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giovedì 9 agosto 2012

AMSICORA


A volte non si può solo scrivere. La penna è il modo migliore per trasmettere ciò che sentiamo, ma a volte è solo il primo passo verso qualcosa di più potente.
 Per ora non posso dire molto sullo scopo di questo trailer. Appare ovvio che non lo abbiamo girato così, di punto in bianco, solo per nostro diletto.
Questo trailer è il risultato di diverse ore di lavoro, assolutamente gratuite, che intendiamo consegnare alla storia e alla coscienza Sarda. I costumi sono frutto di una ricerca lunga e accurata, specialmente quelli Punici. I vestiti dei Capi Barbaricini invece sono un mix di oggetti e abiti presenti al tempo, mentre laddove le fonti proprio non indicavano nulla, si è azzardato nel proporre una variante molto semplice di vestiti propriamente "Nuragici" del I Ferro (come la Sacerdotessa). Dunque molto distanti dal 215 a.C. ma verosimili per la conservatorietà dei costumi delle caste sacerdotali.
La scena, l'ambientazione, il fatto svolto...tutto è ipotetico.
Però mi è piaciuto pensare che il possente Nuraghe, simbolo dei grandi antenati, in caso di necessità, secoli dopo aver perso la sua originaria (sconosciuta) funzione, potesse ben esser stato luogo per una riunione tra sommi comandanti.
A volte la finzione cinematografica richiede parole ed immagini "reali", riferite a tempi che sono costruiti solo in maniera ipotetica e provvisoria.
Spero che il video trasmetta il vero senso del lavoro che c'è stato dietro.

Salute.

mercoledì 25 aprile 2012

In loco qui dicitur Nuras



Domenica 29 Aprile 2012
ore 18,00
Presso la Chiesa di S. Efisio a Nora
la rappresentazione della passio di S. Efisio

A cura del gruppo di rievocazione storica
Memoriae Milites

mercoledì 27 aprile 2011

Gladiatores in Karalibus



domenica 8 maggio · 10.00 - 19.00
Anfiteatro Romano di Cagliari

In occasione dell'evento "Monumenti Aperti 2011", l'anfiteatro Romano di Cagliari ospiterà i giochi gladiatori, riproposti dal gruppo di rievocazione storica "Memoriae Milites" di Cagliari, nei panni della Cohors II Sardorum.
Dopo secoli e secoli, il clangore delle armi e l'euforia del pubblico risuoneranno assieme, come un tempo, in uno degli edifici simbolo della Karales romana: mirmillones, retiarii, traces, hoplomachi (e tante altre categorie gladiatorie) si sfideranno nell'antica arena, cercando il favore delle folle, la gloria....o la libertà.......
Il tutto sotto gli occhi attenti di legionari e ausiliari, che non mancheranno di illustrare al pubblico la forza e l'organizzazione militare che fece di Roma la città più potente dell'antichità!
Negli allestimenti troverete tanto altro sulla vita militare e civile della Roma imperiale grazie anche agli amici della Legio V Macedonica e della Legio IV Flavia.

Vi aspettiamo numerosi!

Link dell'evento su FaceBook

Un video dimostrativo di combattimento gladiatorio (svolto anni dopo)






martedì 5 ottobre 2010

E ora...pubblicità!




Negli ultimi tempi ci sono state diverse manifestazioni cui (ohimè) non ho potuto partecipare, per cui non ne ho parlato nel blogghe.

Ho tuttavia deciso di publicizzare questa manifestazione che si terrà a Sassari-Porto Torres, anche perchè è organizzata da qualche persona che conosco.
Se siete del posto non potete farvela sfuggire...!

http://www.facebook.com/event.php?eid=159352417416796

"Racconti da Turris"
Una città, tante storie.

Nello scenario autunnale del Parco Archeologico, Rambaldo, giullare e cantore, evocherà le “tante storie” di Porto Torres. La sua voce narrante ridarà vita alle vie della città romana di Turris Libisonis e da lì proseguirà il suo cammino tra i secoli e le genti di quei luoghi. Nel suo viaggio incontrerà legionari, dame, musici, arcieri, popolani e cavalieri. Tra tornei, danze, parate e a...ntiche melodie, ogni epoca respirerà la propria antica atmosfera. E la città rinnoverà la memoria dei suoi trascorsi e delle sue tante passioni.

