Sabato 26 Agosto 2017, presso l'area archeologica della Necropoli Romana di Porto Torres (via Livio 53), sarà presentato il libro di Alessandro Atzeni "GHERRERIS: Dai bronzetti alle statue di Mont'e Prama", una conferenza organizzata da PIETRINO SECHI della fondazione VIA LIBIO 53.
La serata si svolgerà in tal modo:
18:30
Visita al complesso monumentale, con le tombe ipogeiche ad Arcosolio di epoca Romana.
19:30
Conferenza riguardo il libro di A. Atzeni, con esposte le scoperte più importanti: Il guantone armato dei "Gladiatori" di Mont'é Prama, ed altre interessanti ipotesi al riguardo.
Saranno inoltre presenti diversi manufatti ricostruiti, oltre ad un figurino di guerriero in scala 1:1.
Non si sono ancora spente le luci su "Sanluri 1409, Trame di Storia", la rievocazione storica della dura sconfitta subita dall'esercito Sardo/Arborense agli inizi del 15° secolo ad opera dell'esercito Catalano-Aragonese guidato da Martino il Giovane, che già emergono i dissapori legati alla conduzione di quest'evento. Un recente articolo del giornale "L'Unione Sarda" si intitola "Sa battalla? Un flop: soldi sprecati", come se un evento commemorativo potesse essere valutato in base al numero dei partecipanti. Immaginatevi titoli come "Funerale di Tizio Taldeitali, un flop assoluto" oppure "Commemorazione della morte di Caio Sempronio, una delusione, ridotto numero di spettatori" non sono un granché vero? Sinceramente mi sembrano anche di cattivo gusto. Perché di questo si tratta, della rievocazione di una dura sconfitta, di un massacro. I partecipanti (praticamente tutti Sardi, anche quelli in veste Aragonese) partecipano non per ricevere soldi (cosa che oltretutto non accade) o per mangiare gratis ad una cena, ma per puro spirito patriottico e storiografico. Immaginate quanto possano essere contenti di leggere questi titoli gli appassionati che, dopo una giornata di lavoro, dedicano le sere a cucirsi il proprio abito, ad impennare frecce o a costruirsi pezzi d'armatura. Non sono contenti, sono incazzati neri, ed io penso di poter essere un buon metro di paragone, essendo un rievocatore, uno di loro! Non so quali meccanismi ci siano stati dietro l'organizzazione dell'evento, perché il comune di Sanluri abbia voluto bandire un concorso per la sua organizzazione (cosa che peraltro mi pare trasparente e legittima!) e perché incomprensibilmente associazioni che fino a ieri avevano contribuito a realizzare la manifestazione si siano "stranamente" tirate indietro. Sinceramente non me ne frega un fico secco. L'articolo cita 20.000 euro stanziati per l'evento, dimenticando che nelle passate edizioni vennero stanziati anche 60.000 euro. Dunque se la matematica non è un opinione: con 20.000 euro si ottengono mille presenze, con il triplo dei fondi si ottiene il quintuplo delle presenze. Per qualche strano motivo nella rievocazione partecipano (a botte di 20.000 euro!) mediamente 2000 persone in più, con un andamento esponenziale (?!?) Il genio autore di questi calcoli dovrebbe perlomeno spiegare secondo quale logica del vattelapesca si riesca ad ottenere questo andamento, perché decisamente non vi è alcuna logica dietro. Forse con i restanti 40.000 euro si sarebbe riusciti a rendere la manifestazione cinque volte più affollata? Non mi sembra possibile (l'articolo non lo scrive, io si!) visto che non ci sarebbero stati fisicamente gli spazi all'interno del paese per ospitare un numero simile di spettatori, sempre di non stiparli in cima ai tetti! Eh già, perché l'articolo NON dice che è venuto a mancare il "campo" di battaglia, seminato anzitempo, visto l'andazzo non proprio positivo che stava prendendo l'evento. Perché, infatti, a tutti era noto il clima di dissapori, velate insinuazioni e ridicole scenate che si sono perpetuate prima durante e dopo l'organizzazione della battaglia. Manifestazioni collaterali e notizie contrastanti si sono affastellate nelle settimane precedenti la rievocazione. Naturalmente tutto questo non viene riportato! Sia mai, è evidente invece l'equazione "assenza campo di battaglia = diminuzione del pubblico". Detto francamente: ho preferito vedere due masse compatte di fanti che combattevano come due corpi distinti lungo la strada che portava sino al castello, piuttosto che vedere con i binocoli un rievocatore ogni 2 metri in un campo grande un ettaro. Ho preferito non assistere all'inutile carambola dei cavalli su e giù per il campo, facendo volentieri a meno di vedere scene ridicole, che avrebbero fatto rivoltare qualsiasi associazione animalista, con cavalli sfregiati dagli speroni dei loro "prodi" balenteddos. Ho decisamente fatto a meno di sentire improbabili radiocronache dove lo speaker si chiedeva perché fosse presente la bandiera dei quattro mori "dalla parte sbagliata" (SIGH!), ignorando quindi totalmente quale sia l'origine e la storia della nostra attuale bandiera. Ho fatto a meno di molte cose, gradendone altre. Mi è piaciuto la cronaca svolta dall'archeologo Nicola Dessì (persona laureata e specializzata in una materia attinente!), mi è piaciuta la conferenza vista il giorno prima, in cui il Professor Pinna (docente di archeologia medioevale) ha esposto l'utilità della dicotomia rievocazione-ricerca. Chi meglio di lui per parlare di quest'argomento, stimato ed impegnatissimo e professore relativamente "giovane", relatore di diverse tesi di laurea innovative che hanno utilizzato questo approccio? Mi è piaciuto il dramma teatrale sui fatti accaduti dopo la battaglia inscenato dall'Ass. Memoriae Milites, mi è piaciuto il coinvolgimento dei ragazzi e delle ragazze con le magliette rosse, visto che sono i giovani il futuro della nostra memoria.
