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mercoledì 22 luglio 2015

Sulle polemiche riguardanti "Sa Battalla" di Sanluri


Non si sono ancora spente le luci su "Sanluri 1409, Trame di Storia", la rievocazione storica della dura sconfitta subita dall'esercito Sardo/Arborense agli inizi del 15° secolo ad opera dell'esercito Catalano-Aragonese guidato da Martino il Giovane, che già emergono i dissapori legati alla conduzione di quest'evento. Un recente articolo del giornale "L'Unione Sarda" si intitola "Sa battalla? Un flop: soldi sprecati", come se un evento commemorativo potesse essere valutato in base al numero dei partecipanti. Immaginatevi titoli come "Funerale di Tizio Taldeitali, un flop assoluto" oppure "Commemorazione della morte di Caio Sempronio, una delusione, ridotto numero di spettatori" non sono un granché vero? Sinceramente mi sembrano anche di cattivo gusto. Perché di questo si tratta, della rievocazione di una dura sconfitta, di un massacro. I partecipanti (praticamente tutti Sardi, anche quelli in veste Aragonese) partecipano non per ricevere soldi (cosa che oltretutto non accade) o per mangiare gratis ad una cena, ma per puro spirito patriottico e storiografico. Immaginate quanto possano essere contenti di leggere questi titoli gli appassionati che, dopo una giornata di lavoro, dedicano le sere a cucirsi il proprio abito, ad impennare frecce o a costruirsi pezzi d'armatura. Non sono contenti, sono incazzati neri, ed io penso di poter essere un buon metro di paragone, essendo un rievocatore, uno di loro! Non so quali meccanismi ci siano stati dietro l'organizzazione dell'evento, perché il comune di Sanluri abbia voluto bandire un concorso per la sua organizzazione (cosa che peraltro mi pare trasparente e legittima!) e perché incomprensibilmente associazioni che fino a ieri avevano contribuito a realizzare la manifestazione si siano "stranamente" tirate indietro. Sinceramente non me ne frega un fico secco. L'articolo cita 20.000 euro stanziati per l'evento, dimenticando che nelle passate edizioni vennero stanziati anche 60.000 euro. Dunque se la matematica non è un opinione: con 20.000 euro si ottengono mille presenze, con il triplo dei fondi si ottiene il quintuplo delle presenze. Per qualche strano motivo nella rievocazione partecipano (a botte di 20.000 euro!) mediamente 2000 persone in più, con un andamento esponenziale (?!?) Il genio autore di questi calcoli dovrebbe perlomeno spiegare secondo quale logica del vattelapesca si riesca ad ottenere questo andamento, perché decisamente non vi è alcuna logica dietro. Forse con i restanti 40.000 euro si sarebbe riusciti a rendere la manifestazione cinque volte più affollata? Non mi sembra possibile (l'articolo non lo scrive, io si!) visto che non ci sarebbero stati fisicamente gli spazi all'interno del paese per ospitare un numero simile di spettatori, sempre di non stiparli in cima ai tetti! Eh già, perché l'articolo NON dice che è venuto a mancare il "campo" di battaglia, seminato anzitempo, visto l'andazzo non proprio positivo che stava prendendo l'evento. Perché, infatti, a tutti era noto il clima di dissapori, velate insinuazioni e ridicole scenate che si sono perpetuate prima durante e dopo l'organizzazione della battaglia. Manifestazioni collaterali e notizie contrastanti si sono affastellate nelle settimane precedenti la rievocazione. Naturalmente tutto questo non viene riportato! Sia