Visualizzazione post con etichetta armi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta armi. Mostra tutti i post

venerdì 22 agosto 2025

Le Teste di Mazza Nuragiche: Tra Armi e Utensili della Sardegna protostorica


Le teste di mazza nuragiche, particolari manufatti in pietra dalla caratteristica forma a "ciambella", rappresentano uno degli enigmi più affascinanti dell'archeologia sarda. Ritrovate in numerosi siti dell'isola, queste pietre forate hanno a lungo stimolato dibattiti tra gli studiosi riguardo alla loro funzione originale. Erano armi temibili, strumenti di lavoro o avevano forse un significato più profondo e simbolico? Questi reperti, la cui presenza è diffusa nel contesto della civiltà nuragica, sono di fondamentale importanza archeologica. La loro scoperta in contesti specifici può fornire indizi cruciali sulle attività e sulle tecnologie delle popolazioni che le hanno prodotte e utilizzate. È essenziale sottolineare che la loro natura di manufatti antichi ne impone la segnalazione immediata alle autorità competenti, come musei o soprintendenze archeologiche, per garantirne la corretta conservazione e studio. Va precisato, come spesso accade nelle dimostrazioni e nelle analisi divulgative, che gli esemplari presentati in questo video, per scopi illustrativi, sono assolutamente delle seplici riproduzioni, fedeli agli originali.

L'Ipotesi Bellica: Una Mazza da Combattimento?
Una delle teorie più intuitive e diffuse riguarda il loro possibile impiego come armi, in particolare come teste di mazza. La loro forma e la presenza di un foro centrale suggeriscono un possibile innesto su un manico, trasformandole in efficaci strumenti contundenti. Sono state condotte diverse analisi e ricostruzioni per valutare la fattibilità di tale utilizzo. Un caso studio particolarmente interessante, che mi ha coinvolto durante la redazione della mia tesi triennale, è stato lo studio di un cranio nuragico con una lesione traumatica. Uno degli obiettivi della ricerca è stato anche quello di determinare quale arma contundente potesse aver causato tale ferita. Tuttavia, l'esame approfondito della natura della lesione ha portato a concludere che le caratteristiche della frattura non siano compatibili con l'impatto di una testa di mazza nuragica, o almeno non con le modalità d'uso ipotizzate. Questa discrepanza suggerisce che, sebbene l'idea di arma sia suggestiva, l'uso primario di questi strumenti come armi contundenti, da usare in combattimento potrebbe essere meno diffuso di quanto si pensasse, oppure limitato a contesti specifici, probabilmente occasionali o estemporanei.
Se l'ipotesi bellica non trova sempre piena conferma, altre teorie propongono funzioni più legate alla vita quotidiana e alle attività produttive:

Pesi per bastoni da scavo: Una delle interpretazioni più accreditate le vede utilizzate come zavorre per i bastoni da scavo. Il foro centrale avrebbe permesso di fissarle a un'estremità del bastone, aumentandone il peso e l'efficacia nel penetrare terreni duri per la semina o altre attività agricole.

Pesi da telaio: Sebbene talvolta proposta, l'idea che le teste di mazza nuragiche venissero utilizzate come pesi da telaio è assolutamente da rigettare. Le analisi sui segni di usura mostrano pattern che non corrispondono a quelli tipici dei pesi utilizzati per la tessitura, i quali tendono a mostrare abrasioni e smussature diverse, inoltre questi pesi sono realizzati generalmente in ceramica, più facile da modificare, in modo che il peso sia esattamente simile a quello dei doppioni prodotti (una procedura più difficile o lunga da realizzare, se applicata alle teste di mazza -in pietra-).

Martelli per la lavorazione dei metalli: Questa è forse l'ipotesi più solida e supportata dalle evidenze archeologiche e sperimentali. Alcuni archeologi, in particolare il famoso archeologo americano Tykott, hanno avanzato e sostenuto con forza la teoria che queste pietre fossero utilizzate come martelli nell'ambito della metallurgia nuragica. Le tracce di usura riscontrate su molti esemplari – abrasioni, scheggiature localizzate e patine particolari – sono infatti perfettamente compatibili con l'uso ripetuto per battere, formare e rifinire manufatti in bronzo o altri metalli. L'isola era un centro significativo per la metallurgia pre-protostorica, e la disponibilità di strumenti efficaci per questa attività era cruciale.

