martedì 16 luglio 2019

L'arciere tra mesolitico e neolitico: combattimento e ritualità nella pr...



L'uomo, per natura, è pacifico o bellicoso?

Cercherò di affrontare il tema, già trattato nell'incipit della mia tesi di laurea triennale, dove analizzavo alcune evidenze di conflitti ed eventi bellici su bassa scala, per quanto riguarda la preistoria.

Nel presente video riassumo le evidenze dell'arte parietale del levante spagnolo, inquadrabili tra mesolitico e neolitico. Raffigurazioni di arcieri in combattimento, danza, esecuzioni e "giochi gladiatori", analizzati da un punto di vista sociale e rituale; la presenza di riti legati al combattimento infatti è stata personalmente documentata per la preistoria sarda (età del bronzo) ed è stata esposta nel libro "Gherreris" (Condaghes 2016) nel capitolo riguardante i "pugilatori" di Mont'é Prama, o meglio "proto-gladiatori".

Trovate il link alla mia tesi di laurea, e al mio libro di seguito.



https://www.amazon.it/Gherreris-bronzetti-statue-Monte-Prama/dp/8873562809/ref=as_sl_pc_tf_til?tag=sardinianwarr-21&linkCode=w00&linkId=e2b953e89c617902a8cf7e65b4095fb7&creativeASIN=8873562809

https://www.academia.edu/13713508/Dal_Combattimento_Alla_Lesione_Ricerca_di_Indicatori_in_Reperti_Scheletrici_Umani_di_Et%C3%A0_Nuragica


domenica 7 luglio 2019

Camagli e altre protezioni in "cotta di maglia"




Premettiamo che "cotta" è un termine sbagliato (ma che uso anche io per velocizzare il discorso).
L'oggetto trova le prime attestazioni presso i Celti, almeno fin dal III secolo a.C. I Camagli invece, compaiono inizialmente sui bordi degli elmi per proteggere la nuca, siamo verso la fine dell'impero romano quando simili accorgimenti erano sopratutto presso le popolazioni barbariche, ma già allora c'é da pensare che queste estensioni in anelli metallici fossero supportati da una sottostante protezione in cuoio o in tessuto, che fornisse una sorta di imbottitura. Queste si vedono chiaramente raffigurate in alcuni elmi bizantini. Le prime armature precedenti l'armatura di "maglia" (periodo classico, almeno dal 6° secolo a.C., ma anche utilizzate in ambito miceneo con forme leggermente diverse) erano delle thorax in lino incollato o cucito e in cuoio. Insomma "l'armatura" vera e propria è sempre stata la parte imbottita/rinforzata in materiali deperibili e abbastanza malleabili da essere indossati senza troppo fastidio (quindi materiali "morbidi". In periodo romano veniva ampiamente utilizzata una protezione detta subarmalis (letteralmente: sotto l'armatura) che stava quindi sotto la protezione di maglia (la prima ad essere impiegata nell'esercito romano dopo le thorax). Si può scorgere un indizio della sua presenza tramite gli pterigi che sbucano dalle spalle o sul bacino dei soldati (che a qualcosa dovevano pur essere attaccati). Questo anche in virtù del fatto che la "maglia" da sola non funziona proprio come armatura, il massimo cui può assolvere è impedire il taglio (come fanno i guanti utilizzati dai macellai) e pur se non vi sono prove che nei secoli bui del medioevo venisse impiegato un vero e proprio "gambeson" (o Aketon) imbottito come lo conosciamo in periodo medioevale, il ruolo veniva assolto da spessi strati di vesti, che sicuramente dovevano pur riuscire in qualche modo ad attutire il colpo di taglio ricevuto. Meno certa la difesa dalla penetrazione con armi da punta (frecce per lo più) in cui la protezione sottostante è fondamentale. Se l'arma rompe il primo anello metallico in cui penetra la punta, l'oggetto ha già assolto al suo scopo, cioé ferire l'avversario, e quindi la protezione stessa è inutile (a fronte di un costo e di un peso assai elevato). Non tutti infatti disponevano di usbergo di maglia, il cui ruolo era inizialmente relegato a personaggi particolarmente ricchi. Diversa la questione sotto l'impero romano, dove la fabricae producevano armamenti per rifornire i soldati. La situazione ovviamente non fu la stessa dopo l'eccezionale organizzazione logistica dell'impero, in cui nuovamente la "cotta" divenne appannaggio solo dei guerrieri più ricchi, sino a diventare sempre più comune con il passare dei secoli. Premesso che di "sbagliato" nella vita c'é solo ammazzare qualcuno (o essere nazisti) la rievocazione è una passione, può esser fatta a diversi livelli. Usare la cotta direttamente sul corpo è sicuramente incorretto, specie il camaglio, visto che il cranio è un osso con sopra della pelle. Per il corpo se uno indossa diversi strati di vestiti pesanti è una soluzione passabile, specie se si sta rievocando l'alto medioevo. Guardando le iconografie del tempo si scorgono persone armate con imbottiture o con l'armatura di maglia, anche se questa viene portata sempre sopra qualcosa. Io personalmente tra indossare strati e strati di vestiti preferisco vestire direttamente l'aketon, facile da aprire quando c'é caldo, imbottito e quindi sicuro anche se mi colpisce un bastone o simile. Con il prezzo di una "cotta" so prende un bell'Aketon, che fondamentalmente protegge molto più della cotta. Il fatto è che spesso in rievocazione si è portati a replicare quello che fanno gli altri, quindi uno vede che gli altri indossano la cotta prima di avere un "gambeson" (l'ho fatto anche io, eh) e va a comprarsi la cotta. Con l'aggravante che la cotta viene presa su misura senza imbottitura, e una volta preso il gambeson (dopo) diventa troppo piccola. Con un po' di accortezza si riuscirebbe a fare tutto in maniera logica e per bene, a vantaggio anche della sicurezza di chi sta rievocando. Poi intendiamoci, non abbiamo la sacra missione di dover fare nulla, ma visto che sono esibizioni pubbliche, e la gente guarda i rievocatori come riferimento per capire come fossero vestiti al tempo, sarebbe giusto far passare il giusto messaggio...

