vienna, Firenze).

E’ tra gli ideatori e organizzatori di Florentia, evento HEMA internazionale che si svolge annualmente a Firenze.

Riguardo l’ambito puramente sportivo, ha partecipato e arbitrato in decine di tornei nazionali, conquistando:

* un primo posto di spada e rotella nel nel torneo italiano UISP 2009
* un secondo posto nella stessa disciplina nel torneo italiano UISP 2011
* un terzo posto nel torneo italiano UISP di spada da terreno nel 2012
* un terzo posto nel torneo Storicombat FIS di spada e daga nel 2012
* un terzo posto di spada a due mani nel torneo italiano UISP 2013

* un secondo posto in partigianette e rotella nel medesimo torneo


Evento su Facebook: 

VIDEO


sabato 28 febbraio 2015

SHC (Sardinian HEMA Championship) 2015


Con grande piacere annuncio il secondo appuntamento del S.H.C. (Sardinian H.E.M.A. Championship) organizzato dall'Associazione "Le Quattro Porte" di Cagliari. Quest'anno saranno disponibili due categorie per la spada lunga (volgarmente conosciuta "ad una mano e mezza" nel circuito schermistico storico). I dilettanti potranno partecipare nella sezione "Beginners" con le spade in nylon, mentre gli schermidori più smaliziati potranno accedere ai combattimenti con le spade in metallo (federschwert). Non sarà possibile partecipare in entrambe le categorie.
Per ulteriori informazioni ed indicazioni sull'evento di domani rimando al sito e alla pagina facebook dell'evento.

SITO UFFICIALE S.H.C.
PAGINA FACEBOOK DELL'EVENTO



venerdì 27 febbraio 2015

Stage di I-33 presso l'associazione "Le Quattro Porte" (Selargius 28-02-15)

Segnalo questo interessante stage promosso dall'associazione "Le Quattro Porte".

Domani presso la palestra della scuola di via Rossini, a Selargius, si terrà uno stage di I-33 a cura dell'associazione "Le Quattro Porte" di Cagliari.
Lo stage è aperto a tutti, si partirà dalle basi proprio per poter dare, sia a chi già pratica scherma storica (ma non ha mai visto il trattato I.33), sia a chi sia totalmente a digiuno in materia di scherma, la possibilità di imparare questa disciplina schermistica, si baserà sui risultati di studio della Sala d'Arme Le Quattro Porte, e sui seminari fatti nel corso degli anni dai suoi membri per tutta l'Italia.
Il seminario, della durata di quattro ore, si pone l'obbiettivo di gettare le basi per comprendere e approfondire lo studio delle tecniche presenti nel più antico trattato schermistico europeo, con esercizi pratici e teorici e con particolare approfondimento sulle prime tecniche presentate nel manuale.

Per maggiori informazioni:

https://www.facebook.com/events/924880690858253

giovedì 8 gennaio 2015

Resoconto non ufficiale dello stage di Andrea Conti (Cagliari 13-14/12/14)


Ormai sono passate diverse settimane dalla conclusione dello stage di scherma rinascimentale fatto con Andrea Conti, grazie all'impegno e alla disponibilità dell'associazione Scherma Storica Cagliari, che si è fatta promotrice dell'evento.
Solitamente scrivo sempre qualcosa su come si è svolto l'evento e su cosa mi è piaciuto e cosa mi è piaciuto meno, ma stavolta ho deciso di aspettare un po' per far "sedimentare" i miei pensieri al riguardo, e scrivere qualcosa di leggibile.
Le vacanze natalizie sono appena passate, ed è giunto il momento di fare un paio di calcoli, anche considerando che è appena iniziato il nuovo anno schermistico.


Lo Stage.