Certo, ci sono cose che mi sono piaciute di meno, come il caldo bestiale che ha messo K.O. la maggior parte dei rievocatori, i quali comunque hanno stoicamente continuato a combattere, non solo per finta, visto che alcuni hanno 30 kg di metallo addosso e se le danno (in sicurezza) di santa ragione. Non mi è piaciuto che l'evento fosse così distante dalla data reale dell'evento, o che il palco fosse troppo vicino al castello, ma questi sono DETTAGLI. Come rievocazione forse è stata l'edizione migliore che io abbia visto, e vi partecipo dal 2009. Continuo a non capire l'avversione delle associazioni che non hanno partecipato all'evento e questa volontà di osteggiare la manifestazione, come se Sanluri, un modesto paese al centro di una pianura agricola ormai semi-abbandonata qual'è il Campidano, con le ultime attività in fase di declino o morte inevitabile, senza sbocco a mare e senza particolari bellezze naturali, possa permettersi di perdersi una forte attrattiva come Sa Battalla. Gli eventi storici che videro Sanluri come sfondo per battaglie ed incontri diplomatici tra i potenti del tempo, potrebbe essere un jolly da sfruttare per contribuire a rendere il paese più ricco di quanto non sia attualmente. Tutte queste potenzialità, invece, sono state snobbate per i soliti motivi che impestano noi Sardi: campanilismo, insensata presunzione e xenofobia tra diversi paesi della Sardegna. Come se fosse importante il fatto che la rievocazione sia organizzata da una ditta di Villacidro piuttosto che da una di Sanluri! Ci si dimentica che LA BATTAGLIA di SANLURI, intesa come evento storico e come rievocazione, non appartiene A NESSUNO, in quanto patrimonio immateriale di TUTTI I SARDI e di tutti gli appassionati di storia di TUTTO IL MONDO.
Nei giorni 20 e 21 novembre 2014 si terrà presso l’Aula
Coroneo, Cittadella dei Musei un workshop dal titolo “Spatha, spada, épéé.
Ideologia e prassi” organizzato dal Dipartimento di Storia, Beni culturali e
Territorio in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni
Archeologici e il CUS Cagliari Sezione Scherma.
L’iniziativa gode anche del patrocinio della Federazione
Italiana Scherma.
Come risulta evidente dalla lista dei partecipanti e dai
titoli delle diverse comunicazioni si tratta di un seminario che affronta il
tema della “spada” sotto diversi aspetti. Da quelli più francamente
storico-archeologici, a quelli storico-artistici, dal tema “spada” nella
tradizione letteraria fino ad arrivare ad aspetti collegati alla storia della
scherma e infine a tematiche che investono la pratica della scherma sportiva.
Calendario dei lavori
I Sessione: giovedì, 20 novembre ore 15:30-19:00
II Sessione: venerdì, 21 novembre ore 9:00-13:00
Elenco delle relazioni:
Ouiza Ait Amara (Università di Algeri): L’épée dans
l’armement offensif des Numides
Danila Artizzu (Pont. Fac. Teologica della Sardegna,
Cagliari): Le donne in armi. Gladiatrix, ludia
Giulia Baratta (Università di Macerata): I gladiatori di
Gaius Valerius Verdullus
Simona Campus (Università di Cagliari): Una santa e la sua
spada. Iconografia di Giovanna d’Arco dai Preraffaelliti a Luc Besson
Tiziana Carboni (Università di Cagliari): Prosopographia
dello ius gladii
Antonio M. Corda (Università di Cagliari): Il negotiator
gladiarius e il commercio delle armi.