domenica 19 maggio 2019

Sardinian Nuragic Warriors "Bronzetti"





Un nuovo video sui nostri fantastici "bronzetti nuragici" da vari musei della Sardegna.
Mi piace usare le musiche di TES: Skyrim per questi video, credo che siano particolarmente azzeccate.
Il video non è monetizzabile e non è a fini di lucro.

Le immagini sono mie.
All rights reserved.

sabato 9 febbraio 2019

Massacro Medioevale: ferite da combattimento e qualche nota di Scherma S...



Il presente video è stato registrato durante la mia preparazione per l'esame di antropologia scheletrica, in cui mi è capitato di analizzare uno studio di antropologia forense svolto sugli individui di una fossa comune risalente alla fine del 1200 - metà del 1300 dopo Cristo, in Danimarca (Naestved). I corpi rinvenuti nella fossa comune mostravano diversi segni di ferite traumatiche con oggetti lunghi e affilati. Lo studio che hanno sviluppato i paleopatologi è complesso quanto affascinante, poiché ne avrebbero dedotto che gli individui erano dei popolani di circa 30-40 anni di età, che in passato non dovevano aver partecipato a molti conflitti, e che hanno trovato la morte affrontando probabilmente dei nemici a cavallo. Dallo studio se ne deduce anche il modo con cui venivano sferrati i colpi tra fanti armati di scudo, e quali erano le ferite che più frequentemente venivano inferte, dando indicazione anche sul tipo di armamento che dovevano possedere questi uomini.
Se se interessato a saperne di più, ti rimando alla presentazione dell'articolo che ho fatto per il mio esame di biologia dello scheletro umano.

https://www.scribd.com/document/399220255/Wounded-to-the-bone-presentazione-di-articolo-di-archeologia-forense-in-italiano-Sandbjerget-Denmark-AD-1300-1350

giovedì 7 febbraio 2019

Ringraziamenti 500 sub. e quale futuro per il canale





Un anno fa il canale contava meno di cento iscritti, e i video caricati erano ancora quelli "di vecchio stampo".