L'evento si è svolto alla perfezione. Da quanto mi risulta è la prima volta che in Sardegna viene qualcuno ad insegnare scherma tedesca secondo gli insegnamenti del Meyer. Non sto includendo in questa mia considerazione maestri di arti marziali miste, kali, stick fighting e via elencando. Penso a maestri di scherma "medioevale" in senso strictu. Se la memoria non mi inganna, diversi anni fa, si tenne a Sorso un seminario di Graziano Galvani sull'uso della daga (al quale non potei andare); ma la daga non è scherma tedesca, quindi penso che questo sia uno dei primi eventi in questo senso, se non il primo.
Ora, aldilà dei "primati" (non i nostri cugini scimmieschi) vorrei spendere qualche riga sull'organizzazione.
La sede utilizzata, a Cagliari, era adeguata allo scopo, una bella palestra di medie dimensioni. Ci sono stati alcuni problemi di "sovraffollamento" durante le "vasche" di colpi avanti e indietro per la palestra, ma per il resto lo spazio è stato più che sufficiente. Potrebbe non esserlo più in futuro, per cui forse bisognerà pensare anche ad un numero chiuso di partecipanti o ad un altra sede.
Per il resto era tutto come doveva essere. Lo stemma HEMA ITALIA campeggiava sul fondo della palestra (gentilmente messo a disposizione dalla Sala d'Arme "le Quattro Porte"), affianco al famigerato "quadrato del Meyer" (Meyer Square), che dopo questa esperienza per me non è più così "antipatico".

Vorrei essere il più organico possibile nella mia descrizione dell'evento, ma conoscendomi so già che farò un gran casino, per cui perdonatemi se scrivo di getto, buttando impressioni qua e là.
Giusto un'iniziale nota dolente: trovare l'ingresso della palestra è stato abbastanza difficile. Ho riscontrato di non essere stato il solo a girare come uno scemo con 10 kili di materiale in due diversi borsoni, ma capisco anche le difficoltà che ci possono essere state a livello organizzativo (una dimenticanza, mille altre cose da fare). Questo non vuole essere una lamentela, quanto un suggerimento per le prossime volte (mi raccomando Riccà!)
Dopo le dovute presentazioni, il primo giorno di seminario ha avuto inizio.
Andrea Conti (da qui in avanti semplicemente Andrea) ci ha sottoposti al suo riscaldamento. Sotto diversi aspetti è stato proficuo anche poter assimilare un diverso modo di fare riscaldamento, in previsione delle particolari azioni che richiede la scherma tedesca ("particolari" rispetto a quella "classica" del Fiore).
Dopo il riscaldamento è seguita una breve introduzione sul Meyer, e sull'ambiente culturale (schermisticamente parlando) in cui era immerso e sulle altre sale d'armi esistenti al periodo;
è seguito un approccio che ho molto gradito, mirato ad insegnare le basi della scherma tedesca, affinché poi i seminaristi potessero comprendere (anche e sopratutto in autonomia) gli insegnamenti del Meyer, più o meno avanzati che fossero.
Un problema frequente nello studio delle arti marziali antiche, infatti, è l'impostazione iniziale di quello che si sta facendo. Ho sempre trovato molto difficile iniziare a studiare un "nuovo" (antico) sistema di combattimento in autonomia. Nel caso in cui si tratti di una scelta obbligata, questo richiede anni di dedizione e studio (letteralmente: culo sulla sedia) per capire gli insegnamenti dei vari autori che si va a leggere. Facendo un paragone è come camminare su una lastra di ghiaccio: Chi si mette a correre come un imbecille, o prende l'argomento con troppa facilità, si troverà presto con il culo per terra.
Fare un seminario, quindi, è il modo più immediato per "entrare" in un sistema diverso da quello a cui si è abituati.
Per quanto riguarda questo aspetto dunque non posso che essere più che soddisfatto per come si sono svolte le cose, e per quanto ho imparato (che naturalmente non dovrà fermarsi a quel tanto, ma dovrà essere affinato e ampliato con lo studio).
Tornando allo stage, dopo l'infarinatura iniziale, Andrea è passato ad insegnarci il fondamentale passeggio e tre dei quattro colpi principali, lasciando l'ultimo al giorno dopo. Ai colpi sono seguite le poste, e la modalità con cui passare da una posta all'altra con un colpo (insomma l'ABC della scherma tedesca).
Imparato questo si è passati al quadrato del Meyer, e allo svolgere le sue sequenze numerico/geometriche (numeri=colpi). Finalmente sono riuscito a capire come superare il malefico passaggio 4-1 che mi bloccava ogni volta (sembra io stia parlando di videogiochi, o calcetto).
La serata infine si è conclusa con una pizzata di gruppo, alla quale purtroppo non ho potuto partecipare. Personalmente l'avrei spostata all'ultimo giorno di seminario, ma è comprensibile il motivo per cui è stata anticipata al giorno prima (partenze, rientri, ecc), per cui sotto questo aspetto...nulla da dire!