Racconti da Turris è un evento promosso dall’Assessorato al Patrimonio Archeologico e Turismo del Comune di Porto Torres, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro, dall’Università degli Studi di Sassari, dalle società che operano nel settore dei beni culturali e dalle operose e instancabili associazioni di Porto Torres. La manifestazione si svolgerà nelle aree archeologiche della città romana di Turris Libisonis Colonia Iulia, fondata nel I sec. a.C. L’ingresso sarà gratuito.

Parteciperanno:
Comune di Porto Torres, Assessorato al Patrimonio Archeologico e Turismo
Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro
Università degli Studi di Sassari
Provincia di Sassari
Parco Nazionale dell’Asinara
Multiservizi Porto Torres s r.l.; L’ibis (soc. coop. a r.l.); Associazione Intragnas; Associazione Giudicato di Torres; Turris Bisleonis (soc. coop. a r.l.); Associazione Musicando Insieme; Scuola civica di musica “F. De Andrè”; Cantori della Resurrezione; Coro Polifonico Turritano; Equitazione Porto Torres; Sardinia Romana; Legio III Augusta

Per maggiori informazioni:
tel. 340 6139741 | e-mail info@ibiscoop.com

Parco Archeologico di Turris Libisonis
via Ponte Romano, 99
Porto Torres, Italy

sabato 9 ottobre · 16.30 - 21.00


mercoledì 12 maggio 2010

Conclusione del terzo Ad Signa


Anche l'ultimo Ad Signa è giunto a compimento.
Quest'anno è stata veramente una bellissima manifestazione. Sono veramente (per una volta) molto contento.
Diverse novità hanno concorso a migliorare il tutto, sebbene ci sia ampia possibilità di perfezionamento.
Abbiamo lavorato anche questa volta come matti, quest'anno però il sottoscritto ha importato un'interessante novità, ovvero un progetto di archeologia sperimentale riguardante una fucina di epoca romana. Non tralascerò di dire che ci siamo divertiti come pazzi a passar tutto il tempo a martellare e a lavorare con le braci ardenti.
Sempre per l'aspetto "sperimentativo" la coorte è stata impegnata in sciagurate operazioni notturne con il rischio di morte...ad opera delle mogli infuriate, abbandonate sole nel campo.
Tutto quanto però ha concorso a formare ancora di più questa fantastica unità di amici, compagni, fratelli.
Per l'aspetto puramente organizzativo abbiamo potuto constatare che la disponibilità delle baracche ha contribuito notevolmente a sollevare la qualità dell'esposizione al pubblico, nonchè la vivibilità.
Particolarmente quest'anno in cui la pioggia l'ha fatta (e la fa tutt'ora che siamo alle porte di giugno) da padrona.
Dormire nelle tende con il terreno bagnato ci avrebbe veramente potuto portare al massimo della sopportazione.
Per fortuna invece i baraccamenti son comparsi proprio "a fagiuolo". Il tutto si è risolto quindi con un pò di fango sotto le calligae e nulla di più. Con gran gioia di chi ha potuto dormire (almeno) su un pavimento di assi.
Quanto per le battaglie (due tra mattina e sera) sono state abbastanza divertenti. Al solito la pochezza nel numero di partecipanti ci ha limitato parecchio, però pare che al pubbblico il tutto sia piaciuto ugualmente, per cui nemo problema!
Quest'anno invece sono risultati abbastanza divertenti i combattimenti gladiatorii, con l'esordio di due nuovi combattenti (Chelis ed Elios) ed il ritorno dell'immortale Isaurico!
Personalmente mi reputo molto soddisfatto per l'esito del mio terzo combattimento da reziario. Evidentemente l'esperienza accumulata con le precedenti sconfitte e gli allenamenti mi hanno rafforzato ulteriormente nella mia lotta contro la mia nemesi giurata, il secutor Molossus.
Il combattimento è durato più a lungo, quindi abbiam dato di più anche con il fiato e le gambe, rincorrendoci da una parte all'altra dell'arena.
Anche se reputo che il combattimento sia stato più bello viverlo che guardarlo in un filmato, spero che sia risultato almeno passabile agli occhi degli spettatori. Tra schivate e parate con il tridente credo di aver dato veramente il massimo...almeno per ora.
Una nota di demerito invece mi sento di doverla assegnare ai legionari (poveracci perchè in fin dei conti non ne hanno colpa) che si sono disposti di fronte al pubblico (per tutelarlo) ma che impedivano la corretta visione degli scontri.
Ugualmente per il fatto increscioso di aver terminato gli scontri gladiatorii a metà, per un intermezzo di alcune ballerine, che avrebbero benissimo potuto aspettare sino alla fine dei combattimenti. IMHO (in my humble opionion... ovvero "parere personale") della questione non mi è importato granchè, ma ho saputo che parecchi gladiatori si sono risentiti per questa decisione. Quindi è auspicabile che non accada nuovamente in futuro.
Ho potuto incontrare il noto autore di un bellissimo sito che si chiama NEROARGENTO, che ha contribuito notevolmente a pubblicizzare l'evento. Grazie per essere passato a trovarmi, hai una famiglia bellissima!

