martedì 3 gennaio 2017

2° Presentazione del libro "Gherreris"


Presentazione del libro "Gherreris, dai bronzetti alle statue di Mont'e Prama" di Alessandro Atzeni, in collaborazione con associazione Isola dei Nuraghi.
L'autore è Alessandro Atzeni, laureato in scienze naturali, ramo antropologico con tesi sulla ricerca degli indicatori in reperti scheletrici umani di età nuragica (http://unica.academia.edu/AlessandroAtzeni). I suoi studi continuano e collabora alla scrittura di diversi testi legati alla civiltà nuragica, tra questi "Gigantes de Pedras".
Recentemente come unico autore ha pubblicato il suo libro sui bronzetti nuragici: "Gherreris, dai bronzetti alle statue di Mont'é Prama", edito presso la casa editrice Condaghes​.  .
La presentazione sarà arricchita dalla presenza di oggetti e ricostruzioni come manichini, armi in bronzo, armature, e ricostruzioni varie.
Nel corso della presentazione sarà ampiamente esposta per la prima volta un'innovativa scoperta relativa ai cosiddetti "Pugilatori" di Mont'e Prama, elaborata dall'autore ed esposta nell'opera.
Dibattito a seguire.
INGRESSO GRATUITO.
Vi attendiamo numerosi.

martedì 27 dicembre 2016

1° Presentazione del libro "Gherreris" 29/12/2016


GIOVEDÌ 29 DICEMBRE, a partire dalle ORE 18.30, presso la sala principale dell'oratorio della Parrocchia di San Pio X (via della Pineta, n° 178, Cagliari) si terrà la presentazione del libro "GHERRERIS. DAI BRONZETTI ALLE STATUE DI MONT'E PRAMA", di Alessandro Atzeni (membro dell'associazione Memoriae Milites), edito presso la casa editrice Condaghes​. Nel corso della presentazione sarà ampiamente esposta per la prima volta un'innovativa scoperta relativa ai cosiddetti "Pugilatori" di Mont'e Prama, elaborata dall'autore ed esposta nell'opera.
Si potrà inoltre ammirare un'esposizione di armi e armature, nonché di abiti civili, ricostruiti attraverso l'attento studio dei bronzetti nuragici e delle statue di Mont'e Prama.
Dibattito e rinfresco a seguire.
INGRESSO GRATUITO.
Vi attendiamo numerosi.

https://www.facebook.com/events/765875353566226/

martedì 20 dicembre 2016

I Gladiatori di Mont'é Prama

Di Alessandro Atzeni


Il bellissimo acquerello dell'Artista Guido Nieddu, commissionato dal sottoscritto sulla base delle evidenze emerse dalla mia ricerca (All Rights Reserved, qualcunque uso non autorizzato di tale immagine sarà perseguito a norma di legge).

Sono ormai passati diversi anni da quando ho iniziato a praticare la rievocazione, le arti marziali storiche e l'archeologia sperimentale. Più o meno dallo stesso tempo mi dedico allo studio della storia e dell'archeologia, in particolare della preistoria: età del bronzo e del ferro. La mia passione per il periodo nuragico è stata quindi inevitabile. Così forte da indurmi a scoprire una tomba dei Giganti non censita, regolarmente denunciata e accertata dalla soprintendenza, oltre che spingermi a scrivere due libri, in collaborazione con altri autori del G.R.S: Gruppo Ricerche Sardegna. L'ultimo libro, Gigantes de Pedras è edito dalla stessa case editrice che ha stampato il mio ultimo libro: Gherreris.  Sono ormai 10 anni o più che dedico il mio tempo allo studio di quest'era preistorica così importante per la Sardegna. La mia passione è stata così forte da spingermi a scrivere (nonostante studiassi scienze naturali) anche una tesi al riguardo in antropologia (potete scaricarla e leggerla tranquillamente cliccando sopra la scritta). Forse è stato questo miscuglio di elementi a creare il giusto ambiente per la scoperta di quanto andrò ad esporre in questo articolo.

L'impegno dell'autore nel volontariato culturale e nell'archeologia è stato tale da permettergli di scoprire (2013) assieme al collega S. Garau, una Tomba dei Giganti non censita in territorio di Niu Crobu (Quartu S. Elena), poi accertata come tale dalla soprintendenza.
È da quando sono state esposte al museo di Lì Punti a Sassari, che ho letto delle famose statue di Mont'é Prama nominate nel titolo. Durante la scrittura della mia tesi antropologica sono poi venuto a conoscenza degli inumati sepolti nella necropoli omonima. Mi sarebbe immensamente piaciuto poter studiare gli scheletri di quei guerrieri di quasi 3000 anni fa, ma naturalmente era un argomento oltre le capacità di un semplice studente universitario. I resti ossei, oltretutto, si trovavano conservati in un laboratorio antropologico in Toscana. Mi concentrai allora sulla ricostruzione di armi ed armamenti, sul modo di combattere e sui traumi subiti da altri nuragici conservati al museo antropologico di Monserrato. Un obbiettivo decisamente più alla mia portata. È così che è nata la mia tesi, per la quale devo ringraziare la mia prima relatrice, la Prof.ssa Maria Rosalba Floris, e la mia relatrice in archeologia, la Prof.ssa Anna Depalmas. Inoltre, devo molto a diverse altre persone: il G.R.S.Gruppo Ricerche Sardegna ad esempio è stato fondamentale nella realizzazione (mediante fusione) delle armi in bronzo. In lunghi anni di pratica siamo riusciti ad acquisire una padronanza pressoché magistrale delle tecniche di fusione del bronzo, un tema che ho sviluppato in maniera sperimentare, e parallela, durante le rievocazioni storiche. Con mantici in pelle e crogioli fatti a mano in argilla. Ho partecipato a decine e decine di rievocazioni e giornate di archeologia sperimentale con l'associazione Paleoworking (riconosciuta a livello nazionale), gestita dal Prof. Vittorio Brizzi dell'università di Bologna, mostrando al pubblico come venissero realizzate delle fusioni preistoriche. Penso di essere stato uno dei primi in Sardegna, ad aver costruito dei mantici da solo e ad aver provato questo approccio (si parla del 2009), ormai personalmente in sospeso, in quanto mi sono trasferito all'estero per motivi di studio e lavoro.

Fusione del bronzo durante uno stage di archeologia sperimentale, presso il parco della Terramara di Montale (MO). Nella foto un momento della fusione, con gli archeologi Dott. Simone Pedron e Dott. Claudio Cavazzuti (16-18/09/2013).
Fusione sperimentale del vetro, come poteva essere realizzata alla fine del periodo nuragico. Ass. Memoriae Milites, in foto: Alessandro Atzeni. Manifestazione "ArcheoFonni", Gremanu (06/09/2015).

Fusione del bronzo sperimentale con mantici in pelle e crogioli in argilla, presso il sito archeologico di Gremanu (NU), manifestazione "Archeo Fonni" (07/09/2014), Ass. Memoriae Milites, foto di Nicola Castangia.

Oltre alle sperimentazioni metallurgiche, molto è stato fatto con l'associazione Memoriae Milites di Cagliari. Con l'associazione ho imparato la scherma storica, in particolare come si combatteva anticamente durante il periodo romano e medioevale, oltre alla rievocazione, che include la ricostruzione storica e l'approccio alla riproposizione in chiave pratico-didattica di periodi ormai dimenticati. Penso che tutte queste esperienze mi abbiano dato delle buone basi metodologiche e pratiche su come eseguire degli studi inerenti in maniera indipendente. Puntualizzare questo percorso fatto è fondamentale, in quanto leggo continuamente di altri cosiddetti "studiosi indipendenti" che privi di qualsiasi preparazione, finanche la più basilare (un diploma, un corso di arti marziali, un qualche tipo di riconoscimento), pretendono di esporre le proprie idee e personalissime ipotesi riguardo il combattimento in antichità, l'arceria o la metallurgia, come de avessero la verità in tasca.
Ma passiamo dunque al vero tema di questo post.