Il secondo giorno siamo entrati nel vero e proprio argomento del seminario, cioè i cinque "colpi segreti" del Meyer (più la spiegazione dell'ultimo dei quattro colpi principali).
Non penso abbia molto senso elencare ai lettori quali fossero questi colpi, o cercare di descrivere le sequenze e i giochi; Se siete interessati partecipate al prossimo seminario! Basti sapere al lettore che questi Meisterhau assomigliano, come concetto, all'uso delle poste del Fiore, ovvero ad "annullare" l'uso di una posta contrapposta (scusate il gioco di parole). Preferirei quindi parlare dell'approccio che Andrea ha avuto con noi e quali sono state le mie impressioni generali.
Prima di metterci al lavoro su ogni singolo colpo dei famosi cinque, Riccardo Sanna, presidente dell'associazione organizzatrice e lui stesso insegnante di scherma storica, ci ha esposto i suoi studi sul combattimento a cavallo, come viene illustrato dai quattro codici disponibili del trattato del Fiore (Flos Duellatorum) e dal Fiore di Battaglia tedesco. Pur conoscendo Riccardo come schermidore e come istruttore, non avevo idea di quanto fosse profonda la sua ricerca al riguardo. Durante la sua spiegazione ho avuto modo di capire quanto siano approfondite le sue conoscenze sui trattati, e in particolare riguardo al trattato in esame. Certamente immagino che questo sia dovuto anche al fatto che maneggiare codici e documenti antichi sia il suo lavoro.
La giornata è proseguita con 3-4 ore intense di sparring, che sommate al riscaldamento (autonomo e con Andrea) hanno significato 4.30/5 ore di intenso lavoro fisico. Inutile dire che alla fine eravamo decisamente ridotti di numero ed abbastanza stanchi (ma almeno personalmente soddisfatti).
Alla fine del seminario è nato un momento abbastanza "felice" di scambio di impressioni e informazioni (insomma: tutti hanno tirato fuori i loro vari "giocattoli"). Personalmente sono molto contento di questo clima di serenità che abbiamo ancora in Sardegna riguardo la scherma medioevale, quando in altre A.M. o in altre regioni, non si può dire lo stesso.

Concluso il seminario, Andrea ci ha salutato calorosamente, dandoci appuntamento per un prossimo stage che dovrebbe svolgersi tra non troppo tempo.

Ultime considerazioni

In generale posso affermare tranquillamente che si è trattato di un bellissimo evento come pochi se ne sono visti, riguardo alla materia, in Sardegna. Un plauso ad Andrea, perché ha ampiamente dimostrato di ben conoscere la sua dottrina e di essere un bravo insegnante, sempre disponibile e con l'apparente dono dell'ubiquità! Un plauso naturalmente anche a Riccardo, l'organizzatore dell'evento e a quanti hanno messo a disposizione i loro materiali (spade, proiettori, cartelloni, protezioni, eccetera) per la buona riuscita dello stage; è stato bello vedere la palestra piena di nuove persone che non avevo mai visto prima e che si stanno interessando alla scherma storica (praticando da ormai sette anni penso di poterlo affermare con tranquillità). Spero davvero che si continui con questo clima di distensione e con questo spirito di fratellanza.

Un caro saluto e alla prossima.
Salludi.

A questo Link è possibile scaricare il trattato del Meyer tradotto in Italiano da Andrea Conti. (SCARICA)

giovedì 13 novembre 2014

Convegno a Cagliari: Spatha, spada, épée, Ideologia e prassi


Nei giorni 20 e 21 novembre 2014 si terrà presso l’Aula Coroneo, Cittadella dei Musei un workshop dal titolo “Spatha, spada, épéé. Ideologia e prassi” organizzato dal Dipartimento di Storia, Beni culturali e Territorio in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici e il CUS Cagliari Sezione Scherma.
L’iniziativa gode anche del patrocinio della Federazione Italiana Scherma.
Come risulta evidente dalla lista dei partecipanti e dai titoli delle diverse comunicazioni si tratta di un seminario che affronta il tema della “spada” sotto diversi aspetti. Da quelli più francamente storico-archeologici, a quelli storico-artistici, dal tema “spada” nella tradizione letteraria fino ad arrivare ad aspetti collegati alla storia della scherma e infine a tematiche che investono la pratica della scherma sportiva.