mai, è evidente invece l'equazione "assenza campo di battaglia = diminuzione del pubblico". Detto francamente: ho preferito vedere due masse compatte di fanti che combattevano come due corpi distinti lungo la strada che portava sino al castello, piuttosto che vedere con i binocoli un rievocatore ogni 2 metri in un campo grande un ettaro. Ho preferito non assistere all'inutile carambola dei cavalli su e giù per il campo, facendo volentieri a meno di vedere scene ridicole, che avrebbero fatto rivoltare qualsiasi associazione animalista, con cavalli sfregiati dagli speroni dei loro "prodi" balenteddos. Ho decisamente fatto a meno di sentire improbabili radiocronache dove lo speaker si chiedeva perché fosse presente la bandiera dei quattro mori "dalla parte sbagliata" (SIGH!), ignorando quindi totalmente quale sia l'origine e la storia della nostra attuale bandiera. Ho fatto a meno di molte cose, gradendone altre. Mi è piaciuto la cronaca svolta dall'archeologo Nicola Dessì (persona laureata e specializzata in una materia attinente!), mi è piaciuta la conferenza vista il giorno prima, in cui il Professor Pinna (docente di archeologia medioevale) ha esposto l'utilità della dicotomia rievocazione-ricerca. Chi meglio di lui per parlare di quest'argomento, stimato ed impegnatissimo e professore relativamente "giovane", relatore di diverse tesi di laurea innovative che hanno utilizzato questo approccio? Mi è piaciuto il dramma teatrale sui fatti accaduti dopo la battaglia inscenato dall'Ass. Memoriae Milites, mi è piaciuto il coinvolgimento dei ragazzi e delle ragazze con le magliette rosse, visto che sono i giovani il futuro della nostra memoria.
Certo, ci sono cose che mi sono piaciute di meno, come il caldo bestiale che ha messo K.O. la maggior parte dei rievocatori, i quali comunque hanno stoicamente continuato a combattere, non solo per finta, visto che alcuni hanno 30 kg di metallo addosso e se le danno (in sicurezza) di santa ragione. Non mi è piaciuto che l'evento fosse così distante dalla data reale dell'evento, o che il palco fosse troppo vicino al castello, ma questi sono DETTAGLI. Come rievocazione forse è stata l'edizione migliore che io abbia visto, e vi partecipo dal 2009. Continuo a non capire l'avversione delle associazioni che non hanno partecipato all'evento e questa volontà di osteggiare la manifestazione, come se Sanluri, un modesto paese al centro di una pianura agricola ormai semi-abbandonata qual'è il Campidano, con le ultime attività in fase di declino o morte inevitabile, senza sbocco a mare e senza particolari bellezze naturali, possa permettersi di perdersi una forte attrattiva come Sa Battalla. Gli eventi storici che videro Sanluri come sfondo per battaglie ed incontri diplomatici tra i potenti del tempo, potrebbe essere un jolly da sfruttare per contribuire a rendere il paese più ricco di quanto non sia attualmente. Tutte queste potenzialità, invece, sono state snobbate per i soliti motivi che impestano noi Sardi: campanilismo, insensata presunzione e xenofobia tra diversi paesi della Sardegna. Come se fosse importante il fatto che la rievocazione sia organizzata da una ditta di Villacidro piuttosto che da una di Sanluri! Ci si dimentica che LA BATTAGLIA di SANLURI, intesa come evento storico e come rievocazione, non appartiene A NESSUNO, in quanto patrimonio immateriale di TUTTI I SARDI e di tutti gli appassionati di storia di TUTTO IL MONDO.