Alcuni scatti del percorso marziale intrapreso in un decina di anni di pratica. La scherma storica (HEMA), riconosciuta a livello nazionale ed Europeo (Stage di Scherma Tedesca, 19/12/2014).

Manifestazione per S. Efisio Martire, "IN LOCO QUI DICITUR NURAS" (Pula 21/04/13), dimostrazione di combattimento romano simulato. Ass. Memoriae Milites, foto di Andrea Mereu.

Esposizione di tecniche scherma storica (medioevale), durante la presentazione del libro "Meilogu Tomo II" (11-04-14 Torralba), Ass. Memoriae Milites, rievocatori: Antonino Fadda e Alessandro Atzeni, foto di Tore Serra.


La scoperta dei combattenti di Monte Prama.

Siamo in Sardegna, nell'Oristanese, in una regione semi-desertica e bellissima chiamata "Sinis". Il comune è quello di Cabras, la località è Mont'é Prama, "Il Monte delle Palme".
Alle pendici di questo colle, anticamente coperto da palme nane (da cui il luogo prende il nome), negli anni '70 vennero rinvenute, da due contadini che stavano arando i campi, delle misteriose statue
La scoperta fu talmente eccezionale da richiamare gli studiosi Sardi in lungo e in largo. Il più famoso archeologo dell'Isola, Giovanni Lilliu, si recò personalmente per visionare i preziosi reperti, il primo esempio di statuaria nuragica di grandi dimensioni fino ad allora ritrovata. Vennero compiute diverse campagne di scavo e alcuni dei reperti vennero esposti nel museo archeologico di Cagliari, alcune foto dei migliori pezzi campeggiarono nei libri e negli articoli scientifici del tempo. Nonostante tutti questi sforzi però, le centinaia di reperti frammentati vennero conservati nei magazzini della Soprintendenza Archeologica, in attesa di tempi migliori. Stesso dicasi per i reperti ossei degli inumati della necropoli, conservati in Toscana. Dopo circa una quarantina di anni, in cui si susseguirono gli studi e le ipotesi al riguardo, finalmente le statue vennero raccolte nel neonato centro di restauro di Li Punti a Sassari. Qui le statue nel 2006 furono per la prima volta esposte direttamente al pubblico, ed è qui che potei vedere i primi pezzi: da questo punto iniziò la mia ricerca.
Per chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni sulla storia di Mont'é Prama, consiglio il recente libretto edito dalla Carlo Delfino Editore, oltre alla brevi guide di Carlo Tronchetti e del Bernardini, oltre naturalmente a testi più impegnativi, come "Giganti di Pietra", dei quattro archeologi che hanno scavato il sito, ed il trittico della Gangemi Editore, dal costo non indifferente, ma imprescindibile per chi desiderasse seriamente studiare l'argomento. 

Alcuni anni prima e mentre le statue venivano portate al centro di restauro ed i "Giganti" iniziavano ad essere assemblati, io dedicavo il mio tempo con l'associazione Memoriae Milites di Cagliari, allo studio della scherma storica medioevale, del combattimento militare romano e gladiatorio, ed alla riproposizione della rievocazione nuragica: non una semplice riproposizione di costumi vestiti da manichini, cosa già approcciata da altri studiosi prima di noi (Carmine Piras, Angela Demontis), ma una vera e propria rievocazione storica, sul campo, di abiti civili e militari, oggettistica, pratica di tiro con l'arco, combattimento attivo con bastoni, asce, spade e scudi, di attività manuali come la fusione del bronzo (in seguito anche del vetro, per la prima volta in Sardegna riproposto sperimentalmente dal sottoscritto durante una rievocazione storica nel sito di Gremanu a Fonni nel 2015) e la lavorazione del cuoio bollito, e via elencando. Sono stati anni per me indelebili e fruttuosi sotto tantissimi aspetti. Questo blog, nato allo scopo, ne è la prova diretta. Decine e decine di rievocazioni di questi tre periodi storici: combattimenti gladiatori all'Anfiteatro Romano di Cagliari, battaglie simulate tra schiere di fanti romani, una decina o più di "Tornei del Liofante" (tornei di scherma medioevale in armatura), senza poi parlare di tutte le rievocazioni nuragiche presso i più importanti siti archeologici dell'isola: Santu Antine di Torralba, Su Nuraxi di Barumini, Gremanu a Fonni, Nuraghe Diana a Quartu S. Elena, Nuracale di Scano Montiferro, Nolza di Meana Sardo, Lugherras di Paulilatino. Questo oltre alle decine di conferenze, esposizioni e presentazioni presso i più diversi comuni e musei Sardi: Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, Museo di Senorbì, Comune di S. Antioco, Fiera del Libro di Torino, Giornate Nazionali dell'Archeologia Francese (Bastia, Corsica) scuole, e via elencando. Tutto è documentato: al riguardo Potete trovare un elenco nella pagina "Eventi" del sito della Memoriae Milites e nel blog dedicato, oltre che naturalmente su questo stesso blog che state leggendo. 

Rievocazione di combattimento gladiatorio non simulato (Reziario Vs Secutore), Manifestazione Ad Signa Milites, Sassari. Associazione Memoriae Milites, Rievocatori: Luca Bernardini e Alessandro Atzeni. 

Rievocazione di ipotetico combattimento nuragico, sito UNESCO Su Nuraxi di Barumini, Barumini EXPO (14/12/2014), Ass. Memoriae Milites, rievocatori: Andrea Garau e Alessandro Atzeni.

Mentre gli eventi e le presentazioni/esposizioni si susseguivano, gli allenamenti di scherma romana e medioevale in palestra con l'Associazione si alternavano e momenti di studio e sperimentazione della Scherma Nuragica, una vera e propria incognita, totalmente da riscoprire, per riproporla durante le manifestazioni. Un vero e proprio processo di riscoperta di un arte marziale dimenticata, che è costato sudore e sangue: letteralmente, tra ematomi e contusioni di chi l'ha voluta riproporre. Nel mentre l'associazione continuava quel processo di ricostruzione, quasi di "Archeologia Sperimentale", degli armamenti che continua ancora oggi. Durante questo processo di riscoperta, saltuariamente mi dedicavo alla scrittura  delle idee e delle evidenze che emergevano al riguardo (inevitabilmente destinate al "cassetto" della mia scrivania). Facendo le dovute ricerche bibliografiche, notai che un primo passo in questa ricerca marziale venne fatto anni prima dal maestro di Arti Marziali Massimo Fenu, che nelle conclusioni della sua bella tesi di diploma di istruttore di scherma, auspicava un approccio più vasto e scientifico al riguardo.

"Davvero tanto si può scoprire anche solo costruendo dei simulacri delle armi e degli scudi per provare qualche azione in duello e (soprattuto) in mischia; provando a fondere di nuovo delle spade e a fare delle prove di taglio; verificando come le armature potevano essere portate e che movimenti consentivano. Servono nuove prove, servono studi ad ampio raggio, confronti, idee e, naturalmente critiche. Tante critiche."

Massimo Fenu (2007) "I guerrieri Shardana: Il Combattimento dei Guerrieri dei Bronzetti nuragici. Un'ipotesi di ricostruzione".