Tra le altre novità di quest'anno, oltre all'accampamento totalmente trasformato, è stato possibile ammirare degli equites (cavalieri) romani, una biga e molteplici attrezzature che servivano da "arredamento" per le baracche, ma che sono risultate utili anche per le guide che hanno lavorato con i turisti.
Sul piano personale invece ho potuto apprezzare il fatto che il gruppo dei Sardi Balari stia crescendo ed acquisendo nuovi combattenti e figure. Un hurrà per la divinità canina Cicorix e per il mitico Chicchiccheddu per il lavoro che svolge, di capo del gruppo.

Come al solito un notevole ringraziamento va a Massimiliano, che ogni anno riesce a perfezionare e a rendere "diversa" la manifestazione, con un canovaccio sempre nuovo.

Speriamo che questa manifestazione possa continuare ancora negli anni a venire...e a mietere successi!


come sempre...UMPARE!

sabato 20 marzo 2010

Polastri su Pill'è Matta & Memoriae Milites.

Hanno detto di noi....

Un bello scritto di Marcello Polastri
http://www.sardegnasotterranea.org/index.php?option=com_content&view=article&id=139:a-pille-matta-inaugurato-il-nuovo-mueseo-archeologico-necropli&catid=1:ultime

"C'eravamo anche noi, sabato 20 Marzo, con l'amministrazione comunale di Quartucciu in occasione dell'inanugurazione del Museo archeologico di Pill’e Matta. L'evento segue di poche ore l'apertura della mostra sugli scavi archeologici effettuati nel locale sito di grande rilevanza storica: la necropoli punico-romana di Pill'e Matta. I dettagli nel servizio fotografico di Marcello Polastri che mostrerà su SKY, nel mese di aprile, questo evento ben documentato, tra interviste e reportage...
Quella di Pill'e Matta è una necropoli fortunata. Anzitutto perchè è stata salvata dall'oblio. Ma forse i suoi defunti non sono tanto contenti: gli archeologi li hanno trasferiti in un centro espositivo, portando ossa e spoglie mortali lontane dalla loro dimora funeraria, dalle tombe che per due millenni hanno custodito salme di uomini e donne. E' risaputo: gli archeologi agiscono per fini nobili, con pazienza e dedizione, senz'altro per salvare il salvabile e soprattutto per salvaguardare la nostra storia. Così, il 20 Marzo 2010 a Casa Angioni, è stata inaugurata una mostra che espone oltre mille reperti trovati a Pill'e Matta, vale a dire la metà degli oltre duemila oggetti riscoperti dentro le centinaia di sepolture puniche e romane.
Quei reperti erano celati dalla terra di accumulo ospitata dalle tombe profonde alcune un metro, altre poco più. Stavano la, da secoli, dentro l'antico cimitero ora coperto non certo dal cemento, come spesso accade dalle nostre parti, ma da una struttura assai costosa realizzata nel 2009 su progetto di David Palterer e Norberto Medardi con la collaborazione di Pietro Reali.
Nel dettaglio, sii tratta di un supporto metallico e di vetro, che non si limita alla sola protezione del sito ma lo illumina preservandolo. Nel corso dell'inaugurazione del museo, il gruppo dei Memoriae Milites e dei Cavalieri dell'Antica Locanda, circa quaranta tra dame e cavalieri, con abiti fedeli agli originali (di duemila anni fa) si sono dati da fare dimostrando all'ampio pubblico presente, cosa accadeva in periodo romano, ogni qual volta veniva scavata e utilizzata una nuova sepoltura.