Penso sia stato durante il soggiorno e dopo il ritorno dall'inghilterra, con la pubblicazione del primo video sui pugilatori di Mont'é Prama (2017), che ho iniziato seriamente a riorganizzare il canale con nuovi contenuti. Basta video di combattimenti e di rievocazioni, benvenute spiegazioni e recensioni. Dal giorno ho iniziato a controllare youtube, e ad inserire tuto quello che mancava: recensioni di attrezzature da scherma, recensioni dal punto di vista dei duelli in film e serie, spiegazioni sulle HEMA (scherma storica) e su armi e armature, modalità di combattimento in antichità e approccio ricostruttivo a quest'ambito.

I progressi fatti sono stati tanti, e i 500 iscritti al canale lo dimostrano. Si può fare di più (come diceva quella vecchia canzone), in futuro sono previste diverse novità e la produzione di nuovo materiale cartaceo da far conoscere, ho appena inaugurato con l'amico S. Garau una mostra che ha appena iniziato ad ingranare, e tutto il materiale presente aspetta solo di essere filmato e commentato. Sto finendo la specializzazione in archeologia, e quindi a breve ci sarà da scegliere tesi e tirocinio.

Ci sarà di che divertirsi.



Se siete curiosi di vedere cosa ci aspetta nel futuro, iscrivetevi o condividete i video.

Grazie del supporto



Alessandro (SW)

venerdì 20 luglio 2018

Video: AMSICORA, il ribelle


La figura di Amsicora, nonostante la sconfitta, si è tramandata nei secoli.
"Dux Sardorum" lo definiscono gli autori latini che ne hanno tramandato l'esistenza (Polibio, III, 96, 7 e segg. e soprattutto Tito Livio, libri XXII e XXIII).
Il suo suicidio a seguito del suo fallimento, o forse per il dolore della morte del figlio, sono ancora oggi un esempio di abnegazione assoluta e di grande coerenza morale.

Amsicora's name, even in the defeat, has passed through the centuries.
Roman authors refer to him as the head of the whole Sardinia: "Dux Sardorum".
Expecially Livy and Policy.
Amsicora suicide after he loses the battle against the Romans, or maybe because the death of his son Hosto, is still an example of great coherence and abnegation.

Video realizzato grazie ai rievocatori dell'associazione Memoriae Milites.

Armi e Armature, soggetto, sceneggiatura e montaggio: Alessandro Atzeni

Attori e comparse: Pierluigi Piludu, Antonino Fadda, Valentina Cutaia, Alessandro Atzeni, Luca Bernardini.

Cameraman: Tonino Mura, aiuto cameraman: Milena Carrau

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mercoledì 8 novembre 2017

Cinema e Sardegna Archeologica. Dov'è il problema?

Ieri sera hanno trasmesso per la milionesima volta il famoso film di Robin Hood con Morgan Freeman e Kevin Costner. Alla famosa scena con il ladruncolo ed i soldati con i cani al guinzaglio, girata presso l'albero di sicomoro sul Vallo di Adriano (dove sono stato con la mia compagna quando vivevo in Inghilterra) devo ammettere di essermi emozionato.

Il famoso "Sycamore Gap" un singolare albero di sicomoro cresciuto in un suggestivo passaggio del Vallo di Adriano (Inghilterra del Nord).


Freeman e Costner sul Vallo di Adriano, durante la realizzazioe del film.