Cordialmente,
Lessà

mercoledì 1 maggio 2013

Incontro con Massimo Fenu

Recentemente ho avuto modo di avere un proficuo scambio di esperienza marziale con un grande combattente ed istruttore di NovaScrimia. Massimo Fenu.
Massimo con la mia armatura. Vedere se stessi combattere è un esperienza scioccante.
Massimo è istruttore anche di Krav Maga, disciplina che porta avanti con grande competenza e professionalità. Ha un sito-blog che tiene aggiornato in continuazione, inoltre scrive su Tiscali Socialnews; è autore di diversi articoli divulgativi sulle arti marziali. Sul suo profilo youtube potete seguire una parte delle lezioni che tiene in palestra (che si concentrano sulla parte teorica e gli approcci al combattimento). Massimo inoltre è quello che io considero un vero Signore, che si parli di fairplay o modo di porsi con le persone. La mia impressione non è isolata, ho avuto modo di sentire commenti simili da altre persone che conosco e che hanno incontrato Massimo. Quindi se state cercando un istruttore valido e a modo, sapete a chi fare riferimento.

Tornando al nostro piccolo "meeting", la serata è stata molto divertente.
Massimo si è dimostrato disponibile non solo a fare un combattimento in armatura ma anche a combattere nella scherma in camicia. Avendogli prestato la mia armatura non ho potuto combattere contro di lui in quel frangente -con mio grande dispiacere- ma mi sono rifatto immediatamente dopo con le repliche di spade ad una mano e mezza in nylon.
I combattimenti sono stati innumerevoli, lunghi e divertenti. La cosa che più mi ha colpito è stata la capacità di resistenza di Massimo (oltre che la bravura a livello tecnico), che non solo ha fatto un combattimento in armatura completa (di per se mortalmente stancante) ma ha anche combattuto senza limite di tempo con il sottoscritto e altri due dei miei Fratres (i più abili tra l'altro!).
Inutile dire che sono rimasto molto soddisfatto per la bella serata trascorsa assieme, menandoci e parlando di arti marziali occidentali, elmi e armature. Qualche giorno dopo inoltre massimo ha pubblicato questo bell'articolo su di noi, che riporto qui parzialmente (l'articolo può essere letto in modo integrale sul suo blog).

"Tornei cavallereschi, allenamenti da legionario romano, ricostruzioni dal vivo delle armature dei bronzetti nuragici. Ancora una volta le migliori scoperte non si fanno andando  a cercarle lontano ma basta guardare bene ciò che sta dietro l'angolo. E' il caso del gruppo di ricerca, archeologia sperimentale e rievocazione storica dei Memoriae Milites di Cagliari. La conoscenza è avvenuta tramite comuni amici che conoscono la mia passione per la ricerca ed il combattimento e la loro voglia di condividere un aspetto della nostra cultura che sembra passare in secondo piano rispetto alle più conosciute arti marziali orientali. Così, dopo un primo incontro in cui ho avuto modo di vedere le loro riproduzioni atte all'uso di elmi, armature e scudi di periodo romano e nuragico, è nata la proposta: Provare un combattimento in armatura."

E la parte che mi preme più sottolineare:

"Quale futuro per queste iniziative? Il mio futuro lo conosco. Provare di nuovo e sperimentare gli altri ambiti di ricerca di questo gruppo che, silente e a proprie spese, porta vanti un lavoro difficile in termini di studio e sperimentazione. Quello che mi chiedo è se, viste le manifestazioni che organizzano e il risalto che danno ad aspetti culturalmente e turisticamente rilevanti della Sardegna, non sarebbe il caso che gruppi come questo venissero finanziati."

Ecco, ovviamente io non posso che essere d'accordo su simili conclusioni, non ci è mai venuto in mente di chiedere dei finanziamenti per la ricerca che facciamo, ma mi rendo conto che l'idea non è così peregrina. Non tutti sono d'accordo ovviamente. Riporto un commento particolarmente negativo apparso nel blog, omettendo il nome di chi l'ha scritto.

"penso che tra le basi nato, l'uranio impoverito e le altre schifezze derivanti dagli innumerevoli poligoni militari, la disoccupazione, ecc.. l'ultima preoccupazione dei sardi sia far finanziare 4 bambinoni che giocano a "dungeons and dragon".

Palese che chi scrive queste cretinate non abbia capito nulla di cosa sia la rievocazione storica, la sperimentazione (che sfocia nella vera e propria archeologia sperimentale!) lo studio di una disciplina marziale, la ricostruzione di armi, abiti e generalmente attrezzature che non si possono ovviamente trovare in vendita. Confondere questo tipo di attività, che hanno un risvolto pratico (perfino turistico, promozionale) e che approfondiscono le tematiche legate alla conoscenza della nostra storia, non può che essere sintomo di scarsa attenzione (e probabilmente deficit di intelligenza cronico). Un po' come quelli che dicono che "con la cultura non si mangia".

Al centro ragazzi vestiti da orchi in un LARP (Roba alla Dungeons & Dragons) a destra un Rievocatore, a sinistra SCA (pestaggio gratuito e anacronistico). Le differenze sono PALESI.
Oltre alla sensata proposta di Massimo, c'è da specificare che noi arriviamo perfino a pagare la tassa di affissione per i manifesti delle manifestazioni (gratuite) che promuoviamo. Senza chiedere troppo, penso che eliminare un simile balzello sarebbe il minimo per venire incontro a chi organizza tali eventi in maniera gratuita e senza far pagare biglietto alcuno. Ma dopotutto se la regione Sardegna finanzia una mostra di manichini di una disegnatrice di bronzetti Nuragici (le cui interpretazioni oltretutto mi sembrano abbastanza soggettive e opinabili), non vedo perché ai gruppi di rievocazione storica non possa venir elargito, quando i progetti appaiono seri e di pubblica utilità, un finanziamento per rientrare almeno nei costi di quanto viene prodotto.