 Da quelle parole presi spunto per la redazione della mia tesi di laurea Antropologica, in cui infusi tutte le possibili conoscenze applicabili alla materia: lo studio dei traumi sui reperti osteologici nuragici, la ricostruzione delle armi e degli armamenti indossati e usati da quei guerrieri che avevano subito i traumi, la sperimentazione schermistica in palestra, i cut-test e le prove di taglio con le armi, i cut-marks (segni di taglio) ed i segni stessi lasciati sulle armi, e via elencando. Tutto si riunì nella mia tesi di laurea, che la mia relatrice in archeologia, Anna Depalmas, definì "Pioneristica". Il numero limitato di pagine dedicabili alla tesi purtroppo mi impedì di realizzare una più ampia trattazione del tema, la quale era il mio vero obbiettivo. Con pazienza, riposi il più ampio testo nel mio solito cassetto e continuai a fare le mie ricerche, anche dopo la tesi, che ora è gratuitamente disponibile su internet sul sito di Academia.edu, da cui potete scaricarla.

La copertina della mia Tesi di Laurea. Il file completo può essere scaricato iscrivendosi sul sito academia.edu e visitando la mia pagina al seguente link

Ma cosa centrano in tutto questo i guerrieri di Mont'é Prama?
Ebbene, è stato durante la redazione di questo mio scritto, che sono emerse delle evidenze strabilianti riguardo le statue dei "Pugilatori", ai quali ho dedicato più di un capitolo del già menzionato libro, finalmente in pubblicazione con la casa editrice Condaghes: "Gherreris, dai bronzetti alle statue di Mont'é Prama".


Copertina del libro "Gherreris: dai Bronzetti alle statue di Mont'e Prama", di Alessandro Atzeni, editrice Condaghes (in uscita a natale 2016), all'interno vi è un vasto ed approfondito studio sull'argomento, a cura del sottoscritto. Il libro può anche essere acquistato online, al seguente Link.

Bisogna specificare cosa sono i "pugilatori": con questo nome vengono chiamate le particolari figure presenti tra le statue di Mont'é Prama (e tra alcuni bronzetti), dotate di un ampio scudo rettangolare portato sopra la testa, e di un anomalo guantone borchiato, paragonabile, ma diverso nella forma, ai caesti (cesti) utilizzati nell'antico pugilato romano. Queste figure vengono considerati dalla maggior parte degli studiosi, dei pugili, anche se alcuni hanno proposto i ruoli più disparati: assaltatori di nuraghi, fedeli con un velo sopra la testa, corridori, cuoiai, e via dicendo.
Effettivamente il nome "pugilatori" lascia disorientati. Com'è possibile che dei pugili abbiano bisogno di uno scudo per combattere con le mani? A fare dei paragoni con altre culture umane, effettivamente quelli da Mont'é Prama sarebbero gli unici combattenti di pugilato nell'intera storia umana ad aver introdotto degli scudi in questo tipo di confronto. A lungo si è sostenuto (ed io pensavo lo stesso) che lo scudo fosse utile a riparare il combattente dai colpi sferrati dall'avversario con il pericoloso guanto armato, dotato delle letali borchie.

Sulla sinistra: alcuni esempi di pugilato antico, i pugilatori Minoici di Thera, Santorini, al centro vaso greco a figure nere, con scena di pygmachia. A destra due giganti di Mont'e Prama, definiti "pugilatori", gli unici noti al mondo che utilizzino uno scudo (quello a sinistra dal museo G. Marongiu di Cabras, quello a destra dal museo archeologico nazionale di Cagliari). Foto dell'autore, All rights reserved.

Così lo aveva interpretato l'artista-artigiano Carmine Piras di Oristano, approdato anche sul programma "Mistero" su Italia 1, e così sosteneva l'artista Angela Demontis nel suo libro illustrativo sui bronzetti nuragici. tutti naturalmente si basavano sulle parole del grande archeologo sardo Giovanni Lilliu, che descrisse uno dei primi esempi, il bronzetto di pugilatore da Dorgali, come un pugilatore-gladiatore. Questa figurina non è l'unica esistente. Il Lilliu nel suo ampio catalogo descriveva anche un "Sacerdote-militare" da Vulci, interpretandolo (a ragione) come un possibile "pugilatore"; inoltre negli anni sono stati rinvenuti ulteriori esempi: un bronzetto da Ozieri, esposto nel museo archeologico della cittadina, e un bronzo incompleto da S. Vittoria di Serri, assieme ad una testina con resto di scudo da località ignota, già conosciuta ai tempi di Lilliu e conservata al museo archeologico nazionale di Sassari, completano il quadro.

Tre dei principali bronzetti di "Pugilatori", tutti dal catalogo di Giovanni Lilliu, "Sculture della Sardegna Nuragica" (La Zattera 1966). A sinistra il bronzetto da Dorgali, al centro da località sconosciuta, a destra da Vulci. Sul mio libro sono disponibili maggiori e più dettagliate foto al riguardo.

La situazione non è variata negli anni, almeno fino a che non sono state restaurate le statue di Mont'é Prama, esposte nei musei archeologici di Cagliari e Cabras. Nel 2014, inoltre sono state ritrovate due nuove statue di pugilatori, identiche al bronzetto del Sacerdote-militare da Vulci (non fosse per la mano guantata presente negli esempi in pietra). Cosa non meno importante, nel 2014 sono stati finalmente pubblicati i volumi della Gangemi Editore, con le ampie e specifiche relazioni sugli inumati sepolti nella necropoli, di cui avevamo accennato più sopra.
La possibilità di vedere nelle statue, in dimensioni molto maggiori, i dettagli altrimenti abbozzati nei bronzetti, assieme ai dati forniti dall'analisi antropologica degli inumati, ha creato le condizioni favorevoli per arrivare alla scoperta che vi andrò ad esporre.

Durante la scrittura del mio testo "Gherreris", essenzialmente un'analisi dei guerrieri nuragici da un punto di vista marziale, rievocativo e ricostruttivo, ho dedicato ampie pagine alla trattazione dei così detti "pugilatori".
Quale era il loro ruolo? Come combattevano? Possiamo ricostruire questo stile di lotta? Erano queste le domande a cui cercavo di dare una risposta. Come sempre, nel mio metodo di indagine, l'approccio ricostruttivo, quasi di archeologia sperimentale, doveva seguire due vie: una materiale, la quale prevedeva di analizzare i reperti per poi realizzarli da zero. L'altra immateriale, la più difficile, che avrebbe coadiuvato la ricostruzione e dimostrato la sua possibile funzionalità: saper effettivamente riproporre un combattimento di pugilato antico. Ho quindi iniziato a studiare come si svolgessero i combattimenti di pygmachia, pancrazio e pugilatus: diverse espressioni del combattimento greco-romano, come è stato ricostruito dai diversi esperti del settore. Ho dedicato un anno a studiare come si colpisse efficacemente con la mano nuda, grazie agli insegnamenti della dirty boxing filippina e dell'escrima, per il quale devo ringraziare il mio istruttore, Fabio Cinesu. Tutte le prove portavano in un altra direzione, diversa da quella che mostravano i vari ricostruttori di pugilatori sardi, i quali li interpretavano come pugili moderni con addosso degli abiti antichi. Nel mentre che svolgevo questa esperienza marziale, tratteggiavo progetti su come realizzare i guanti armati dei pugilatori ed i loro scudi, passavo le serate cucendo il cuoio delle repliche, o modellandolo sugli stampi, ed intanto analizzavo le relazioni degli antropologi sugli scheletri della necropoli, o degli archeologi sui dettagli rinvenuti nelle statue. Perché queste presentavano dei segni di taglio? Alcuni sostenevano che tali tagli fossero il risultato della distruzione operata sulle statue in periodo cartaginese. Le relazioni archeologiche però affermavano chiaramente che tali tagli fossero stati prodotti volontariamente dalle mani degli scultori nuragici, i quali li avevano riempiti con dell'ocra rossa, quasi a simulare delle ferite in combattimento. Ferite stranamente presenti anche nei resti ossei degli inumati, insieme alle modifiche scheletriche dovute da incessanti allenamenti: degli atleti che combattevano in maniera cruenta, insomma. Tutte le evidenze spingevano verso l'interpretazione dei pugilatori-atleti, impegnati in cruenti giochi sacri, secondo quanto aveva già ipotizzato il Lilliu per i bronzetti omologhi.