Mi è venuto da pensare allora a cosa servano i film storici, a quale sia il loro scopo.
Forse i film (in particolare quelli con ambientazione storica) non raccontano forse le vicende di un dato territorio? Robin Hood è l'esempio principale: quanti di noi sono cresciuti sognando di andare prima o poi nella foresta di Sherwood o nella città di Nottingham? Quanti altri film sapreste elencare, dove vengono presentati posti fantastici, o monumenti di rara bellezza che voleste visitare almeno una volta nella vita? Fate il caso della serie televisiva Poldark, ambientata in Cornovaglia, la miniera presso cui sono state girate le varie scene del film non è assolutamente relazionata (in realtà) al personaggio, ma quando ho visitato di persona il sito, il monumento era preso d'assalto da persone che avevano visto la serie. Allora non è forse vero che i film in fondo servano anche a questo, a promuovere un territorio? Il "Sycamore Gap", come viene chiamato, è a decine di miglia da Sherwood e Nottingham, ma il regista l'ha voluto inserire comunque nel film, per l'eccezionalità dei luoghi e per la bellezza del paesaggio. Quando rivedo questa scena penso a registi meno famosi, ma certo non meno talentuosi che hanno fatto lo stesso in Sardegna, magari inserendo la bellissima Pedra Liana (Gairo) sullo sfondo.

"Nuraghes s'Arena" del regista Mauro Argoni. Sullo sfondo l'imponente monumento naturale Pedra Liana di Seui.

Ma allora a cosa è dovuta questa avversione che si osserva in Sardegna per fare cinema di qualità, magari storico, che leghi la bellezza dei luoghi con l'uso scenografico dei nostri beni archeologici (con la dovuta tutela che richiederebbe un uso simile)?
Ci siamo onestamente rotti le scatole dei soliti film su pastori e banditi, o su qualche autore sconosciuto che non ha letto quasi nessuno in Italia.
Continuamo (continuano!) a promuovere un'idea di Sardegna ancorata al passato, dove si ripetono sempre i soliti stereotipi ed i soliti cliché. Fate un film su Eleonora d'Arborea, decente, come quello mai uscito filmato almeno 10 anni fa. Fate un film sul periodo romano, cartaginese, nuragico (come il bellissimo Nuraghes - S'Arena). Sfruttate la bellezza dei nostri paesaggi e della nostra storia.
Perché fare cinema, a livello locale, è anche valorizzare le bellezze del territorio.
Pensate alle ricadute che ha avuto l'arcipelago Maltese, o l'Irlanda per l'uso di alcune località legate alla produzione del Trono di Spade (altra nota serie televisiva). Non si contano i pacchetti turistici per chi volesse visitare le location più note del telefilm. Sotto questo aspetto l'Irlanda la fa da padrona: ricordo ancora che un anno fa si facevano le selezioni a Dublino per le comparse di Vikings, e quest'anno uscirà il secondo film della trilogia di Guerre Stellari, anche questo girato per lo più sulle Isole Skellig, dove è localizzato un suggestivo monastero.

Ricostruzione di nuraghe polilobato in Nuraghes - S'Arena, di M. Aragoni. La ricostruzione è del bravissimo A. Fele (chapeau), mi domando se non sarebbe stato più bello vedere un monumento come il Santu Antine di Torralba, con le parti mancanti realizzate in CG. Probabilmente non è stato possibile! 

E allora perché tutti questi problemi per l'utilizzo dei nostri monumenti (non solo naturali) in serie tv, copertine di libri, film, corti e quant'altro?
Questo di certo non aiuta la promozione del nostro territorio. Anzi, spesso i soldi del cinema sardo finiscono altrove, o magari per l'ennesimo film di pastori e banditi, classici stereotipi. A quando un film storico girato in Sardegna​ come dio comanda?
Meditate gente, meditate!

Salludi!

L'arciere tra mesolitico e neolitico: combattimento e ritualità nella pr...

L'uomo, per natura, è pacifico o bellicoso? Cercherò di affrontare il tema, già trattato nell'incipit della mia tesi di laurea t...