sabato 9 febbraio 2019

Massacro Medioevale: ferite da combattimento e qualche nota di Scherma S...



Il presente video è stato registrato durante la mia preparazione per l'esame di antropologia scheletrica, in cui mi è capitato di analizzare uno studio di antropologia forense svolto sugli individui di una fossa comune risalente alla fine del 1200 - metà del 1300 dopo Cristo, in Danimarca (Naestved). I corpi rinvenuti nella fossa comune mostravano diversi segni di ferite traumatiche con oggetti lunghi e affilati. Lo studio che hanno sviluppato i paleopatologi è complesso quanto affascinante, poiché ne avrebbero dedotto che gli individui erano dei popolani di circa 30-40 anni di età, che in passato non dovevano aver partecipato a molti conflitti, e che hanno trovato la morte affrontando probabilmente dei nemici a cavallo. Dallo studio se ne deduce anche il modo con cui venivano sferrati i colpi tra fanti armati di scudo, e quali erano le ferite che più frequentemente venivano inferte, dando indicazione anche sul tipo di armamento che dovevano possedere questi uomini.
Se se interessato a saperne di più, ti rimando alla presentazione dell'articolo che ho fatto per il mio esame di biologia dello scheletro umano.

https://www.scribd.com/document/399220255/Wounded-to-the-bone-presentazione-di-articolo-di-archeologia-forense-in-italiano-Sandbjerget-Denmark-AD-1300-1350

giovedì 7 febbraio 2019

Ringraziamenti 500 sub. e quale futuro per il canale





Un anno fa il canale contava meno di cento iscritti, e i video caricati erano ancora quelli "di vecchio stampo".

Penso sia stato durante il soggiorno e dopo il ritorno dall'inghilterra, con la pubblicazione del primo video sui pugilatori di Mont'é Prama (2017), che ho iniziato seriamente a riorganizzare il canale con nuovi contenuti. Basta video di combattimenti e di rievocazioni, benvenute spiegazioni e recensioni. Dal giorno ho iniziato a controllare youtube, e ad inserire tuto quello che mancava: recensioni di attrezzature da scherma, recensioni dal punto di vista dei duelli in film e serie, spiegazioni sulle HEMA (scherma storica) e su armi e armature, modalità di combattimento in antichità e approccio ricostruttivo a quest'ambito.

I progressi fatti sono stati tanti, e i 500 iscritti al canale lo dimostrano. Si può fare di più (come diceva quella vecchia canzone), in futuro sono previste diverse novità e la produzione di nuovo materiale cartaceo da far conoscere, ho appena inaugurato con l'amico S. Garau una mostra che ha appena iniziato ad ingranare, e tutto il materiale presente aspetta solo di essere filmato e commentato. Sto finendo la specializzazione in archeologia, e quindi a breve ci sarà da scegliere tesi e tirocinio.

Ci sarà di che divertirsi.



Se siete curiosi di vedere cosa ci aspetta nel futuro, iscrivetevi o condividete i video.

Grazie del supporto



Alessandro (SW)

venerdì 20 luglio 2018

Video: AMSICORA, il ribelle


La figura di Amsicora, nonostante la sconfitta, si è tramandata nei secoli.
"Dux Sardorum" lo definiscono gli autori latini che ne hanno tramandato l'esistenza (Polibio, III, 96, 7 e segg. e soprattutto Tito Livio, libri XXII e XXIII).
Il suo suicidio a seguito del suo fallimento, o forse per il dolore della morte del figlio, sono ancora oggi un esempio di abnegazione assoluta e di grande coerenza morale.

Amsicora's name, even in the defeat, has passed through the centuries.
Roman authors refer to him as the head of the whole Sardinia: "Dux Sardorum".
Expecially Livy and Policy.
Amsicora suicide after he loses the battle against the Romans, or maybe because the death of his son Hosto, is still an example of great coherence and abnegation.

Video realizzato grazie ai rievocatori dell'associazione Memoriae Milites.

Armi e Armature, soggetto, sceneggiatura e montaggio: Alessandro Atzeni

Attori e comparse: Pierluigi Piludu, Antonino Fadda, Valentina Cutaia, Alessandro Atzeni, Luca Bernardini.

Cameraman: Tonino Mura, aiuto cameraman: Milena Carrau

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mercoledì 8 novembre 2017

Cinema e Sardegna Archeologica. Dov'è il problema?

Ieri sera hanno trasmesso per la milionesima volta il famoso film di Robin Hood con Morgan Freeman e Kevin Costner. Alla famosa scena con il ladruncolo ed i soldati con i cani al guinzaglio, girata presso l'albero di sicomoro sul Vallo di Adriano (dove sono stato con la mia compagna quando vivevo in Inghilterra) devo ammettere di essermi emozionato.