Tecnica di Costruzione
Un dettaglio interessante riguardo queste teste di mazza è la loro tecnica costruttiva. I fori centrali, spesso, non sono perfettamente cilindrici. Presentano piuttosto una forma leggermente svasata o conica, testimonianza delle primitive, ma efficaci, tecniche di perforazione utilizzate. Probabilmente si ricorreva a un processo di perforazione per rotazione con l'ausilio di abrasivi (sabbia e acqua), attuato da ambo i lati, che lentamente erodeva la pietra fino a creare il passaggio desiderato. Questo dettaglio costruttivo fornisce ulteriori indizi sulle capacità tecniche e sui metodi di lavoro delle popolazioni nuragiche.

Le teste di mazza nuragiche continuano a stimolare la ricerca e la curiosità. Sebbene la loro funzione primaria come armi possa essere stata ridimensionata da studi recenti, la loro importanza come strumenti multifunzionali, in particolare nel contesto della fiorente metallurgia nuragica, ne consolida il ruolo come reperti chiave per comprendere la complessità e l'ingegnosità di una delle civiltà più affascinanti del Mediterraneo antico.



 

martedì 16 luglio 2019

L'arciere tra mesolitico e neolitico: combattimento e ritualità nella pr...



L'uomo, per natura, è pacifico o bellicoso?

Cercherò di affrontare il tema, già trattato nell'incipit della mia tesi di laurea triennale, dove analizzavo alcune evidenze di conflitti ed eventi bellici su bassa scala, per quanto riguarda la preistoria.

Nel presente video riassumo le evidenze dell'arte parietale del levante spagnolo, inquadrabili tra mesolitico e neolitico. Raffigurazioni di arcieri in combattimento, danza, esecuzioni e "giochi gladiatori", analizzati da un punto di vista sociale e rituale; la presenza di riti legati al combattimento infatti è stata personalmente documentata per la preistoria sarda (età del bronzo) ed è stata esposta nel libro "Gherreris" (Condaghes 2016) nel capitolo riguardante i "pugilatori" di Mont'é Prama, o meglio "proto-gladiatori".

Trovate il link alla mia tesi di laurea, e al mio libro di seguito.



https://www.amazon.it/Gherreris-bronzetti-statue-Monte-Prama/dp/8873562809/ref=as_sl_pc_tf_til?tag=sardinianwarr-21&linkCode=w00&linkId=e2b953e89c617902a8cf7e65b4095fb7&creativeASIN=8873562809

https://www.academia.edu/13713508/Dal_Combattimento_Alla_Lesione_Ricerca_di_Indicatori_in_Reperti_Scheletrici_Umani_di_Et%C3%A0_Nuragica


sabato 9 febbraio 2019

Massacro Medioevale: ferite da combattimento e qualche nota di Scherma S...



Il presente video è stato registrato durante la mia preparazione per l'esame di antropologia scheletrica, in cui mi è capitato di analizzare uno studio di antropologia forense svolto sugli individui di una fossa comune risalente alla fine del 1200 - metà del 1300 dopo Cristo, in Danimarca (Naestved). I corpi rinvenuti nella fossa comune mostravano diversi segni di ferite traumatiche con oggetti lunghi e affilati. Lo studio che hanno sviluppato i paleopatologi è complesso quanto affascinante, poiché ne avrebbero dedotto che gli individui erano dei popolani di circa 30-40 anni di età, che in passato non dovevano aver partecipato a molti conflitti, e che hanno trovato la morte affrontando probabilmente dei nemici a cavallo. Dallo studio se ne deduce anche il modo con cui venivano sferrati i colpi tra fanti armati di scudo, e quali erano le ferite che più frequentemente venivano inferte, dando indicazione anche sul tipo di armamento che dovevano possedere questi uomini.
Se se interessato a saperne di più, ti rimando alla presentazione dell'articolo che ho fatto per il mio esame di biologia dello scheletro umano.

https://www.scribd.com/document/399220255/Wounded-to-the-bone-presentazione-di-articolo-di-archeologia-forense-in-italiano-Sandbjerget-Denmark-AD-1300-1350

mercoledì 23 settembre 2015

Perché iscriversi ad un corso di Kali/Arnis/Escrima Filippina (FMA)