Calendario dei lavori

I Sessione: giovedì, 20 novembre ore 15:30-19:00

II Sessione: venerdì, 21 novembre ore 9:00-13:00
Elenco delle relazioni:

Ouiza Ait Amara (Università di Algeri): L’épée dans l’armement offensif des Numides

Danila Artizzu (Pont. Fac. Teologica della Sardegna, Cagliari): Le donne in armi. Gladiatrix, ludia

Giulia Baratta (Università di Macerata): I gladiatori di Gaius Valerius Verdullus

Simona Campus (Università di Cagliari): Una santa e la sua spada. Iconografia di Giovanna d’Arco dai Preraffaelliti a Luc Besson

Tiziana Carboni (Università di Cagliari): Prosopographia dello ius gladii

Antonio M. Corda (Università di Cagliari): Il negotiator gladiarius e il commercio delle armi.

Enrico Di Ciolo (Club Scherma Pisa “A. Di Ciolo”, Pisa): La prassi dell’insegnamento della spada

Bianca Fadda (Università di Cagliari): Armi e cavalieri nella Sardegna giudicale. L’«arsenale» di Gottifredo di Pietro d’Arborea

Antonio Ibba – Alessandro Teatini (Università di Sassari): Figure di gladiatori nell’Africa romana: il contributo dell’epigrafia e dei mosaici con iscrizione.

Pamela Ladogana (Università di Cagliari): Armi pietose e spade mortali. Il gusto epico e l’iconografia cavalleresca nelle illustrazioni della Gerusalemme Liberata di Bernardino Palazzi ( 1907-1986)

Rosanna Lusci (Università di Cagliari): Mariano IV d’Arborea: un cavaliere “catalano” nelle fonti iconografiche e documentarie.

Rossana Martorelli (Università di Cagliari): Gladio perire: la spada come strumento di martirio nelle fonti e nelle testimonianze iconografiche della primitiva comunità cristiana

Marc Mayer (Università di Barcellona): La spada nella numismatica

Danilo Mazzoleni (Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, Roma): La spada nelle rappresentazioni veterotestamentarie

Ilaria Montis (Università di Cagliari): Di punta e di taglio: dal gladius alla spatha. L’evoluzione delle tecniche di combattimento in età imperiale

Mauro Morfino (Pontificia Fac. Teologica della Sardegna): La spada-Parola di Dio in alcuni testi della letteratura giudaica

Andrea Pala (Università di Cagliari): Iconografia e simbolismo nella rappresentazione della spada tra tardo antico e basso medioevo (IV e XIII secolo)

Michel – Yves Perrin (Ecole Pratique des Hautes Etudes, Paris): Increpito etiam Petri gladio. Considerazioni sull’esegesi antica di Mt 26, 52.

Marco Rubboli (Sala d’Arme “Achille Marozzo”, Bologna): La spada a due mani nella scuola medievale italiana.

Silvia Sarais (University of Missouri-Columbia, USA): La spada nelle tragedie di Seneca: strumento del Nefas, della Romana Mors, e d’innovazione poetica.

Luca Sarriu (Università di Cagliari): L’uso del termine spada nel De Cerimoniis di Costantino VII Porfirogenito

Cecilia Tasca (Università di Cagliari): Armi e cavalieri nel Mediterraneo catalano. L’ebreo Bonjusas Bondavin: medico a Marsiglia, cavaliere dell’armata reale in Sardegna.

Giancarlo Toràn (Agorà della scherma, Busto Arsizio): La spada della mente. Che mente.

Conclusioni a cura di Attilio Mastino (Università di Sassari)



Attività collaterali

Collateralmente ai lavori in aula dal 18 al 23 novembre si terrà una mostra espositiva presso la nostra Sala delle Mostre Temporanee dal titolo “Ars Dimicandi. L’arte del combattere” sull’esercito romano a cui sarà collegata una mostra di spade provenienti dalla collezione privata di Giovanni Cannas.

Laboratorio di Scherma (a cura del M° Simone Piredda e degli Istruttori Nazionali del CUS Cagliari)

Il Convegno è organizzato dal Dipartimento di Storia, Beni culturali e Territorio dell’Università degli Studi di Cagliari in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici e del CUS Cagliari (Sezione Scherma) e con il patrocinio della Federazione Italiana Scherma.