O quantomeno toglieteci questa stupida tassa per l'affissione delle nostre locandine, grazie!


Unu saludu,
Alessandro Atzeni.

mercoledì 3 ottobre 2012

Solo tre parole: Torneo del Liofante!


Sette tornei ininterrotti, sette anni di seguito. Grandi aspettative quest'anno per il torneo del Liofante.
A differenza degli anni passati saranno presenti non solo gruppi di rievocazione storica, ma anche praticanti di discipline schermistiche con approccio più "moderno", tra praticanti di scherma olimpionica e scherma storica. Il torneo sarà quindi anche occasione di incontro tra diverse branche della scherma, che difficilmente hanno occasione di comunicare tra loro e conoscersi. Una grande opportunità da sfruttare per tutti i praticanti, per creare una "rete" di conoscenze altrimenti difficilmente raggiungibili.
I vari gruppi ospitati avranno modo di esibirsi e dimostrare praticamente di cosa si occupano e qual'è il loro metodo di insegnamento nella disciplina di cui si occupano.

Il torneo inoltre sarà animato come di consueto dalle attività artigianali che caratterizzavano questi eventi. Non si tratta mai della solita "roba già vista" in quanto il livello dei partecipanti è in costante aumento e perfezionamento, con materiali, allestimenti e lavorazioni sempre nuove di manifestazione in manifestazione.
Sarà inoltre organizzato un piccolo torneo di tiro con l'arco, per cui non fatevi cogliere impreparati e preparate le frecce!
Per quanto riguarda il cuore dell'evento, ovvero il torneo di scherma medioevale in armatura a contatto pieno, quest'anno vi sono grandi aspettative visto il numero sempre crescente di partecipanti in armatura.
Un evento imperdibile che vi consiglio seriamente di non saltare.

Salute!!!

lunedì 3 settembre 2012

Scherma Medioevale e rievocazione storica


In questi anni ho avuto la fortuna di assistere in prima persona all’evoluzione della scherma medioevale nell’ambiente della rievocazione storica Sarda. Occorrerà anzitutto spiegare cosa si intende per tale disciplina. La scherma storica è quella particolare arte marziale che fa parte da tempo immemore della nostra cultura e delle nostre tradizioni. Quando si pensa alle “arti marziali” più un generale si immagina il Kung-Fu, lo Judo o il Karate, senza considerare che l’occidente ha una tradizione di combattimento a mani nude e “in armi” di diverse migliaia di anni. Purtroppo però a differenza dell’oriente, con l’avvento delle armi da fuoco, l’occidente ha rapidamente accantonato l’uso delle armi bianche, se non in modo limitato per la pratica sportiva e in misura nettamente minore per la difesa personale. La scherma medioevale si basa, ovviamente, sull’uso delle armi caratteristiche di tale periodo, ovvero la spada a due mani e la spada ad una mano, assai diverse dall’elegante sciabola o dal fioretto.