Articolo dell'Unione Sarda del 13/12/2015, con riferimento ai traumi ed ai segni di usura dovuta all'attività muscolare riscontrabile sui resti ossei degli inumati di Mont'e Prama.

Questa interpretazione, sostenuta peraltro da diversi archeologi, come il Tronchetti, mi apparve chiara proprio durante la ricostruzione del guantone dei pugili.
Ero finalmente riuscito a realizzare una sfera in cuoio indurito che si adattasse alla mano, come mostravano i bronzetti da Dorgali e da Vulci. Il para-avambraccio completava il tutto. Mancava solo una cosa: era necessario inserire le letali borchie che rendevano i caesti nuragici delle vere e proprie armi.
Purtroppo incappai in un problema apparentemente irrisolvibile, non esistevano reperti di borchie nuragiche in bronzo combacianti con quanto si poteva osservare nelle statue di Mont'é Prama. Possibile? Effettivamente erano stati rinvenuti negli scavi archeologici presso varie località dell'isola dei "bottoni" emisferici, ma questi erano stati interpretati dagli archeologi come ornamenti, quasi dei gioielli. I nuragici avevano particolare gusto per gli oggetti in bronzo, meno per quelli in oro ed argento, ritrovati in maniera nettamente inferiore.
Quale era dunque la soluzione?
La mezzaluna borchiata ipotizzata dall'artigiano Carmine Piras, osservata nella sua ricostruzione esposta al suo tempo all'Antiquarium Arborense ed in altre mostre temporanee non mi convinceva: nulla di simile era mai stato rinvenuto, e lo stile di combattimento ipotizzato era essenzialmente moderno, laddove invece nel pugilato antico venivano prediletti i pugni a martello, come gli esempi dei guantoni da Mont'é Prama sembravano confermare:
Al di sotto di una sfera di pelle assolutamente liscia, infatti si osservava una stanghetta ad L (forse di legno?) con un'insolita e singolare borchia piramidale. Questo dettaglio si ripeteva ossessivamente anche nelle altre statue, e a ben vedere, anche nei bronzetti, pure se era stato frainteso da chi ne aveva fatto le varie descrizioni, disegni o ricostruzioni.
Non avevo mai osservato borchie piramidali in bronzo di accertata origine nuragica, ne resti in materiali deperibili conservatisi fortunatamente. Esistevano i già citati "bottoni" emisferici, ma questi erano totalmente dissimili. In pratica, non esistevano reperti paragonabili a quello che vedevo.
Fu durante la ricostruzione dell'elemento a stanghetta che l'intuizione mi colpì, devastante come un fulmine:
quell'elemento ligneo ad L che avevo ricostruito e che cercavo vanamente di collocare in un guanto sferico non era parte di una borchia metallica.
Si trattava della guardia di un cosiddetto pugnale ad elsa gammata.


 All Rights Reserved, qualcunque uso non autorizzato di tale immagine sarà perseguito a norma di legge

All Rights Reserved, qualcunque uso non autorizzato di tale immagine sarà perseguito a norma di legge

Alcune immagini delle evidenze archeologiche relative ai guantoni "borchiati" da "pugilatore" (ed il loro paragone don dei pugnali gammati) che mi hanno spinto verso questa interpretazione, più un frame del mio video realizzato appositamente sulla scoperta esposta in questo post e riportata, con ampi approfondimenti, nel libro della Condaghes, GHERRERIS: DAI BRONZETTI ALLE STATUE DI MONT'E PRAMA. 

La borchia piramidale che vedevo nelle statue non era altro che il moncone della lama del pugnale, spezzatosi in antico durante la distruzione delle statue stesse.
Ecco perché i "pugilatori" presentavano traumi da combattimento, ma stranamente poche fratture dovute all'uso di simili guantoni. Ecco perché sulle statue si osservano i chiari segni delle pugnalate riempite di color rosso ocra, ed ecco perché i "pugilatori" usano uno scudo. Non dovevano difendersi dalle botte di un ipotetico guanto da pugilato borchiato, ma dalle letali pugnalate che cercavano reciprocamente di assestarsi.

Un'immagine del bronzetto da dorgali con guantone impugnante un pugnaletto gammato dall'esile lama smussata, e di fianco la mia ricostruzione (All Rights Reserved, qualcunque uso non autorizzato di tale immagine sarà perseguito a norma di legge).


Questo spiega il perché ci si trovi di fronte ad una necropoli con individui deceduti tutti più o meno in giovane età, con delle statue (ora è chiaro) che li raffigurano.
Quelli di Mont'é Prama non erano, pugili o pacifici atleti,
erano veri e propri gladiatori, stranamente tutti appartenenti a famiglie imparentate tra loro (quindi non degli schiavi) fatti combattere per delle specifiche ragioni, che forse solo la ricerca scientifica ci potrà spiegare.

I segni delle pugnalate inferte sul petto di uno dei pugilatori da Mont'e Prama, esposto al museo di Cagliari (All Rights Reserved, qualcunque uso non autorizzato di tale immagine sarà perseguito a norma di legge). 

Personalmente ho voluto dare il mio semplice contributo, come Dottore in Scienze Naturali, come rievocatore, ricostruttore, marzialista ed archeologo sperimentale.
Credo fermamente che la ricerca scientifica, specialmente l'archeologia, debba avvalersi il più possibile di altre discipline utili a fornire un quadro più completo di quanto viene studiato.
La rievocazione storica ad alti livelli, unita alle pratiche delle arti marziali storiche, della ricostruzione dei manufatti antichi e della loro interpretazione mediante i metodi dell'archeologia sperimentale (non la semplice realizzazione di manufatti artigianali) può ancora fornirci delle risposte, o almeno delle possibili ipotesi, sul nostro passato più remoto.

In fede,
Alessandro Atzeni
Reading, Inghilterra (UK).
09/11/2016

La bellissima illustrazione di Guido Nieddu utilizzata nel libro, commissionata dall'autore sulla base della ricerca svolta (All Rights Reserved, qualcunque uso non autorizzato di tale immagine sarà perseguito a norma di legge).

La scoperta dei "Gladiatori di Mont'é Prama" è già stata pubblicata in anteprima sulla rivista "Lacanas" nel settembre 2016, ed è contenuta nell'ampio volume, edito ora dalla Condaghes: "Gherreris, dai bronzetti alle statue di Mont'é Prama", assieme ad altre innovative scoperte sulla civiltà nuragica. Sotto sono disponibili i link alle due pubblicazioni:

Link all'articolo "Ecco le nuove scoperte di Mont'e Prama: pugilatori o gladiatori?" pubblicato su "Lacanas".

Link alla pagina del libro "Gherreris - dai bronzetti alle statue di Mont'e Prama", sul sito web della casa editrice "Condaghes".


Link alla pagina del mio sito web sul libro, con ulteriori approfondimenti al riguardo.

Il libro può essere acquistato online su Amazon.it
Il libro può essere acquistato online su sarIBS


lunedì 19 dicembre 2016

Gherreris: dai Bronzetti alle Statue di Mont'e Prama



"Gherreris è il frutto di uno studio decennale sulla bronzistica e sulla statuaria nuragica,basato su un moderno approccio alla materia attraverso tecniche multidisciplinarie ricostruttive, che coniugano lo studio delle fonti archeologiche, la praticadelle arti marziali storiche, la rievocazione e l’archeologia sperimentale.Attraverso un percorso strutturato in agevoli capitoli espositivi vengono esaminatee descritte minuziosamente tutte le varie e differenti componenti delle armature edelle armi dei guerrieri nuragici, analizzate sulla base di un attento studio dei bronzettie dei Giganti di Mont’e Prama e attraverso la ricostruzione e l'utilizzo pratico ditali reperti da parte di esperti marzialisti certi cati e di cultori della materia.Alla luce di questa peculiare metodologia di ricerca, vengono presentate una seriedi teorie innovative riguardanti l'interpretazione delle minute statuine nuragiche inbronzo e dei Giganti scolpiti nella pietra, approdando a interessanti e a ascinanticonclusioni sull’identità delle gure rappresentate: capi, guerrieri, eroi, gladiatori ovittime sacri cali?"