Pill’e Matta, è un sito archeologico di epoca punico-romana con caratteristiche uniche nel territorio sardo.Come spesso capita anche in Sardegna, la necropoli è stata scoperta per caso: nel 2000, durante i lavori nella zona industriale di Quartucciu, a due passi da una discarica di inerti con annessa cava, una ruspa scoperchiò una tomba.
In quegli anni ho potuto documentare parecchie storie (interviste) di persone che sapevano dell’attività dei tombaroli che facevano razzia dei beni inestimabili ivi custoditi. Per fortuna, in questo caso e a differenza della Necropoli fenicio-punica di Tuvixeddu, le tombe individuate finora sono almeno duecento.
I monili, gli effetti personali dei defunti e parti dei loro corredi (lucerne, anfore, ma non solo) sono almeno duemila. Interessanti i bicchieri, piatti e come detto, le lucerne. La tipologia delle tombe spazia tra quelle "a fossa" dalla forma rettangolare, e alla "cappuccina" tipica romana, perché l’antico cimitero è stato utilizzato sin dal periodo punico, dal IV secolo a.C., sino al V secolo d.C e cioè nel periodo tardo romano.
Quasi tutte le sepolture erano intatte, e pochi sospettavano che in questa zona ci fosse una necropoli di queste dimensioni. Altre tombe si estenderebbero nei paraggi. Ma questa è un'altra storia.

Lo scavo ha suscitato l'interesse di grandi studiosi di fama mondiale tra i quali il celebre antropologo forense Brothwelle. Se vi state domandando chi è: Don Brothwel, dell'Università di York, è quel tale divenuto celebre perchè il grande scopritore della mummia di Nefertiti.
Gli esperti sostengono che “Il progetto della struttura museale fa convergere la struttura statica con quella 'metaforica', e se l'esterno confronta come tema l'anastilosi e il 'fuori scala', le flottanti passerelle interne sono sentieri evocativi di suggestioni e memorie…”. Altri dati storici su Quartucciu che ora, grazie all'apertura del Museo fortemente voluto dall'amministrazione comunale e dalla Provincia di Cagliari, focalizzerà l'attenzione di storici, studiosi, scuole (ma non solo), su un paese-città assai interessate, impreziosito con un valore aggiunto restituito alla comunità locale.

Nella zona tra Quartucciu e Quartu esistevano un tempo varie ville col nome Quarto. L'attuale Quartucciu si trova dove un tempo sorgeva Quarto Suso, chiamato anche Quarto Toto o Quartutxo (da cui poi prese il nome), in quanto gli altri villaggi di nome Quarto vennero fusi nel 1327 insieme al villaggio di Cepola per formare l'attuale città di Quartu Sant'Elena. Fin dal quinto decennio del V secolo, e cioè ancor prima della caduta dell'Impero romano d'occidente (476), Quartucciu subì numerosi saccheggi da parte dei Vandali. Durante il medioevo appartenne al Giudicato di Cagliari e in seguito passò poi sotto le dipendenze di Pisa e subito dopo cadde in mano Aragonese.
Nel 1426 la Baronia di Quartu, che comprendeva anche Quartucciu, venne concessa da Alfonso d'Aragona ad Antonio de Sena. Alienata la Baronia ai De Sena nel 1491, il paese fu incorporato pochi anni dopo nel patrimonio regio. I secoli XVI e XVII furono tra i peggiori che il paese abbia mai vissuto, sia per le frequenti incursioni barbariche, sia per la peste che vi dilagò con frequenza. Agli inizi del secolo XVIII Quartucciu (ancora facente parte della baronia di Quartu), concesso in feudo alla famiglia Pes, andò risollevandosi. Nel 1717 fu occupato assieme a Quartu dalle truppe inviate dall'Alberoni alla riconquista della Sardegna. Passata l'Isola ai Savoia nel 1720, il paese fu confermato come feudo dal re Vittorio Amedeo II e dal re Carlo Emanuele III alla famiglia Pes.