Il famoso "Sycamore Gap" un singolare albero di sicomoro cresciuto in un suggestivo passaggio del Vallo di Adriano (Inghilterra del Nord).


Freeman e Costner sul Vallo di Adriano, durante la realizzazioe del film.

Mi è venuto da pensare allora a cosa servano i film storici, a quale sia il loro scopo.
Forse i film (in particolare quelli con ambientazione storica) non raccontano forse le vicende di un dato territorio? Robin Hood è l'esempio principale: quanti di noi sono cresciuti sognando di andare prima o poi nella foresta di Sherwood o nella città di Nottingham? Quanti altri film sapreste elencare, dove vengono presentati posti fantastici, o monumenti di rara bellezza che voleste visitare almeno una volta nella vita? Fate il caso della serie televisiva Poldark, ambientata in Cornovaglia, la miniera presso cui sono state girate le varie scene del film non è assolutamente relazionata (in realtà) al personaggio, ma quando ho visitato di persona il sito, il monumento era preso d'assalto da persone che avevano visto la serie. Allora non è forse vero che i film in fondo servano anche a questo, a promuovere un territorio? Il "Sycamore Gap", come viene chiamato, è a decine di miglia da Sherwood e Nottingham, ma il regista l'ha voluto inserire comunque nel film, per l'eccezionalità dei luoghi e per la bellezza del paesaggio. Quando rivedo questa scena penso a registi meno famosi, ma certo non meno talentuosi che hanno fatto lo stesso in Sardegna, magari inserendo la bellissima Pedra Liana (Gairo) sullo sfondo.

"Nuraghes s'Arena" del regista Mauro Argoni. Sullo sfondo l'imponente monumento naturale Pedra Liana di Seui.

Ma allora a cosa è dovuta questa avversione che si osserva in Sardegna per fare cinema di qualità, magari storico, che leghi la bellezza dei luoghi con l'uso scenografico dei nostri beni archeologici (con la dovuta tutela che richiederebbe un uso simile)?
Ci siamo onestamente rotti le scatole dei soliti film su pastori e banditi, o su qualche autore sconosciuto che non ha letto quasi nessuno in Italia.
Continuamo (continuano!) a promuovere un'idea di Sardegna ancorata al passato, dove si ripetono sempre i soliti stereotipi ed i soliti cliché. Fate un film su Eleonora d'Arborea, decente, come quello mai uscito filmato almeno 10 anni fa. Fate un film sul periodo romano, cartaginese, nuragico (come il bellissimo Nuraghes - S'Arena). Sfruttate la bellezza dei nostri paesaggi e della nostra storia.
Perché fare cinema, a livello locale, è anche valorizzare le bellezze del territorio.
Pensate alle ricadute che ha avuto l'arcipelago Maltese, o l'Irlanda per l'uso di alcune località legate alla produzione del Trono di Spade (altra nota serie televisiva). Non si contano i pacchetti turistici per chi volesse visitare le location più note del telefilm. Sotto questo aspetto l'Irlanda la fa da padrona: ricordo ancora che un anno fa si facevano le selezioni a Dublino per le comparse di Vikings, e quest'anno uscirà il secondo film della trilogia di Guerre Stellari, anche questo girato per lo più sulle Isole Skellig, dove è localizzato un suggestivo monastero.

Ricostruzione di nuraghe polilobato in Nuraghes - S'Arena, di M. Aragoni. La ricostruzione è del bravissimo A. Fele (chapeau), mi domando se non sarebbe stato più bello vedere un monumento come il Santu Antine di Torralba, con le parti mancanti realizzate in CG. Probabilmente non è stato possibile! 

E allora perché tutti questi problemi per l'utilizzo dei nostri monumenti (non solo naturali) in serie tv, copertine di libri, film, corti e quant'altro?
Questo di certo non aiuta la promozione del nostro territorio. Anzi, spesso i soldi del cinema sardo finiscono altrove, o magari per l'ennesimo film di pastori e banditi, classici stereotipi. A quando un film storico girato in Sardegna​ come dio comanda?
Meditate gente, meditate!

Salludi!

venerdì 20 ottobre 2017

Una sintesi sul mercato delle giacche da Scherma Storica (HEMA).