Così si legge sulla quarta di copertina del mio primo libro come unico autore. Ormai sono più di dieci anni che mi dedico allo studio dell'affascinante civiltà nuragica, e pur avendo già partecipato come coautore ad altri libri prima di questo (La luce del Toro 2011, Gigantes de Pedras 2015) o a numerosi articoli, questa è la mia prima monografia.

Chi sono io?

"ALESSANDRO ATZENI (Cagliari, 1986). Laureato in Scienze Naturali, con un’innovativa tesi sperimentale dal titolo Dal combattimento alla lesione, ricerca di indicatori in resti scheletrici di Età nuragica, de nita dall’archeologa Anna Depalmas come pioneristica, è autore di numerose ricerche pubblicate su riviste regionali e nazionali, e coautore di diversi libri di archeologia nuragica (della stessa casa editrice: Gigantes de Perdas. I nuraghi: templi della luce, 2016). Impegnato da anni nell'ambito della rievocazione storica con l’associazione “MEMORIAE MILITES” di Cagliari, si occupa della divulgazione della Storia della Sardegna, mostrando in particolare gli antichi sistemi di fusione e lavorazione del bronzo. Praticante di arti marziali storiche occidentali, ha conseguito il titolo di istruttore UISP di tiro con l’arco dinamico. Vive attualmente in Gran Bretagna, dove continua a svolgere le sue ricerche."

In questa breve biografia sono state riportate solo alcune delle attività che ho svolto in questi anni e che mi hanno condotto alla stesura di questo libro. Non è citata ad esempio la scoperta di una tomba dei Giganti non censita in agro di Qurtu S. Elena, ora conosciuta come "Niu Crobu Cuada", come non è riportata la mia, già menzionata, partecipazione come coautore all'ormai storico libro "La Luce del Toro", specialmente nei primi capitoli, in cui si analizza da un punto di vista arcieristico e bellico, la scarsa capacità difensiva delle torri nuragiche, universalmente accettate come delle fortezze. Appena accennato, per ovvi limiti di spazio, l'impegno che ho profuso in anni di fusioni sperimentali del bronzo e della forgiatura del ferro, durante manifestazioni di rievocazione storica o giornate di archeologia sperimentale presso associazioni riconosciute a livello nazionale. Sono stato uno dei primi in Sardegna, se non il primo, sin dal 2009 ad aver ricostruito dei mantici funzionali per la lavorazione dei metalli secondo metodologie sperimentali, e ad aver eseguito numerose fusioni, utilizzando semplicemente mantici, carbone di legna e pochi altri strumenti rudimentali. Un'esperienza che mi ha condotto infine a sperimentare anche la lavorazione del vetro con metodologie preistoriche. Assieme ad il lavoro sperimentale ho eseguito assieme agli amici del G.R.S. Gruppo Ricerche Sardegna, centinaia di fusioni "industriali", dimostratesi di enorme utilità nella comprensione delle ormai scomparse procedure di fusione del bronzo dell'epoca preistorica. Di notevole rilievo l'attività di divulgazione e sperimentazione svolte in questi dieci anni con l'associazione culturale Memoriae Milites di Cagliari, presso la quale ho svolto anche conferenze, dimostrazioni pubbliche in eventi come "Monumenti Aperti", didattica al pubblico e presso le scuole elementari, medie e superiori, relative ai tre principali periodi della storia della Sardegna: Nuragico, Romano e Medioevale. Con la stessa associazione è rimarchevole l'impegno profuso nello studio e la diffusione della scherma storica, disciplina che mira allo studio marziale e sportivo degli antichi metodi di combattimento armato o meno della storia europea. Combattimento in armatura o senza armatura medioevale, combattimento dell'esercito romano e dei gladiatori, ed infine la riscoperta del combattimento nuragico della fine dell'età del bronzo, come poteva essere svolto dagli uomini dei bronzetti. Si è dimostrato estremamente utile, a tale scopo, il diploma di istruttore di tiro con l'arco dinamico UISP, che mi ha dato le nozioni basilari per la comprensione di come agivano e si muovevano gli arcieri in antichità, durante la caccia come in battaglia e in guerra. Tutte le nozioni apprese, gli anni di sperimentazioni e ricostruzioni, sono infine confluiti in questo tomo, iniziato agli albori di questo mio personalissimo cammino, e ora pubblicato dalla casa editrice Condaghes, con il titolo "Gherreris: dai bronzetti alle statue di Mont'e Prama".

Alcune delle diverse attività svolte negli anni: fusione del bronzo con metodi preistorici (Gremanu, ArcheoFonni 2014) foto di Nicola Castangia. Al lato manichino con equipaggiamento ricostruito dall'autore (N.ghe S. Barbara di Villanova Truschedu, 2014), pugnale gammato e spada in bronzo realizzate in collaborazione con il GRS: Gruppo Ricerche Sardegna. Foto di Tonino Mura.
Altri esempi di attività svolte: didattica presso il castello di Salvaterra, Iglesias, 2014, manifestazione Sardinia Historica, foto di Francesco Caocci. A destra: dimostrazione di combattimento non preparato tra guerrieri nuragici. Bastia, Corsica, Giornate Nazionali dell'Archeologia (Francia 2015).


Di cosa parla il libro?

Nato inizialmente come uno studio sulle armi e sulle armature dei guerrieri nuragici, dove analizzavo le modalità di combattimento dei guerrieri, il testo ha subito delle profonde modifiche ed una sua propria evoluzione. Cos'ha questo libro di diverso da altri testi simili, prodotti da ben più illustri e titolati addetti ai lavori? Anzitutto ho cercato di rendere il testo fruibile a qualsiasi livello di studio, tale che anche i meno avvezzi possano leggerlo con facilità. Inoltre, il principio basilare che ha permesso la realizzazione di questo testo è la sperimentazione. La fusione del bronzo, la scherma e l'arceria, come il pugilato antico, il combattimento di bastone e l'uso di altre armi sono tutte discipline in cui io e i miei collaboratori abbiamo studiato e praticato per anni. Niente è stato improvvisato sulla base dell'entusiamo o di un eccessiva sicurezza di sé. Ogni ipotesi di combattimento, arma, pezzo di equipaggiamento ed armatura è stata analizzata e utilizzata con l'occhio critico del costruttore e del praticante. Un metodo apparentemente semplice ma abusato, specialmente di questi tempi, in quanto richiede onestà intellettuale, tempo e denaro. Specialmente il tempo: anni di pratica e studio non sono facilmente accumulabili da studiosi improvvisati o dilettanti.
Con il tempo appunto questo studio enorme ha subito dei mutamenti, nuovi stimoli e nuove soluzioni.
Le conclusioni a cui sono approdato, riportate con scientificità nel testo, hanno la presuzione di offrire una nuova chiave di lettura, verificabile pragmaticamente, alla misteriosa e forse non proprio "pacifica" civiltà nuragica.