Da sin: Spada ad una mano "storta", falcione ad una mano e mezza,  falcione dritto ad una mano/una mano e mezza e spada ad una mano e mezza.
Tale disciplina viene applicata secondo due correnti di pensiero: chi la utilizza nei circuiti delle palestre delle A.M. (Arti Marziali) e chi la mette in pratica “sul campo” ovvero durante le manifestazioni di rievocazione storica. La compagnia di cui sono socio, la Memoriae Milites, pratica da diversi anni entrambe. La differenza fondamentale tra le due è che la prima non richiede l’uso di armature “storiche” ma predilige i materiali sintetici per proteggere il corpo e perfino per le stesse armi. La seconda essendo finalizzata a scopi didattici, impone l’uso di attrezzature quanto e più possibilmente filologiche. Ovvero cuoio e acciaio. Nettamente diversa è anche la preparazione atletica richiesta. Usare un armatura significa allenare il proprio fisico a sopportare un peso aggiuntivo di una trentina di chili, ridurre notevolmente la propria capacità di movimento e la stessa visibilità. Finanche la respirazione. Chiuso dentro una gabbia di imbottiture, cuoio e metallo, il combattente diventa come un motore con addosso una coperta. Il corpo si regola per aumentare la sudorazione e ridurre la temperatura corporea. L’aria inizia a mancare e la cassa toracica non può compiere i normali movimenti di espansione perché segregata dall’armatura pettorale. Sono condizioni che mettono alla prova il fisico e la mente, dando solo una vaga impressione di cosa poteva provare un cavaliere del tempo nell’avanzare in un terreno fangoso sotto il tiro costante degli arcieri nemici. Sembrerà superfluo puntualizzarlo, ma in Europa e specialmente nei paesi dell’est, questo tipo di rievocazione storica è motore trainante di diversi eventi, come il Grunwald o il ben più famoso Battle of the Natios, in cui i team di diverse nazioni si battono in duelli singoli e di gruppo per raggiungere il podio. In Sardegna purtroppo questo tipo di rievocazione stenta a decollare. Sono pochissimi i gruppi che si occupano di tale disciplina e se fossero in numero maggiore potrebbero tranquillamente pensare di poter allestire eventi di grande interesse turistico. Lo scontro tra diverse fazioni di combattenti renderebbe il tutto più dinamico ed ogni volta diverso,  avvincente quasi come una manifestazione sportiva.

Firenze, Giochi di Carnasciale 2012. L'arborense Fighting Team della Memoriae Milites al completo
(Foto By Gioacchino Sparrone).
La portata turistica di simili eventi è palese. La prova ne è il torneo che si sta organizzando in questi giorni per i “Giochi di Carnasciale”, a Firenze, dove la nostra associazione, la Memoriae Milites, è stata invitata a partecipare. Cinque duellanti andranno a difendere con la spada e lo scudo le buone posizioni ottenute nel primo Torneo “Ermete” svoltosi l’anno scorso a Fiesole, e terranno ben alto il nome del giudicato di Arborea e della Sardegna nell’ambiente della scherma storica a contatto pieno.

Alessandro Atzeni.

Torneo di Fiesole 2011. La M.M. assieme ai combattenti di altri gruppi invitati.

(Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista bilingue "Lacanas". Anno X, numero 55, II 2012. Pag. 44, 45, 46, 47 )

lunedì 6 agosto 2012

Trailer per "La Bastida di Sorres".

Ebbene si, sarà il troppo caldo che da alla testa, sarà che avevo bisogno di montare insieme qualche cosa che.... insomma ho realizzato un piccolo trailer per la manifestazione di Borutta del 25-26 Agosto.

Non è nulla di eccezionale, e tuttavia mi è costato un bel po' di fatica, ma sopratutto svariate arrabbiature con Movie Maker che andava in crash ogni volta che caricavo un file troppo pesante.
Il prossimo video sarà fatto con un Mac, basta, ho deciso...!

Per ora questo passa il convento. Gustatevelo...!


La storia della battaglia:

"Il fatto d'arme avvenne nei primi mesi del 1334. Sorres allora era un importante sede vescovile ed un altretanto importante crocevia, i Doria, signori della zona, già da qualche anno avevano provveduto a fortificare, sulla collina ove sorgeva il monastero, parte delle costruzioni civili che ivi si trovavano. Gli aragonesi che non potevano tollerare questa situazione, nel 1333 con il pretesto di dover arrestare dei fuorilegge che avevano trovato rifuggio nella Bastita, avevano conquistato la fortezza. I Doria, visto che tutte le loro proteste presso le autorità aragonesi non avevano sortito alcun effetto, si decisero a riprendere con le armi la Bastita. Nel marzo del 1334, Brancaleone Doria (figlio di Barnabò) mandò all'assalto la sua armata che con grida di guerra, diede l'assalto con "scale, picche e mantelletti", allorquando aveva ormai in pugno la vittoria fu attaccato dall'esercito aragonese comandato da Bernardo Senesterra e dal contingente Arborense, allora ancora alleato con i catalani, e fu quindi messo in fuga. Dopo questa azione dei Doria, gli aragonesi scatenarono in tutta la zona ed in particolare in otto villaggi dei Doria intorno a Sorres, una feroce rappresaglia. Tutto ciò non bastò comunque ad assicurare la pace..."


E questo è quanto...