Quartucciu fu sempre comune anche se e fece parte del mandamento di Quartu Sant'Elena fino al 1928, anno in cui per virtù dei poteri conferiti al Governo dal Regio Decreto 17 marzo 1927 n. 383, e Regio Decreto 26 aprile 1928 divenne con Pirri, Monserrato e Selargius, frazione di Cagliari. Tornò comune autonomo solo nel 1983."
Per chi volesse approfondire, in questa sessione vedrà l'inquadramento della zona-necropoli:


Ecco un altro bell'articolo dall'UNIONE
(di Giorgio Daga)
http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20100321&Categ=14&Voce=1&IdArticolo=2443175

Domenica 21 marzo 2010
-Durante la cerimonia i figuranti hanno inscenato un funerale romano, poi il pasto antico.-

"La necropoli punico-romana di Pill'e Mata rivive nel Parco archeologico inaugurato ieri mattina nella zona industriale. Un'opera imponente, realizzata in oltre un anno di lavori, grazie ai finanziamenti regionali ottenuti con i bandi dei Piani operativi regionali. Gli otto milioni di euro del Por serviranno anche per costruire il museo archeologico, la biblioteca e il parco urbano nella zona de Le Serre (i lavori hanno preso il via il mese scorso).

PRIMO LOTTO
Poco prima di mezzogiorno il sindaco Pierpaolo Fois, accompagnato dall'intera Giunta ormai giunta a fine mandato, ha tagliato il nastro nel sito sul quale Quartucciu punta per il lancio del turismo culturale. Un debutto che però non segna l'apertura definitiva: la cerimonia c'è stata, ma per ora le porte restano chiuse, in attesa che sia completato l'allestimento interno. Le visite guidate saranno programmate solo per le scolaresche.

LA NECROPOLI
È un maestoso edificio di marmo, a ricoprire cinquanta delle 292 rombe scavate nella necropoli. Sono le sepolture più resistenti e meglio conservate, che i visitatori possono ammirare passeggiando su un camminamento sopraelevato. All'interno, un po' a sorpresa, non ci sono gli scheletri: motivi di sicurezza hanno indotto i responsabili a non inscenare una ricostruzione esatta delle sepolture. Per vedere i reperti bisognerà accontentarsi della mostra, in attesa dell'apertura del museo.

IL COMUNE
«L'inaugurazione del parco è un momento molto importante», sostengono l'assessore ai Lavori pubblici Paolo Murru e quello alla Cultura Sandra Spiga, «prima però di consegnarlo ai cittadini, sono ancora da sistemare alcune cose. Per ora, chi vorrà vedere le tombe da vicino potrà farlo su prenotazione, rivolgendosi all'assessorato alla Cultura e all'associazione Kernos Archeorisorse».

I FIGURANTI
Ad aprire la cerimonia di inaugurazione è stata la rievocazione storica di un antico rito funerario romano, a cura dell'associazione “Memoriae Milites”: figuranti in costume hanno vegliato il feretro, condotto in processione su una portantina. Di resti di persone, la campagna di scavi nella necropoli - iniziata nel 2000 - ne ha portati alla luce quasi trecento: tutti sepolti con il capo rivolto verso ovest, dove tramonta il sole e quindi, per metafora, la vita. Uomini e donne, giovani e anziani, con un età media prevalente fra i trenta e i quarant'anni. Gli studi hanno permesso di stabilire con esattezza che i defunti venivano sepolti secondo il rituale pagano, con l'arredo funerario.