Link per l'acquisto su Amazon.it
Link per l'acquisto su SarIBS

Link alla pagina della casa editrice
Link alla pagina del libro nel mio sito web "Sardinian Warrior"

giovedì 5 maggio 2016

Kali-Escrima/Fencing meetings in Oxford

For centuries the Filipino Martial Arts has been practiced in the discretion of parks and gardens, in an informal way, between people interested in learning how to defend himself. If you're interested in historical fencing and Kali/Escrima and you live in Oxford, get in contact with us, We are pratictioners with different backgrounds (various styles of kali and historical fencing), interested in develop a group of study about armed/unarmed martial arts. You don't need great equipment, because we want just meet other people with the same interest of us.
Send me a message here or on facebook and let's have a talk.
Hope to meet you on the grass of the park.
Cheers. 

martedì 26 gennaio 2016

50.000 visite!



Il blog ha raggiunto le 50.000 visite uniche. Personalmente mi sembra un grande traguardo, considerando che ho riversato su questa piattaforma solo 133 post, spesso non particolarmente interessanti, legati perlopiù ad eventi di rievocazione storica che venivano pubblicizzati. Bisogna considerare, inoltre, che è da parecchio che non scrivo sul blog, a causa dei numerosi impegni. In questi anni sono successe diverse cose, e non trovo più il tempo per scrivere come facevo agli inizi, quando il blog è nato per gioco come piattaforma su cui pubblicare gli eventi di rievocazione storica del gruppo Memoriae Milites. Come sapranno i lettori più assidui, da qualche anno a questa parte ho dirottato tutti i post inerenti gli appuntamenti di rievocazione storica dell'associazione nel blog ad essa dedicato e da me gestito. Su questo blog, invece, ho voluto dare la precedenza a recensioni, impressioni, resoconti, stage e via dicendo. L'ultima novità, recentissima e sconvolgente, è stata il cambio di paese, e quindi di lingua. Ho intenzione di scrivere sempre di più, specialmente in inglese. Ormai il blog scritto in italiano sta andando avanti da solo, benché io non stia scrivendo molto le visite continuano a fioccare, infatti, siamo passati dalle famose 43.000 visite di novembre 2014 alle 50.000 di questo dicembre 2015/gennaio 2016. Significa che un anno dopo si sono sommate circa 10.000 visite. Non male, ma non sono certo numeri impressionanti. Come ho già scritto hanno influito diversi fattori: ho scritto due libri (il secondo attualmente in pubblicazione), una serie di articoli su riviste regionali e nazionali, mi sono laureato con una tesi che è stata giudicata dalla mia relatrice per la parte archeologica, Anna Depalmas, "pioneristica". Inoltre sto concludendo una serie di progetti che avevo abbandonato o rallentato notevolmente. Insomma il futuro è carico di novità. Vi invito a seguirmi su facebook, sulla mia pagina Sardinian Warrior, dove più o meno periodicamente pubblico qualche perla recuperata dai miei hard disk, e su youtube, dove negli ultimi sei mesi ho pubblicato circa un centinaio di video inediti. Vi auguro un caro saluto, e non dimenticate di cliccare, condividere, mettere mi piace ed iscrivervi. 



Goodbye

domenica 20 dicembre 2015

Sardinian Warrior is Back in UK




Sardinian Warrior is back in UK and it will remain for a long time.

Now start this new adventure in a new country. After 8 years of reenactment and historical fencing in Sardinia (Italy), i've moved to UK. Why? Because life is strange. I've stayed in England for the past 3 weeks, and after a short journey back to my country i'm returned, for a long time i guess.
Now it's time to some action and demonstrate all that i have studied in the past 8 years. I'm a skilled handicraft reenactor, with experience in prehistoric (bronze age), roman and mid-14 cent reenactment. I have deeply studied Fiore dei Liberi's Flos Duellatorum treatise, and I have made a lot of reenacting events, fighting in the HMB, plus some experience in other treatises of fencing, I-33, Achille Marozzo and other styles of weapons, plus I'm instructor in Dynamic Archery (Combat Archery). I've also studied some Escrima and i'm disposed to learn new styles of combat and to teach what i've learned.
If you are in UK and are interested in what i do, contact me.
Cheers.
Alessandro Atzeni

mercoledì 23 settembre 2015

Perché iscriversi ad un corso di Kali/Arnis/Escrima Filippina (FMA)


Perché iniziare un corso di Kali/Arnis/Escrima?
Questa domanda, apparentemente banale, necessita di una giusta risposta.
Un interlocutore proveniente da un altra arte marziale (d'ora in poi A.M.) potrebbe rivolgervi la stessa domanda. Cosa gli rispondereste? Perché dovreste scegliere l'Escrima e non il Kung Fu? O il Taekwondo, o il Karate? O il Jujitsu o l'Aikido?
Non che in queste discipline ci sia qualcosa di meno (anzi, le reputo tutte interessantissime e meritevoli di essere studiate), cambia però l'approccio.
Se in ognuna delle sopra dette AM le armi vengono esplorate solo dopo che ci si è ben addentrati nella disciplina (ovvero dopo anni e anni di pratica), nelle Filipino Martial Arts (F.M.A.) si inizia a studiare un'arma fin dal primo giorno;
non finisce qui: le tecniche che studierete con un arma in mano saranno le stesse che poi applicherete a mano nuda (empty hand).
Sicuramente è questo il vero punto di forza delle FMA, la loro diretta applicazione in un contesto di combattimento è il secondo punto a favore. Se in una qualsiasi altra AM dovrete passare ore ed ore ripetendo apparentemente inutili kata, nelle FMA sarete (quasi) subito messi in gioco, a combattere contro un avversario (o a capire come arrivare a fronteggiarlo).
Bastone, coltelli, machete, pugni, sono queste le armi che imparerete ad usare e a fronteggiare: le loro differenze ed i loro punti di forza, le similitudini e le debolezze.
Questo perché in un contesto di vita reale è molto più probabile che qualcuno (purtroppo) cerchi di attaccarvi menandovi con un bastone, peggio ancora con un coltello o con un machete. Alla meglio in una colluttazione cercheranno di darvi un calcio, una gomitata/ginocchiata o un pugno, molto difficile che qualcuno cerchi di stendervi con un calcio rotante o con un haito uchi tirato in maniera pulita. Ancora più improbabile che vi assalgano con una spada, con un katana, una longsword o un alabarda, con un bo o con una lancia. La semplicità, la reperibilità e la pericolosità del trio bastone/coltello/machete riassume in pochi oggetti una grande generalità di armi ampiamente diffuse nella vita di ogni giorno, anche se non ci appaiono come tali (un taglierino, un paio di forbici, una mannaia, un martello, una pala, un cacciavite, un ombrello, una stampella, ecc).
Conoscere le armi quindi è fondamentale, l'arma amplifica la capacità lesiva del singolo. Un individuo apparentemente debole, per quanto possa essere minuto, con un coltello diventa pericoloso quanto una qualsiasi altra persona. Se questo vale per il vostro avversario, a maggior ragione varrà per voi che state studiando la disciplina armata. La conoscenza, lo studio e la tecnica allora diventano lo spartiacque tra chi può pensare di sopravvivere (magari malconcio, ma vivo) e tra chi finisce sulla pagina dei necrologi.

Esempio di aggressione armata nella vita di tutti i giorni (ricostruzione).

La parte più interessante del sistema è il concetto di "tante armi, un solo metodo": ovvero che si tratti di coltello, bastone, machete, o quello che vi pare, imparerete un modo di utilizzo che si adatta al maneggio di qualsiasi strumento. Non dovrete quindi perdere tempo ad iniziare da capo un nuovo percorso marziale ogni volta che cambierete la vostra arma di studio. Dal primo giorno di lezione inizierete a studiare inconsapevolmente tutte le armi, ed alcuni concetti appresi con le armi saranno (incredibilmente!) ancora più utili per capire persino le tecniche disarmate. Il tempo è la cosa più preziosa che avete (dopo il vostro corpo), ed è certo che basta ben poco tempo per acquisire i principi fondamentali del maneggio del bastone e del coltello; dopotutto, se Bruce Lee ha inglobato le tecniche di combattimento del Kali di Dan Inosanto nel suo proprio sistema (noto ai più come Jeet Kune Do) forse c'è molto più di quanto non si veda sotto la superficie.