Segreteria convegno: Antonio M. Corda – Andrea Tiana
mail: spathaspada@gmail.com;  mcorda@unica.it

Sede del Convegno: Aula Coroneo – Cittadella dei Musei, Piazza Arsenale 1, Cagliari

Sede amministrativa: Via Is Mirrionis n. 1 – 09123 Cagliari


Tel. 070 6757357 – Fax 070 6757366 – e-mail: dipstoge@unica.it


http://www.civettadiatena.it/spatha-spada-epee-cagliari/



mercoledì 12 novembre 2014

Stage di scherma e di spada a due mani tedesca 13-14/12/2014 Cagliari


Pubblicizziamo questo interessante Stage proposto dalla "Scherma Storica Cagliari", con Andrea Conti (Istruttore di Scherma Antica C.S.E.N. presso la Scuola d'arme Fiore dei Liberi a Roma).

Ecco un breve sunto di cosa tratterà lo stage:

"Il Programma dello stage di due giorni avrà come argomento principale i cinque Meisterhauw proposti secondo la visione di Joachim Meyer.
Questi colpi, che nella trattatistica antecedente furono nominati come i Cinque Colpi Segreti, sono dei tagli che si potrebbero definire "speciali" e che permettono di differenziare il combattente affine alla tradizione Liechtenauer dal "combattente comune" ignaro di questi colpi nel suo metodo.
Lo stage è studiato come una due giorni intensiva di solo scherma tedesca dalle basi fino a tecniche più avanzate in modo tale da permettere un corretto percorso di apprendimento anche per chi si approccia per la prima volta.
Per tutte le informazioni inerenti allo Stage vi rimandiamo alla pagina FB dell'evento e alla pagina della Sala organizzante"

Link di riferimento:




domenica 6 aprile 2014

In nylon veritas: resoconto non ufficiale del Sardinian HEMA Championship 2014

Si è appena conclusa (questione di ore ormai) la prima edizione del Sardinian HEMA Championship (SHC) 2014.

Ho già scritto (diverso tempo fa) un post per pubblicizzare l'evento, per cui passerò direttamente al solo con le mie impressioni.

Sembrerà un commento banale, scontato, ma sono molto contento per come si è svolta la manifestazione.
La Sala d'Arme "Le Quattro Porte" ha provveduto doviziosamente a fare in modo che tutto fosse presente e ingranasse al meglio. L'elenco potrebbe andare dalla sede, alle magliette dell'evento, agli arbitri, ai cartellini, al banner del coordinamento HEMA ITALIA che campeggiava sul muro della palestra (gentilmente offerto dal Marozziano Andrea Morini), al fotografo assoldato per bombardare di foto i pensierosi schermidori, al logo dell'evento, al sito web, alla pagina su Facebook, all'ambulanza sul posto (presso cui si è fatto uso assai abbondante -almeno da parte mia- di essenziale spray al ghiaccio!), alla campanella di fine combattimento, ai diplomi rilasciati a fine evento (per tutti i partecipanti), all'essenziale supporto per l'assicurazione, ai segnali "Dunlop" per la demarcazione del ring, alle attrezzature (maschere o corpetti che fossero) prestati a chi ne era totalmente sprovvisto (a mio giudizio un favore non da poco). Al rinfresco finale e ai bellissimi premi (tre pergamene vergate a mano, con bollo in ceralacca, e disegni in foglia oro, argento e bronzo se non vado errando). Insomma l'elenco è lungo e quello che ho fatto io è sicuramente manchevole di diversi elementi. Grande merito alla Sala d'Arme per aver reso possibile questo evento, il primo (ufficiale) in Sardegna.

Ci sono alcune cose, indipendenti dall'organizzazione, che ho apprezzato:
La partecipazione di quasi tutti gli attuali praticanti Sardi di scherma medioevale.
L'onestà e la compostezza che hanno mostrato (chi più chi meno, sempre tenendo un alto livello) i partecipanti al torneo.

Queste son cose non controllabili da chi organizza, e che possono andare bene o male. In passato (non mi riferisco ad eventi accaduti in Sardegna) ho avuto modo di assistere a comportamenti poco edificanti o addirittura equivoci durante alcune manifestazioni schermistiche, che mi hanno fatto rivalutare la mia partecipazione in certi ambiti.
Nulla di tutto questo è accaduto in questo torneo, e ciò mi rende estremamente felice.