Gli ultimi cinque anni di scherma storica, con la produzione della prima giacca “Axel Pettersson” da parte della nota casa produttrice “SPES”, hanno visto un continuo progresso nel campo delle protezioni per la scherma storica (HEMA).
Attualmente il mercato è conteso da quattro o cinque case di produzione: SPES, PbT, London Paul, Neyman Fencing, Gajardoni, e poche altre meno note (l'americana Absolute Force, ecc).
Ogni prodotto ha i suoi pregi e i suoi difetti, e pur esistendo giacche tutto sommato “buone”, siamo ancora lontani dal vedere sul mercato la “giacca perfetta”. Anzi, le migliorie apportate alle giacche Pettersson e PbT, nel tempo sembrano solo aver aumentato la quantità di protezioni sulla giacca, aumentando peso ed ingombro, invece che migliorare con nuovi materiali più leggeri e resistenti un design già vincente. Facciamo il caso della già citata giacca SPES modello Pettersson, un ottimo esempio per descrivere una serie di aspetti positivi e negativi.

Migliorata e perfezionata nei modelli “PRO” e “Hussar” la giacca, con un evidente richiamo alle giacche d'arme (giubba o zuppa d'arme, volgarmente detto “gambesson”) del 1400 d.C., con spalle rigonfie, ma avambracci aderenti. Il primo modello, rispetto all'originale ha avuto un miglioramento netto nella sua durabilità, con l'aggiunta di un piastrone di cuoio nero con velcro. La protezione alle braccia invece è stata perfezionata da spallacci, parabracci, gomitiere e cannoni per l'avambraccio realizzati in plastica. Quello che però sembrerebbe un ottimo prodotto, è stato scartato dagli acquirenti per una serie di motivi: costo eccessivo (300 €), poca mobilità per le braccia, peso e ingombro eccessivi per una giacca dedicata ad una disciplina detta appunto “scherma in camicia”. Senza contare il fatto che lo stesso “creatore” (in realtà il suo primo famosissimo tester) Axel Pettersson, non utilizza nella pratica torneistica il modello migliorato, ma sempre la sua versione “di base” (una preferenza personale dovuta alla mobilità o un semplice errore di sponsorizzazione?).
Inoltre l'ingresso sul mercato di una seconda giacca, quasi identica alla prima, la Hussar, non fa che confondere il compratore, che si trova per la stessa marca ben tre o quattro modelli diversi, e mai con tutti gli attributi in un solo modello. Abbiamo così una giacca molto mobile ed essenziale nel primo caso, una giacca ingombrante ma protettiva nel secondo, e una resistente alla perforazione (800N) nel terzo, ma con un prezzo spropositato e senza le migliorie essenziali del secondo modello (protezioni per le braccia in plastica). Vi è infine la versione “Gambesson”che risulta una costosa via di mezzo tra i primi due modelli.
I prodotti SPES sono essenzialmente delle giacche da scherma torneistica HEMA, ispirate a modelli rinascimentali. Hanno uno stile ed un eleganza notevoli, ma non possiedono in nessun caso il livello di protezione richiesto per tutelare la cassa toracica e i fianchi (costole e costole fluttuanti) dai colpi di una spada ad una mano o a due mani. L'unica cosa che separa lo schermidore dall'infortunio, è uno strato neanche troppo spesso di tessuto imbottito.
I modelli PbT invece presentano numerose protezioni plastiche incorporate nella giacca tramite tasche.
Il primo modello, essenziale, si chiude posteriormente, pur essendo più sicuro, usa un metodo di chiusura a zip, complesso ed ingestibile da soli. Meglio il modello SPES a chiusura laterale. Nel primo esempio PbT esisteva solo una protezione per il deltoide della spalla (simile a quelli morbidi da moto), introvabile in tutti gli altri prodotti elencati. Le maniche erano praticamente vuote, una soluzione utile per chi fa scherma con rapier o smallsword, pericolosa per spade ad una mano o a due mani, sciabole o simili. Protezioni per braccio e gomito vendute separatamente da altri concorrenti non proteggono tuttavia tra il gomito e la spalla. La giacca protegge lo schermidore con 5 piastre (2,1,2) inserite in tasche nella giacca, frontalmente e sui fianchi. Il tipo di materiale è tuttavia inadatto per il contatto con armi come spada a una o due mani, che non colpiscano solo di stoccata. Questo è un problema facilmente risolvibile con una lastra di polietilene estremamente sottile, dal costo di una decina di €, acquistabile in un negozio di bricolage. Questa soluzione risulta al tempo stesso leggera e utile a distribuire la forza da dissipare sulla protezione morbida fornita di base. Tuttavia, dopo la cospicua spesa per una giacca finita, questo non è ammissibile per l'acquirente.
Il modello successivo risulta implementato nella protezione del gomito e dell'avambraccio.
Sembra che tuttavia queste protezioni non si possano rimuovere, risultando un ingombro superfluo per alcune categorie di schermidori, praticanti di striscia (rapier), smallsword et cetera.
In generale, inoltre, la giacca è particolarmente brutta da vedere. Ingigantisce il bersaglio del corpo e presenta tutti i difetti del modello precedente, anche se l'imbottitura sui fianchi sembra aumentata da un paio di strati in più. Entrambi i modelli vestono sulla persona come degli scafandri rigidi, più simili ad un tubo che ad altro. Inoltre la giacca ha la pessima caratteristica di sollevarsi quando si sollevano le braccia (a causa delle spalle molto aderenti), scoprendo così i fianchi.