"Guru" Dan Inosanto (a sinistra) con il defunto e mai troppo compianto Bruce Lee (a destra).

 Ovviamente la materia è ampia e profonda, e richiede il tempo dovuto per poterne diventare padroni, ma una cosa è realmente certa, ed è la brevità con cui si possono assimilare le basi per poter difendersi e contrastare un'aggressione armata.
Vi invito quindi a provare una lezione di FMA e a toccare "con mano" se la disciplina può fare al caso vostro.

Vi saluto come mi è stato insegnato:
Maramin salamat po.
A presto e buona Escrima.

sabato 12 settembre 2015

Corso di Pinoy Combat Escrima - By Sherden Academy (Palestra INNOVATION A.S.D.)



CORSO DI PINOY COMBAT ESCRIMA
Istruttore: Fabio Cinesu
Contatto FB: Fabio Shardana

Attrezzatura consigliata:
Protezioni: Maschera da scherma o escrima, guanti da hockey (o similari), occhiali antinfortunistici, conchiglia e paradenti.
Armi: Bastoni di varia lunghezza e simulatori di lame.

PINOY COMBAT ESCRIMA.
Si divide in tre sezioni formative:

1) De Campo (combattimento con armi da taglio)
2) Solo Baston (combattimento con i bastoni)
3) Cadena de Mano (combattimento a mani nude)

De campo.
Comprende i metodi di formazione e insegnamento della scherma storica Filippina in campo di battaglia e in duello, con spada o lancia. I concetti e i principi fondamentali e pratici vengono trasmessi e messi in pratica in un modo molto realistico di scontro armato .
La conoscenza essenziale e l'istinto di sopravvivenza nel voler agire sul controllo dell'aggressore in un scenario in cui gli attacchi con una lama (di varie dimensioni), potrebbero essere fatali.
Il duello avviene con varie tipologie di armi. Così da fornire un'ampia visuale del combattimento con le armi bianche. Molto utile per capire le problematiche del combattimento realistico con una arma da taglio.

Solo baston.
Metodo di formazione per gli scenari in cui si utilizzano armi contundenti (bastoni, mazze o armi occasionali), tecniche e concetti immediati adatti ad attacchi in spazi limitati e tempo di reazione ridotti in caso di aggressione. Il sistema si focalizza sul combattimento difensivo/offensivo e fulmineo nella media e corta distanza.
La pratica viene stimolata a livello mentale e fisica, dando al praticante il tempo di apprendere e mettere in atto i principi e concetti, con e senza armi, riferito a situazioni di colluttazione o rissa.
Qui vengono messi in atto i vari concetti del “Push & Pull” con le tecniche di “sicurezza” (Escapo e Salun), che permettono di imparare l’utilizzo effettivo e corretto del bastone singolo o doppio.

Cadena de mano.
II nostro metodo di insegnamento include prevalentemente il pugilato Filippino i concetti di trasposizione delle tecniche armate nel combattimento a mani nude. Risulta un serio ed efficace metodo di difesa personale.
Una posizione chiave per il Cadena de Mano, del sistema “pinoy boxing”, è il concetto della figura 8, usata dai micidiali pugili filippini sul ring. Abbinando quasi tutti i principi del combattimento armato (a mani nude) e il famigerato bolo punch, ha dato loro modo di dimostrare ai grandi pugili americani la validità dell'Arte del pugilato filippino. Oggi quasi scomparsa a causa di un regolamento ferreo delle varie federazioni mondiali di boxe. Lo studio accurato tramite materiale fotografico e vecchi filmati del 1900 al 1960 delle scuole di boxe nelle filippine, ci è stato molto di aiuto negli ultimi 20 anni della nostra ricerca.

Link su Facebook:

lunedì 31 agosto 2015

Stage di Scherma Bolognese a Cagliari (26-27 Settembre)


Stage intensivo di due giorni sullo studio delle tecniche schermistiche di spada a una mano di stile bolognese secondo i Maestri di scherma rinascimentali Antonio Manciolino, Anonimo Bolognese e Achille Marozzo.
Lo stage si terrà alla palestra Innovation A.S.D in Via Cristoforo Colombo 14 a Selargius nei giorni 26 e 27 Settembre dalle ore 9:30 alle 19:00. Per prenotarvi e richiedere informazioni potete contattare gli organizzatori Scherma Storica Cagliari e Castellani Historical Fencing tramite un messaggio o al 3402440767 La richiesta di prenotazione è obbligatoria in maniera tale da potervi procurare l'attrezzatura schermistica. Grazie a tutti

Presentiamo l'istruttore dello stage Andrea Morini, istruttore della Sala d'Arme Achille Marozzo, Roma.

Curriculum Schermistico:

Scopre la scherma storica nel 2005 e inizia la pratica presso una piccola associazione romana. Data la carenza di utilizzo delle fonti storiche, la lascia poco tempo dopo per seguire i corsi della Sala d'Arme Achille Marozzo (SAAM).
Negli ultimi 9 anni ha studiato le seguenti materie: spada sola, spada e cappa, spada e rotella, daga, daga e cappa, spada e targa, partigiana e rotella, spada e brocchiere e armi in asta sui trattati di alcuni maestri italiani rinascimentali (Achille Marozzo, Antonio Manciolino, Giacomo di Grassi e Anonimo Bolognese), spada a due mani, lotta, azza, lancia, spada e brocchiero da trattati medievali di maestri italiani e non (Fiore de' Liberi, Filippo Vadi, I.33, Le Jeu de la Hache), navaja del Baratero e diverse altre tecniche tratte dai maestri Francesco Altoni, Anonimo Riccardiano, Pallas Armata, Rosaroll Scorza.

Nel 2009 divenuta Assistente Istruttore SAAM

Nel 2013 raggiunge il grado di Istuttore SAAM.

Dal 2009 tiene regolarmente corsi a Roma.

Nel 2012 pubblica il saggio "Manoscritto I.33", con Riccardo Rudilosso e Federica Giordani

Dal 2013 diviene membro della Historical European Martial Arts Coalition:


Nel 2014 pubblica un saggio in versione digitale sull’opera di Giacomo di Grassi, “Ragione di 
Adoprar Sicuramente l’Arme” insieme a Riccardo Rudilosso

Ha inoltre scritto alcuni articoli per pubblicazioni e riviste specializzate:

* Articolo sull’interpretazione del Manoscritto I.33 all’interno della pubblicazione: Questione di metodo: la bottega dello storico e i suoi strumenti nell’approccio alla Scherma Storica, atti colloquio internazionale GISS, Roma 2009

* Using the poleaxe in medieval times


* On the flat parry


* 15th and 16th century Italian wrestling analogies


Ad oggi ha partecipato a diversi seminari e ne ha tenuti alcuni nei maggiori eventi HEMA (Digione, Vienna, Firenze).

E’ tra gli ideatori e organizzatori di Florentia, evento HEMA internazionale che si svolge annualmente a Firenze.