Nel mio canale di Youtube sono presenti altri video "rievocativi". 3/4 sono stati fatti dal sottoscritto.
Se vi è piaciuto questo dategli uno sguardo.


sabato 18 febbraio 2012

Torneo di scherma storica in armatura "Ermete"


Con sommo piacere vi comunico la mia partecipazione al torneo di jousting (torneo a cavallo) e scherma medioevale a piedi "Ermete", organizzato dalla Compagnia dell'Aquila Bianca.

Il torneo si svolgerà dal 31 Marzo al primo Aprile presso le Cascine di Firenze.
Oltre alla giostra (torneo) a cavallo, vi sarà anche il torneo di combattimento a piedi e un torneo di tiro con l'arco.
Vi è un bellissimo parco in cui sono sicuro ci sarà l'occasione per mazzularsi per bene in una straordinaria battagliola.

La compagnia di cui son socio, la Memoriae Milites, parteciperà al torneo per il secondo anno consecutivo, con ben 5 torneatori in armatura completa, più svariati altri pedites per la battaglia.

La Sardegna sarà rappresentata dai nostri stemmi con sopra l'Albero Eradicato, e l'inequivocabile urlo di Héllis Héllis, Arborea!

Un saluto e arrivederci in quel di Firenze!
Salude!

mercoledì 9 novembre 2011

VI edizione del Torneo del LioFante


Nelle giornate di sabato 12 e domenica 13 novembre 2011, nell'incantevole cornice dei giardini pubblici
di Cagliari (adiacenti alla Galleria d'Arte comunale) sarà possibile visitare gratuitamente, la VI edizione del "Torneo del Liofante" manifestazione che si svolge ormai ininterrottamente nel periodo invernale da ben sei anni. L'associazione Cagliaritana "Memoriae Milites", con la collaborazione dei gruppi "Le Quattro Porte" di Cagliari e i "Sagittarii Vagantes" di Iglesias darà vita ad un vero e proprio torneo medioevale. Con combattimenti alla lama bianca e battagliole tra diverse fazioni. Occasione (come era al tempo) non solo di scontro, ma sopratutto di incontro, il torneo sarà animato anche da tutta una serie di banchetti espositivi ricostruiti da i tre gruppi di rievocazione storica. Tintori, fabbri, ceramisti, scultori, giocolieri e via elencando vi mostreranno le modalità e le attrezzature con cui si lavorava nel medioevo. Il mestiere delle armi invece darà il suo massimo nella giornata di Sabato, con l'organizzazione del torneo, e la domenica mattina con le battagliole. La manifestazione si concluderà domenica pomeriggio (salvo condizioni metereologiche avverse) alle ore 15:00.

Vi aspettiamo!


lunedì 24 ottobre 2011

Intervista al sottoscritto sulla Memoriae Milites (Sardegna Quotidiano)

Rievocazioni. Tra soldati, armi e cavalieri. La storia sarda rivive in costume
Soldati romani che marciano sui campi isolani tenendo alte le proprie insegne. Guerrieri nuragici che ravvivano il fuoco davanti alla capanna del capo. Cavalieri di Arborea che lottano corpo a corpo per difendere il loro amato giudicato.

Per poterne indossare i panni non serve la macchina del tempo, né bisogna aspettare il casting di un colossal in salsa sarda. Basta avere tanta passione per la rievocazione storica. Come i componenti dell'associazione cagliaritana Memoriae Milites.


«Rievochiamo i più svariati periodi della nostra storia, tra didattica sul campo e pratica sperimentale» racconta Alessandro Atzeni, uno degli iscritti. «Curiamo gli aspetti artistici, culturali e sociali delle diverse realtà messe in scena».

Tra i periodi scelti, quello nuragico, romano e giudicale, con una particolare attenzione alle gesta della Cohors II Sardorum, «l'unità militare romana che in età imperiale reclutava in Sardegna i propri soldati».

La Cohors venne mandata in Mauretania alla fine del I secolo a.C., fondò il forte di Rapidum (Sour Djouab) e lì stette fino alla fine del II secolo, quando sotto Settimio Severo avanzò per fondare Altava (Hadjar Roum), dove rimase per buona parte del III secolo.