Il torneo è stato un modo per riunire, finalmente, tutti i praticanti Sardi di scherma medioevale (ma sì chiamiamola HEMA) sotto un unico tetto. Praticanti che già si conoscevano di vista o comunque superficialmente, e che hanno avuto modo (finalmente) di scambiarsi opinioni, complimenti, informazioni o suggerimenti.
Questo senza alcun sentimento di campanilismo di questa o quella palestra (o gruppo): cosa assai rara quanto sbalorditiva in Sardegna. C'è stato un proficuo scambio di conoscenze (e di mazzate) fra tutti quelli che sono entrati sul ring, con annessa scorpacciata di ematomi.
La possibilità di combattere contro "persone nuove" è servita indubbiamente a molti novizi a capire come si possa tirare di scherma in modi totalmente diversi, pur utilizzando il medesimo oggetto.
Da parte mia posso ritenermi soddisfatto per i risultati conseguiti dal mio gruppo di compagni di lama. Ho assistito a diversi colpi di scena inaspettati, segno di un miglioramento della tecnica rispetto al passato. Purtroppo la dea bendata non è stata particolarmente benevola, avendoci fatto scontrare prevalentemente tra di noi nei primi gironi. Personalmente invece mi è andata abbastanza bene in quanto agli inizi ho potuto combattere sempre contro persone non appartenenti al mio gruppo. Tra un acciacco e l'altro son riuscito a fermarmi al 4° posto. Andrea Garau, che aveva già vinto il Torneo del Liofante del 2013 (sia in camicia che in armatura) si è classificato al 2° posto, dopo una combattuta semifinale e un altrettanto bella finale con il vincitore, Marco Angioni, della Sala d'Arme che ha organizzato l'evento. Daniele Manunza (sempre della Sala d'Arme) invece si è posizionato al 3° posto.
Mi sarebbe piaciuto condire questo post di filmati fatti al torneo, ma il programma di videomaking mi ha piantato in asso, lasciandomi con degli ingestibili files che riesco solo a vedere, e che Facebook mette un eternità a caricare. Spero di poter risolvere a breve il problema, magari caricandoli su Youtube. Prevalentemente si tratta di filmati (registrati dalla nostra camerawoman Valentina Cutaia) in cui combatto io o comunque sempre qualcuno dei miei compagni, questo perché batteria e schede SD per la (mia) videocamera sono limitate.
Forse questo è un punto che si può migliorare per il futuro, ma non sembra un grande problema visto che realtà ben più affermate della nostra non hanno mostrato un "servizio di videoregistrazione" migliore.
Tra le tante cose su cui bisognerà lavorare (pure molto, ma sono state appena buttate le basi) è che bisognerà fare in modo che molte più persone si attivino per procurarsi protezioni da scherma adeguate all'uso delle Federschwert (si spera) di prossimo utilizzo. Quest'anno per venire incontro alle esigenze di tutti, ben protetti o no, sono state utilizzate le spade in nylon della Rawlings, con tutti i difetti e i vizi che si portano dietro. Come ho già detto a qualcuno: "non si impara a correre dall'oggi al domani, e ci arriveremo un passo alla volta". Questa non è una negazione, ma una promessa.
Un saluto e alla prossima!
Salude!



giovedì 13 febbraio 2014

Maestri come Dio comanda

Quanti di noi hanno avuto brutte esperienze con "maestri" autoproclamati di vario genere?
Indubbiamente ogni singolo lettore potrebbe fare una bella lista.
A memoria, da quando ho iniziato a praticare AM, avrò conosciuto si e no una decina di maestri di diverse discipline. Questo almeno fino al mio "assestarmi" dell'attuale scherma storica.

Naturalmente di tutti gli innumerevoli maestri con cui è capitato di parlare, confrontarsi, e magari anche allenarsi, ben pochi hanno passato "il test".
Alcuni erano bravi, altri meno, altri ancora bravi marzialisti ma incapaci di spiegarsi (e quindi insegnare) e via dicendo.

Solitamente però i "maestri" (con le dovute eccezioni), specialmente per quanto riguarda la disciplina schermistica "antica" son più o meno la stessa variazione del tema: "io sò io, voi non siete un cazzo" per dirla al marchese del Grillo.