LA DEGUSTAZIONE
Ieri ,le tante persone accorse a Pill'e Mata hanno potuto degustare cibi tipici del periodo romano, preparati dagli studenti dell'istituto alberghiero “Antonio Gramsci”: frittata di asparagi, focacce, polpette di mare, cardi e torte al formaggio.

LA MOSTRA
Venerdì è stata invece inaugurata la mostra “Luce sul tempo” nell'ex Casa Angioni, ora DomusArt, in via Neghelli. Sono esposti gli oltre duemila reperti rinvenuti nella necropoli: brocchette, ceramiche, bicchieri di vetro, piatti e tanti rari monili, poi ancora le monete, ritrovate in ogni sepoltura, che hanno permesso l'esatta datazione. Sono importantissime le lucerne, circa trecento, di forme e colori diversi. La mostra resterà aperta fino al 20 giugno, dal venerdì alla domenica dalle 17 alle 20: l'ingresso è gratuito.

IL TEATRO
Saranno organizzate anche una serie di iniziative collaterali come “L'ora del tè”, della Compagnia teatro Olata, prevista per oggi alle 17,30. Su prenotazione, dal lunedì al sabato è possibile iscriversi ai laboratori sperimentali di restauro, antropologia e lettura dei segni dello scheletro, e si può partecipare a visite ai laboratori di restauro archeologico e antropologico.

Giorgio Daga"

Che dire? Dalle reazioni del pubblico e da ciò che si è potuto leggere pare che la manifestazione sia andata a gonfie vele.
Una cosa è poca ma sicura...le manifestazioni di questo tipo non tarderanno certo a ripresentarsi!

Salude!
Il vostro redattore cornuto (e Nuragico).

sabato 19 settembre 2009

Sardegna Romana: una fotografia realistica della situazione attuale


Poco tempo fa mi è capitato di leggere in internet una "fotografia", giusta e impietosa, dello stato attuale dei beni archeologici Romani presenti in Sardegna.
Ho voluto pubblicare tale reportage sul blog perchè non può che renderci tutti più coscienti di come
vengano colti i nostri beni archeo-turistici "da fuori", per noi che siamo così assuefatti ed abituati a vederli (ma sopratutto a veder gli scempi che si continuano a perpetrare a nostro danno).

Spero gradiate, e che magari lasciate un commento.

Di Caecilius Optatus: Nella costa meridionale della Sardegna sono visitabili siti archeologici (quasi tutti di originaria età punica), dei quali residuano però reperti quasi esclusivamente romani, se si escludono i resti dei tophet che, scoperti sul luogo, sono tati trasportati al Museo di Cagliari, o in parte riprodotti in piccoli musei locali.

E' il caso di Nora, su di un promontorio, di cui rimangono resti di mosaici, un teatro romano di età augustea/adrianea molto piccolo del quale è conservata la cavea, al momento non accessibile.

Le spoliazioni subite dall'abitato lo hanno reso scarno, per cui la gradevolezza del sito dipende soprattutto dall'essere collocato su di un promontorio dal quale si può agevolmente raggiungere lo splendido mare circostante.
A Pula da vedere il piccolo Museo Comunale.

Molto più suggestivo è il tempio di Antas, collocato nell'interno, 10 km sopra Iglesias, poco distante da Fluminimaggiore.
In una cornice naturale realmente splendida, ricca di verde, è collocato in imponente solitudine un tempio di età romana (augustea), restaurato da Caracalla (si conserva parte dell'iscrizione), dedicato a Sardus Pater Babai.
E' un luogo di culto frequentato sin dal IX sec. a. C, sul quale i punici eressero un tempio che poi i Romani modificarono; la divinità era appunto il Sardus Pater, in origine Babai, quindi aveva una funzione di aggregazione per l'isola.
Il luogo fu scoperto dagli archeologi a fine '800 e sottoposto a restauro che lo ha riportato in discrete condizioni.