Perché iniziare un corso di Kali/Arnis/Escrima?
Questa domanda, apparentemente banale, necessita di una giusta risposta.
Un interlocutore proveniente da un altra arte marziale (d'ora in poi A.M.) potrebbe rivolgervi la stessa domanda. Cosa gli rispondereste? Perché dovreste scegliere l'Escrima e non il Kung Fu? O il Taekwondo, o il Karate? O il Jujitsu o l'Aikido?
Non che in queste discipline ci sia qualcosa di meno (anzi, le reputo tutte interessantissime e meritevoli di essere studiate), cambia però l'approccio.
Se in ognuna delle sopra dette AM le armi vengono esplorate solo dopo che ci si è ben addentrati nella disciplina (ovvero dopo anni e anni di pratica), nelle Filipino Martial Arts (F.M.A.) si inizia a studiare un'arma fin dal primo giorno;
non finisce qui: le tecniche che studierete con un arma in mano saranno le stesse che poi applicherete a mano nuda (empty hand).
Sicuramente è questo il vero punto di forza delle FMA, la loro diretta applicazione in un contesto di combattimento è il secondo punto a favore. Se in una qualsiasi altra AM dovrete passare ore ed ore ripetendo apparentemente inutili kata, nelle FMA sarete (quasi) subito messi in gioco, a combattere contro un avversario (o a capire come arrivare a fronteggiarlo).
Bastone, coltelli, machete, pugni, sono queste le armi che imparerete ad usare e a fronteggiare: le loro differenze ed i loro punti di forza, le similitudini e le debolezze.
Questo perché in un contesto di vita reale è molto più probabile che qualcuno (purtroppo) cerchi di attaccarvi menandovi con un bastone, peggio ancora con un coltello o con un machete. Alla meglio in una colluttazione cercheranno di darvi un calcio, una gomitata/ginocchiata o un pugno, molto difficile che qualcuno cerchi di stendervi con un calcio rotante o con un haito uchi tirato in maniera pulita. Ancora più improbabile che vi assalgano con una spada, con un katana, una longsword o un alabarda, con un bo o con una lancia. La semplicità, la reperibilità e la pericolosità del trio bastone/coltello/machete riassume in pochi oggetti una grande generalità di armi ampiamente diffuse nella vita di ogni giorno, anche se non ci appaiono come tali (un taglierino, un paio di forbici, una mannaia, un martello, una pala, un cacciavite, un ombrello, una stampella, ecc).
Conoscere le armi quindi è fondamentale, l'arma amplifica la capacità lesiva del singolo. Un individuo apparentemente debole, per quanto possa essere minuto, con un coltello diventa pericoloso quanto una qualsiasi altra persona. Se questo vale per il vostro avversario, a maggior ragione varrà per voi che state studiando la disciplina armata. La conoscenza, lo studio e la tecnica allora diventano lo spartiacque tra chi può pensare di sopravvivere (magari malconcio, ma vivo) e tra chi finisce sulla pagina dei necrologi.

Esempio di aggressione armata nella vita di tutti i giorni (ricostruzione).

La parte più interessante del sistema è il concetto di "tante armi, un solo metodo": ovvero che si tratti di coltello, bastone, machete, o quello che vi pare, imparerete un modo di utilizzo che si adatta al maneggio di qualsiasi strumento. Non dovrete quindi perdere tempo ad iniziare da capo un nuovo percorso marziale ogni volta che cambierete la vostra arma di studio. Dal primo giorno di lezione inizierete a studiare inconsapevolmente tutte le armi, ed alcuni concetti appresi con le armi saranno (incredibilmente!) ancora più utili per capire persino le tecniche disarmate. Il tempo è la cosa più preziosa che avete (dopo il vostro corpo), ed è certo che basta ben poco tempo per acquisire i principi fondamentali del maneggio del bastone e del coltello; dopotutto, se Bruce Lee ha inglobato le tecniche di combattimento del Kali di Dan Inosanto nel suo proprio sistema (noto ai più come Jeet Kune Do) forse c'è molto più di quanto non si veda sotto la superficie.

"Guru" Dan Inosanto (a sinistra) con il defunto e mai troppo compianto Bruce Lee (a destra).

 Ovviamente la materia è ampia e profonda, e richiede il tempo dovuto per poterne diventare padroni, ma una cosa è realmente certa, ed è la brevità con cui si possono assimilare le basi per poter difendersi e contrastare un'aggressione armata.
Vi invito quindi a provare una lezione di FMA e a toccare "con mano" se la disciplina può fare al caso vostro.

Vi saluto come mi è stato insegnato:
Maramin salamat po.
A presto e buona Escrima.