Ne risulta un quadro disastroso, in cui l'utente non ha idea di cosa scegliere, finendo per comprare più di un modello, adattandolo poi nel tempo a diversi usi, ma risultando comunque sempre inadeguato. Sarebbe invece richiesta una giacca che unisca tutti i pro ed elimini i contro.

Alcune indicazioni su cosa pensiamo sia necessario:

-Uno stile preciso.
Non è necessario che il riferimento sia medioevale o rinascimentale (ne è saturo il mercato). Sarebbe interessante qualcosa simile ai modelli 600eschi, come sta facendo la Neyman Fencing, o anche 800'eschi, come la Gajardoni, su modello delle giacche dei maestri di scherma e dei sabreurs.

-Un modello che sia modificabile (custom) dall'utente, permettendo di rimuovere le protezioni, sfilare persino le maniche per fare sparring estivi o con un clima più caldo (certo non per un torneo).

-Che il modello sia largo di spalle, evitando che si sollevi con le braccia.

-Che possieda una fascia posteriore per regolare quanto stringa sui fianchi la giacca, ed evitare che si muova.

-Che la giacca si chiuda di lato.

-Che la giacca abbia il risvolto per il collo, per evitare che le punte passino sotto la maschera.

-Che le maniche si infilino dentro i guanti.

-Anche questi richiederebbero un progetto a sé, in quanto spesso i diversi modelli non combaciano con le maniche e le protezioni di una giacca specifica (il mercato inoltre lamenta la mancanza di guanti da sciabola e la spada da lato 400esca).

-Che la giacca abbia un minimo di imbottitura per la schiena, in caso di proiezione a terra.

-Che il materiale impiegato (se non anti-perforazione) sia almeno traspirante.

-Che ne esista una versione da 800N.

-Che esistano delle protezioni aggiuntive per braccia e spalle, acquistabili anche separatamente ma studiate per fissarsi alla giacca, possibilmente senza stringhe o ganci sotto cui si infili la lama avversaria.

-Che queste protezioni siano adattabili al corpo, e che (se colpite) non facciano eccessivo rumore, tale da far sembrare che il più debole dei colpi sia invece dato con vigore (negativo per chi lo sferra e per chi lo subisce).

Spero che queste osservazioni siano utili per lo sviluppo di un nuovo modello, adatto alle esigenze dei praticanti di scherma storica.

In fede,
Alessandro Atzeni.

venerdì 13 ottobre 2017

HISTORIA: Storie di Sardegna TCS 13-10-2017



Il programma Historia parte oggi alle 21:30
Su TCS Canale 13 del digitale.

Oggi si parlerà di epoca nuragica.
Le ricostruzioni sono state curate dall'associazione Memoriae Milites!

La puntata sul medioevo a Borutta sarà venerdi 20!

La puntata del "Multiepoca" ad Iglesias sarà venerdi 27!

Programma condotto e diretto da Kevin Lai,
con interviste ad archeologi quali Mauro Perra, storici e specialisti del settore!
Non perdetela!

sabato 19 agosto 2017

Conferenza I GUERRIERI di MONT'E PRAMA - Porto Torres 26/08/17



Sabato 26 Agosto 2017, presso l'area archeologica della Necropoli Romana di Porto Torres (via Livio 53), sarà presentato il libro di Alessandro Atzeni "GHERRERIS: Dai bronzetti alle statue di Mont'e Prama", una conferenza organizzata da PIETRINO SECHI della fondazione VIA LIBIO 53.
La serata si svolgerà in tal modo:

18:30
Visita al complesso monumentale, con le tombe ipogeiche ad Arcosolio di epoca Romana.

19:30 
Conferenza riguardo il libro di A. Atzeni, con esposte le scoperte più importanti: Il guantone armato dei "Gladiatori" di Mont'é Prama, ed altre interessanti ipotesi al riguardo.
Saranno inoltre presenti diversi manufatti ricostruiti, oltre ad un figurino di guerriero in scala 1:1.

20:30
Aperitivo finale.


Non mancate! 

Massacro Medioevale: ferite da combattimento e qualche nota di Scherma S...

Il presente video è stato registrato durante la mia preparazione per l'esame di antropologia scheletrica, in cui mi è capitato di anal...