Riguardo l’ambito puramente sportivo, ha partecipato e arbitrato in decine di tornei nazionali, conquistando:

* un primo posto di spada e rotella nel nel torneo italiano UISP 2009
* un secondo posto nella stessa disciplina nel torneo italiano UISP 2011
* un terzo posto nel torneo italiano UISP di spada da terreno nel 2012
* un terzo posto nel torneo Storicombat FIS di spada e daga nel 2012
* un terzo posto di spada a due mani nel torneo italiano UISP 2013

* un secondo posto in partigianette e rotella nel medesimo torneo


Evento su Facebook: 

mercoledì 22 luglio 2015

Sulle polemiche riguardanti "Sa Battalla" di Sanluri

Non si sono ancora spente le luci su "Sanluri 1409, Trame di Storia", la rievocazione storica della dura sconfitta subita dall'esercito Sardo/Arborense agli inizi del 15° secolo ad opera dell'esercito Catalano-Aragonese guidato da Martino il Giovane, che già emergono i dissapori legati alla conduzione di quest'evento. Un recente articolo del giornale "L'Unione Sarda" si intitola "Sa battalla? Un flop: soldi sprecati", come se un evento commemorativo potesse essere valutato in base al numero dei partecipanti. Immaginatevi titoli come "Funerale di Tizio Taldeitali, un flop assoluto" oppure "Commemorazione della morte di Caio Sempronio, una delusione, ridotto numero di spettatori" non sono un granché vero? Sinceramente mi sembrano anche di cattivo gusto. Perché di questo si tratta, della rievocazione di una dura sconfitta, di un massacro. I partecipanti (praticamente tutti Sardi, anche quelli in veste Aragonese) partecipano non per ricevere soldi (cosa che oltretutto non accade) o per mangiare gratis ad una cena, ma per puro spirito patriottico e storiografico. Immaginate quanto possano essere contenti di leggere questi titoli gli appassionati che, dopo una giornata di lavoro, dedicano le sere a cucirsi il proprio abito, ad impennare frecce o a costruirsi pezzi d'armatura. Non sono contenti, sono incazzati neri, ed io penso di poter essere un buon metro di paragone, essendo un rievocatore, uno di loro! Non so quali meccanismi ci siano stati dietro l'organizzazione dell'evento, perché il comune di Sanluri abbia voluto bandire un concorso per la sua organizzazione (cosa che peraltro mi pare trasparente e legittima!) e perché incomprensibilmente associazioni che fino a ieri avevano contribuito a realizzare la manifestazione si siano "stranamente" tirate indietro. Sinceramente non me ne frega un fico secco. L'articolo cita 20.000 euro stanziati per l'evento, dimenticando che nelle passate edizioni vennero stanziati anche 60.000 euro. Dunque se la matematica non è un opinione: con 20.000 euro si ottengono mille presenze, con il triplo dei fondi si ottiene il quintuplo delle presenze. Per qualche strano motivo nella rievocazione partecipano (a botte di 20.000 euro!) mediamente 2000 persone in più, con un andamento esponenziale (?!?) Il genio autore di questi calcoli dovrebbe perlomeno spiegare secondo quale logica del vattelapesca si riesca ad ottenere questo andamento, perché decisamente non vi è alcuna logica dietro. Forse con i restanti 40.000 euro si sarebbe riusciti a rendere la manifestazione cinque volte più affollata? Non mi sembra possibile (l'articolo non lo scrive, io si!) visto che non ci sarebbero stati fisicamente gli spazi all'interno del paese per ospitare un numero simile di spettatori, sempre di non stiparli in cima ai tetti! Eh già, perché l'articolo NON dice che è venuto a mancare il "campo" di battaglia, seminato anzitempo, visto l'andazzo non proprio positivo che stava prendendo l'evento. Perché, infatti, a tutti era noto il clima di dissapori, velate insinuazioni e ridicole scenate che si sono perpetuate prima durante e dopo l'organizzazione della battaglia. Manifestazioni collaterali e notizie contrastanti si sono affastellate nelle settimane precedenti la rievocazione. Naturalmente tutto questo non viene riportato! Sia mai, è evidente invece l'equazione "assenza campo di battaglia = diminuzione del pubblico". Detto francamente: ho preferito vedere due masse compatte di fanti che combattevano come due corpi distinti lungo la strada che portava sino al castello, piuttosto che vedere con i binocoli un rievocatore ogni 2 metri in un campo grande un ettaro. Ho preferito non assistere all'inutile carambola dei cavalli su e giù per il campo, facendo volentieri a meno di vedere scene ridicole, che avrebbero fatto rivoltare qualsiasi associazione animalista, con cavalli sfregiati dagli speroni dei loro "prodi" balenteddos. Ho decisamente fatto a meno di sentire improbabili radiocronache dove lo speaker si chiedeva perché fosse presente la bandiera dei quattro mori "dalla parte sbagliata" (SIGH!), ignorando quindi totalmente quale sia l'origine e la storia della nostra attuale bandiera. Ho fatto a meno di molte cose, gradendone altre. Mi è piaciuto la cronaca svolta dall'archeologo Nicola Dessì (persona laureata e specializzata in una materia attinente!), mi è piaciuta la conferenza vista il giorno prima, in cui il Professor Pinna (docente di archeologia medioevale) ha esposto l'utilità della dicotomia rievocazione-ricerca. Chi meglio di lui per parlare di quest'argomento, stimato ed impegnatissimo e professore relativamente "giovane", relatore di diverse tesi di laurea innovative che hanno utilizzato questo approccio? Mi è piaciuto il dramma teatrale sui fatti accaduti dopo la battaglia inscenato dall'Ass. Memoriae Milites, mi è piaciuto il coinvolgimento dei ragazzi e delle ragazze con le magliette rosse, visto che sono i giovani il futuro della nostra memoria.
Certo, ci sono cose che mi sono piaciute di meno, come il caldo bestiale che ha messo K.O. la maggior parte dei rievocatori, i quali comunque hanno stoicamente continuato a combattere, non solo per finta, visto che alcuni hanno 30 kg di metallo addosso e se le danno (in sicurezza) di santa ragione. Non mi è piaciuto che l'evento fosse così distante dalla data reale dell'evento, o che il palco fosse troppo vicino al castello, ma questi sono DETTAGLI. Come rievocazione forse è stata l'edizione migliore che io abbia visto, e vi partecipo dal 2009. Continuo a non capire l'avversione delle associazioni che non hanno partecipato all'evento e questa volontà di osteggiare la manifestazione, come se Sanluri, un modesto paese al centro di una pianura agricola ormai semi-abbandonata qual'è il Campidano, con le ultime attività in fase di declino o morte inevitabile, senza sbocco a mare e senza particolari bellezze naturali, possa permettersi di perdersi una forte attrattiva come Sa Battalla. Gli eventi storici che videro Sanluri come sfondo per battaglie ed incontri diplomatici tra i potenti del tempo, potrebbe essere un jolly da sfruttare per contribuire a rendere il paese più ricco di quanto non sia attualmente. Tutte queste potenzialità, invece, sono state snobbate per i soliti motivi che impestano noi Sardi: campanilismo, insensata presunzione e xenofobia tra diversi paesi della Sardegna. Come se fosse importante il fatto che la rievocazione sia organizzata da una ditta di Villacidro piuttosto che da una di Sanluri! Ci si dimentica che LA BATTAGLIA di SANLURI, intesa come evento storico e come rievocazione, non appartiene A NESSUNO, in quanto patrimonio immateriale di TUTTI I SARDI e di tutti gli appassionati di storia di TUTTO IL MONDO.

Cordialmente,
Lessà

sabato 28 febbraio 2015

SHC (Sardinian HEMA Championship) 2015


Con grande piacere annuncio il secondo appuntamento del S.H.C. (Sardinian H.E.M.A. Championship) organizzato dall'Associazione "Le Quattro Porte" di Cagliari. Quest'anno saranno disponibili due categorie per la spada lunga (volgarmente conosciuta "ad una mano e mezza" nel circuito schermistico storico). I dilettanti potranno partecipare nella sezione "Beginners" con le spade in nylon, mentre gli schermidori più smaliziati potranno accedere ai combattimenti con le spade in metallo (federschwert). Non sarà possibile partecipare in entrambe le categorie.
Per ulteriori informazioni ed indicazioni sull'evento di domani rimando al sito e alla pagina facebook dell'evento.

SITO UFFICIALE S.H.C.
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