Enrico Di Ciolo (Club Scherma Pisa “A. Di Ciolo”, Pisa): La
prassi dell’insegnamento della spada
Bianca Fadda (Università di Cagliari): Armi e cavalieri
nella Sardegna giudicale. L’«arsenale» di Gottifredo di Pietro d’Arborea
Antonio Ibba – Alessandro Teatini (Università di Sassari):
Figure di gladiatori nell’Africa romana: il contributo dell’epigrafia e dei
mosaici con iscrizione.
Pamela Ladogana (Università di Cagliari): Armi pietose e
spade mortali. Il gusto epico e l’iconografia cavalleresca nelle illustrazioni
della Gerusalemme Liberata di Bernardino Palazzi ( 1907-1986)
Rosanna Lusci (Università di Cagliari): Mariano IV d’Arborea:
un cavaliere “catalano” nelle fonti iconografiche e documentarie.
Rossana Martorelli (Università di Cagliari): Gladio perire:
la spada come strumento di martirio nelle fonti e nelle testimonianze
iconografiche della primitiva comunità cristiana
Marc Mayer (Università di Barcellona): La spada nella
numismatica
Danilo Mazzoleni (Pontificio Istituto di Archeologia
Cristiana, Roma): La spada nelle rappresentazioni veterotestamentarie
Ilaria Montis (Università di Cagliari): Di punta e di
taglio: dal gladius alla spatha. L’evoluzione delle tecniche di combattimento
in età imperiale
Mauro Morfino (Pontificia Fac. Teologica della Sardegna): La
spada-Parola di Dio in alcuni testi della letteratura giudaica
Andrea Pala (Università di Cagliari): Iconografia e
simbolismo nella rappresentazione della spada tra tardo antico e basso medioevo
(IV e XIII secolo)
Michel – Yves Perrin (Ecole Pratique des Hautes Etudes,
Paris): Increpito etiam Petri gladio. Considerazioni sull’esegesi antica di Mt
26, 52.
Marco Rubboli (Sala d’Arme “Achille Marozzo”, Bologna): La
spada a due mani nella scuola medievale italiana.
Silvia Sarais (University of Missouri-Columbia, USA): La
spada nelle tragedie di Seneca: strumento del Nefas, della Romana Mors, e
d’innovazione poetica.
Luca Sarriu (Università di Cagliari): L’uso del termine
spada nel De Cerimoniis di Costantino VII Porfirogenito
Cecilia Tasca (Università di Cagliari): Armi e cavalieri nel
Mediterraneo catalano. L’ebreo Bonjusas Bondavin: medico a Marsiglia, cavaliere
dell’armata reale in Sardegna.
Giancarlo Toràn (Agorà della scherma, Busto Arsizio): La
spada della mente. Che mente.
Conclusioni a cura di Attilio Mastino (Università di
Sassari)
Attività collaterali
Collateralmente ai lavori in aula dal 18 al 23 novembre si
terrà una mostra espositiva presso la nostra Sala delle Mostre Temporanee dal
titolo “Ars Dimicandi. L’arte del combattere” sull’esercito romano a cui sarà
collegata una mostra di spade provenienti dalla collezione privata di Giovanni
Cannas.
Laboratorio di Scherma (a cura del M° Simone Piredda e degli
Istruttori Nazionali del CUS Cagliari)
Il Convegno è organizzato dal Dipartimento di Storia, Beni
culturali e Territorio dell’Università degli Studi di Cagliari in
collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici e del CUS
Cagliari (Sezione Scherma) e con il patrocinio della Federazione Italiana
Scherma.
Segreteria convegno: Antonio M. Corda – Andrea Tiana
mail:
spathaspada@gmail.com; mcorda@unica.it
Sede del Convegno: Aula Coroneo – Cittadella dei Musei,
Piazza Arsenale 1, Cagliari
Sede amministrativa: Via Is Mirrionis n. 1 – 09123 Cagliari
Venerdì 10 Giugno ore 18:00 Thiesi (Sassari), Sala "Aligi Sassu" Relazioni del dott. Mario Antioco Sanna e del prof. Andrea Sanna
La Memoriae Milites è stata invitata a partecipare a questa interessante presentazione. Si cementifica sempre di più quel connubio tra rievocazione storica e ricerca scientifica che da sempre abbiamo auspicato. Oltre a portare ben quattro armature complete della fine del XIV secolo, i nostri schermidori probabilmente daranno anche qualce dimostrazione pratica di cosa sia un combattimento in armatura completa. Tipologia di incontro assolutamente sconosciuta in sardegna, e praticata praticamente solo dalla nostra associazione. Di seguito un breve filmato dimostrativo girato ad Orroli.