Dov'è il nocciolo del discorso? Ecco, la parte interessante, che mi ha spinto a scrivere il post è la seguente: stavo leggendo mollemente un noto social network quando vedo un post di Ilkka Hartikainen.
Noto marzialista Finlandese (guardatevi i suoi combattimenti allo Swordfish) residente nella gelida Helsinki, graphic designer e, naturalmente, istruttore di spada da lato secondo i principi del Bolognese Achille Marozzo.
A molti indubbiamente sarà già scattata la scintilla razzista. "Hoibò, un Finlandese che insegna uno stile di scherma Italiano???". Ovviamente la considerazione che le arti marziali non abbiano colore ne taglio d'occhi non ha certo impensierito i razzisti di turno. Immagino che sempre secondo questi illuminati magari il jujitsu dovrebbe esser rimasto relegato nei confini delle isole Giapponesi, e non esser stato modificato da dei Brasiliani per perfezionarsi e mutare in qualcosa di migliore.

Tornando a noi. Leggi che ti leggi, vengo colpito dal tono e dal modo in cui il maestro (d'ora in poi Ilkka) annuncia uno stage in suolo Italico.
Il post dice testualmente:


"After the event in Florence I will be staying in Italy for the following week, and the trip will culminate in a workshop I will be running in Viterbo on the 23rd of March, invited to do so by my good friends Renato and Davide. This is a huge honor and one of the coolest things I can imagine. I welcome everyone who possibly can to take part in the workshop.

The workshop is suited for the beginner and experienced swordsmen and martial artists. The workshop will provide a foundation in the art derived from the source literature and for the more experienced it will offer a great workout and an amount of new training ideas and the exciting possibility experience how a foreigner has -- with utmost care and passion -- interpreted the local martial arts legacy.

For me, this will offer (just as will the event in Florence week before) a chance to meet a lot of new people whose cultural background is the same as that of the original masters, and to see how they will react to my interpretation. Hopefully, I will be able to learn a part of this and reflect it back to my fencing and teaching style, thus in a sense making it more authentic.

I'm looking forward to this event, and hope to see many of you there!"

Le cose che naturalmente più mi hanno colpito sono evidenziate in nero.
Non si leggono toni arroganti o presuntuosi. Anzi! Leggo parole come "interpretare l'eredità marziale locale", "una chance di incontrare persone con lo stesso background culturale dei maestri che studio", "vedere come queste persone reagiranno alla mia interpretazione", "e renderla così più autentica".

Io ci leggo il rispetto di una persona con un ampissimo bagaglio culturale schermistico, che ben conscio di metter piede ad insegnare nella stessa terra che ha accolto il maestro da lui studiato e venerato, mostra grande attenzione nel voler imparare quanto più gli è possibile dall'esperienza.
Ben diverso da uno dei tipici "maestri" di AM che vanno in un posto, fanno il loro "stage", dicono due cazzate e si pigliano l'assegno.

Che altro aggiungere? Una lezione di stile e di umiltà a tutti quei maestri da quattro soldi che si vedono battibeccare nella rete. Un esempio da seguire e suggerisco (finché c'è il tempo) un workshop da provare!

Ecco qui i link necessari per saperne di più:

Sito di Ilkka (Marozzo.com)

Youtube di Ilkka

Marozzo su Vimeo

Profilo Facebook

Un saluto e a rileggerci presto.
Salute!

giovedì 6 febbraio 2014

Sardinian HEMA Championship (06-04-14)



Bando alle ciance e alle inutili spiegazioni:

Il 6 Aprile 2014 si terrà nella palestra di via Rossini, a Selargius (CA)
Il torneo HEMA organizzato dalla Sala d'Arme "Le Quattro Porte".
Daniele Prisco, uno dei membri della Sala d'Arme e organizzatore, ha messo su anche un bel sito
completo di tutto e una pagina Facebook per l'evento. Come al solito sono riportati, in basso, alla fine del post.

Da parte mia non posso che esprime contentezza per l'apertura di un altro torneo in Sardegna che andasse oltre al "Torneo del Liofante", organizzato ormai da 8 anni a questa parte dalla Memoriae Milites (e su cui ho scritto recentemente sull'ottavo numero di T.A.T. (Tiro con l'Arco Tradizionale).
Sarà anche l'occasione per confrontarsi con altri interessati alla scherma in camicia che non hanno potuto partecipare al Torneo del Liofante (perché ad esempio non si occupano di rievocazione).
Quindi: ben vengano di queste iniziative e auguriamoci tutti che al torneo ci sia un ampia partecipazione, anche extrainsulare!
Ho già visto alcuni nomi dei partecipanti, e problemi fisici permettendo, spero di poter partecipare.
Un saluto e un arrivederci in pedana per aprile!
Salludi!

Pagina Facebook dell'evento.

Il sito dell'evento.