Vale il viaggio; si possono anche visitare le cave di pietra adoperate dai Romani per tagliare i blocchi di pietra ed i resti di un villaggio di età nuragica, abitato fino al IV secolo d.C..

Cagliari, antica Karales/Karalis, conserva sparsi i resti dell'età imperiale, quando fu la residenza del governatore (proconsole o procuratore, a seconda del controllo senatorio o imperiale).
In città - anzi nel porto - era distaccata un'unità della Classis Praetoria Misenensis e sono emerse diverse iscrizioni funerarie di classiarii.
Merita una visita il centro storico (Castello), dove sono visibili torre difensive pisane del XIII secolo, ben conservate.
L'anfiteatro è stato oggetto di un restauro molto criticato ed è assai deludente, essendo tutto ricoperto da gradinate moderne, che hanno oscurato quelle originarie scavate nella roccia.

Merita una visita la splendida basilica di San Saturnino, del VI secolo, la più antica della Sardegna, situata in una zona di necropoli, scavata, e percorribile.
Peccato che sia visitabile solo il martedì e il venerdì, dalle 9 alle 13.00

Il Museo Archeologico è la croce e la delizia degli appassionati di archeologia, poichè raccoglie i pezzi più importanti ritrovati non solo in città, di età punica e romana.
La tragedia vera sono le condizioni in cui è gestito il complesso, che sembrano essere quelle degli anni '60.
A parte la gentilezza del personale, caratteristica veramente commovente riscontrabile in tutte le persone, sia in città sia nei luoghi di mare, le strutture - tutte rigorosamente con evidenziazioni stringatissime solo in italiano - necessitano di una ricollocazione che ne valorizzi l'importanza.
Per restare all'età romana, il Museo conserva tre diplomata di auxilia e di classiarii dell'età di Nerva e di Adriano, nascosti in teche di vetro assieme ad altri oggetti e per niente leggibili (le dimensioni sono di 12 x 10 circa cm.).
Manca un evidenziatore che riporti il testo, manca anche un'indicazione specifica dei diplomi, oggetto di studi da parte di Le Bohec, giusto per citarne uno.

Le più importanti iscrizioni rinvenute sono appoggiate tutte assieme, senza precisazioni circa l'età o il testo; alcune relative a militari, oggetto anch'esse di studi specifici, giacciono antistanti l'ingresso per terra, anche di lato, tanto che all'inizio pensavo fossero dei calchi messi apposta !

Si tratta di stele funerarie importanti per lo studio dell'esercito in Sardegna, poichè da esse si ricavano alcuni dei nomi dei reparti di auxilia operanti in loco tra il I e il III sec. d. C. : uno ad esempio consente di risalire ad una Cohors Aquitanorum mai altrove menzionata.
Di questo testo della fine del I sec. d. C. stupisce la semplicità del latino adoperato per ricordare Rufus Valentinus, Fabusi f(ilius), morto a 30 anni dopo 11 di stipendia, ricordato dal fratello Spedius (foto 3).

Un'altra iscrizione dedicatoria, mutila, ricorda un tale Caecilius Metellus, M(arci) f(ilius), proconsul, il quale aveva restaurato ambulationes (siamo in età tiberiana; il proconsole apparteneva ancora alla gloriosa famiglia dei Caecilii Metelli).

Tra gli altri reperti, oltre a tophet integri riportati alla luce e ricostruiti, spicca una bella statua loricata di grandezza poco più che naturale di Druso Minore, figlio di Tiberio, pressochè intatta, ritrovata nel foro di Sulcis, attuale S. Antioco, da cui provengono anche le teste di Tiberio e Claudio.

Il bookshop del museo è scadente, ma non si poteva sperare di meglio data la qualità della gestione.
Inutile dire che merita comunque una visita (se possibile non all'una del pomeriggio, sotto un caldo africano di 36°, poichè si trova sulla sommità di Castello, posizionato su di una collina
).