Signum della Cohors II Sardorum

«Noi illustriamo la sua storia e le capacità belliche - spiega Alessandro -. Riprendiamo l'armamento difensivo con gli scudi, gli elmi, le armature e quello offensivo con le lance, le spade e le armi d'assedio. Eseguiamo sia la 'mutatio' (sostituzione delle prime file con truppe più fresche), sia la 'testudo' (particolare disposizione difensiva) e gli spostamenti in formazione».


Esecuzione di una testudo con scudi ovali da auxilia
Memoriae Milites si occupa anche della parte 'civile' degli abiti e della vita delle donne al tempo. Inoltre, «visto che l'esercito romano includeva una serie di figure in grado di renderlo autonomo, abbiamo un fabbro storico, un ceramista, uno scultore e un tintore di tessuti».


L'ASSOCIAZIONE
L'associazione - anche attraverso lo studio e la pratica delle tecniche schermistìche - fa rivivere l'epopea der quattro giudicati, privilegiando quello d'Arborea per la tenace lotta contro l'invasore aragonese. II nostro logo riproduce l'albero deradicato e riporta il grido di battaglia delle armate arborensi: "Héllis héIlis Arbarè!", Memoriae Milites, puntualizza Alessandro, «è la prima e unica in Sardegna a praticare il "contatto pieno": i colpi portati in un combattimento non programmato vengono dati con estrema potenza.

Un simile stile richiede adeguate protezioni, come armature d'acciaio da due millimetri rette da cinghie di cuoio allacciate su un gambesson, una sorta di imbottitura somigliante a un giaccone. E per sostenere questo armamento serve allenamento».

Combattimento "a contatto pieno" tra due schermidori dell'associazione

Per il periodo nuragico (I ferro), Memoriae Milites è il gruppo di rievocazione più importante dell'Isola. Sono una trentina le manifestazioni a cui ha preso parte in due anni di attività: di cui una decina di ambito "Nuragico". Torneo del Liofante di Cagliari, Ad signa Milites di Sassari, Sa Batalla di Sanluri, Monumenti Aperti al nuraghe Diana di Quartu, La bastida di Sorres a Borutta, la Fiera del libro di Torino e altri ancora. L'analisi si focalizza su usi e costumi delle genti tra il IX e l'VIII secolo a.C. Si va dalla parte bellica a quella civile e religiosa, secondo le attuali interpretazioni archeologiche.

Guerrieri Nuragici della Memoriae Milites assieme all'autore Antonello Pellegrino, Fiera del libro di Torino, 2011.

«I periodi rievocati richiedono vestiti e oggetti adeguati. Alcuni si trovano da buoni rivenditori "storici". Ma la maggior parte vanno prodotti in casa».
Serve tanto tempo per documentarsi su ciò che si deve riprodurre la reperibilità dei materiali non è la stessa per ogni periodo. «È più facile trovarne per il periodo imperiale che per quello repubblicano» conferma l'Atzeni .

La rievocazione nuragica, sconosciuta fuori dall'Isola, richiede un'autoproduzione al 100%». Gli iscritti sono in tutto una quarantina, ognuno col suo carico di conoscenze e abilità.

«C'è chi sa costruire una macchina d'assedio romana - dice Alessandro - e chi sa confezionare vestiti o lavorare il legno. Siamo un gruppo molto eterogeneo, ma a cementarci è il grande amore per la storia sarda».

Fonte: Sardegna Quotidiano del 16/9/2011
Articolo di Roberto Mura

mercoledì 8 giugno 2011

Presentazione a Thiesi e video omaggio.

Libro "Meilogu", Tomo I, a cura di Giovanni Deriu e Salvatore Chessa.


Venerdì 10 Giugno ore 18:00

Thiesi (Sassari), Sala "Aligi Sassu"



Relazioni del dott. Mario Antioco Sanna e del prof. Andrea Sanna

La Memoriae Milites è stata invitata a partecipare a questa interessante presentazione.
Si cementifica sempre di più quel connubio tra rievocazione storica e ricerca scientifica che da sempre abbiamo auspicato. Oltre a portare ben quattro armature complete della fine del XIV secolo, i nostri schermidori probabilmente daranno anche qualce dimostrazione pratica di cosa sia un combattimento in armatura completa. Tipologia di incontro assolutamente sconosciuta in sardegna, e praticata praticamente solo dalla nostra associazione. Di seguito un breve filmato dimostrativo girato ad Orroli.

Ora e sempre...
Héllis, Héllis, Arbarè!