giovedì 5 maggio 2016

Kali-Escrima/Fencing meetings in Oxford

For centuries the Filipino Martial Arts has been practiced in the discretion of parks and gardens, in an informal way, between people interested in learning how to defend himself. If you're interested in historical fencing and Kali/Escrima and you live in Oxford, get in contact with us, We are pratictioners with different backgrounds (various styles of kali and historical fencing), interested in develop a group of study about armed/unarmed martial arts. You don't need great equipment, because we want just meet other people with the same interest of us.
Send me a message here or on facebook and let's have a talk.
Hope to meet you on the grass of the park.
Cheers. 

martedì 26 gennaio 2016

50.000 visite!



Il blog ha raggiunto le 50.000 visite uniche. Personalmente mi sembra un grande traguardo, considerando che ho riversato su questa piattaforma solo 133 post, spesso non particolarmente interessanti, legati perlopiù ad eventi di rievocazione storica che venivano pubblicizzati. Bisogna considerare, inoltre, che è da parecchio che non scrivo sul blog, a causa dei numerosi impegni. In questi anni sono successe diverse cose, e non trovo più il tempo per scrivere come facevo agli inizi, quando il blog è nato per gioco come piattaforma su cui pubblicare gli eventi di rievocazione storica del gruppo Memoriae Milites. Come sapranno i lettori più assidui, da qualche anno a questa parte ho dirottato tutti i post inerenti gli appuntamenti di rievocazione storica dell'associazione nel blog ad essa dedicato e da me gestito. Su questo blog, invece, ho voluto dare la precedenza a recensioni, impressioni, resoconti, stage e via dicendo. L'ultima novità, recentissima e sconvolgente, è stata il cambio di paese, e quindi di lingua. Ho intenzione di scrivere sempre di più, specialmente in inglese. Ormai il blog scritto in italiano sta andando avanti da solo, benché io non stia scrivendo molto le visite continuano a fioccare, infatti, siamo passati dalle famose 43.000 visite di novembre 2014 alle 50.000 di questo dicembre 2015/gennaio 2016. Significa che un anno dopo si sono sommate circa 10.000 visite. Non male, ma non sono certo numeri impressionanti. Come ho già scritto hanno influito diversi fattori: ho scritto due libri (il secondo attualmente in pubblicazione), una serie di articoli su riviste regionali e nazionali, mi sono laureato con una tesi che è stata giudicata dalla mia relatrice per la parte archeologica, Anna Depalmas, "pioneristica". Inoltre sto concludendo una serie di progetti che avevo abbandonato o rallentato notevolmente. Insomma il futuro è carico di novità. Vi invito a seguirmi su facebook, sulla mia pagina Sardinian Warrior, dove più o meno periodicamente pubblico qualche perla recuperata dai miei hard disk, e su youtube, dove negli ultimi sei mesi ho pubblicato circa un centinaio di video inediti. Vi auguro un caro saluto, e non dimenticate di cliccare, condividere, mettere mi piace ed iscrivervi. 



Goodbye

domenica 20 dicembre 2015

Sardinian Warrior is Back in UK




Sardinian Warrior is back in UK and it will remain for a long time.

Now start this new adventure in a new country. After 8 years of reenactment and historical fencing in Sardinia (Italy), i've moved to UK. Why? Because life is strange. I've stayed in England for the past 3 weeks, and after a short journey back to my country i'm returned, for a long time i guess.
Now it's time to some action and demonstrate all that i have studied in the past 8 years. I'm a skilled handicraft reenactor, with experience in prehistoric (bronze age), roman and mid-14 cent reenactment. I have deeply studied Fiore dei Liberi's Flos Duellatorum treatise, and I have made a lot of reenacting events, fighting in the HMB, plus some experience in other treatises of fencing, I-33, Achille Marozzo and other styles of weapons, plus I'm instructor in Dynamic Archery (Combat Archery). I've also studied some Escrima and i'm disposed to learn new styles of combat and to teach what i've learned.
If you are in UK and are interested in what i do, contact me.
Cheers.
Alessandro Atzeni

mercoledì 23 settembre 2015

Perché iscriversi ad un corso di Kali/Arnis/Escrima Filippina (FMA)


Perché iniziare un corso di Kali/Arnis/Escrima?
Questa domanda, apparentemente banale, necessita di una giusta risposta.
Un interlocutore proveniente da un altra arte marziale (d'ora in poi A.M.) potrebbe rivolgervi la stessa domanda. Cosa gli rispondereste? Perché dovreste scegliere l'Escrima e non il Kung Fu? O il Taekwondo, o il Karate? O il Jujitsu o l'Aikido?
Non che in queste discipline ci sia qualcosa di meno (anzi, le reputo tutte interessantissime e meritevoli di essere studiate), cambia però l'approccio.
Se in ognuna delle sopra dette AM le armi vengono esplorate solo dopo che ci si è ben addentrati nella disciplina (ovvero dopo anni e anni di pratica), nelle Filipino Martial Arts (F.M.A.) si inizia a studiare un'arma fin dal primo giorno;
non finisce qui: le tecniche che studierete con un arma in mano saranno le stesse che poi applicherete a mano nuda (empty hand).
Sicuramente è questo il vero punto di forza delle FMA, la loro diretta applicazione in un contesto di combattimento è il secondo punto a favore. Se in una qualsiasi altra AM dovrete passare ore ed ore ripetendo apparentemente inutili kata, nelle FMA sarete (quasi) subito messi in gioco, a combattere contro un avversario (o a capire come arrivare a fronteggiarlo).
Bastone, coltelli, machete, pugni, sono queste le armi che imparerete ad usare e a fronteggiare: le loro differenze ed i loro punti di forza, le similitudini e le debolezze.
Questo perché in un contesto di vita reale è molto più probabile che qualcuno (purtroppo) cerchi di attaccarvi menandovi con un bastone, peggio ancora con un coltello o con un machete. Alla meglio in una colluttazione cercheranno di darvi un calcio, una gomitata/ginocchiata o un pugno, molto difficile che qualcuno cerchi di stendervi con un calcio rotante o con un haito uchi tirato in maniera pulita. Ancora più improbabile che vi assalgano con una spada, con un katana, una longsword o un alabarda, con un bo o con una lancia. La semplicità, la reperibilità e la pericolosità del trio bastone/coltello/machete riassume in pochi oggetti una grande generalità di armi ampiamente diffuse nella vita di ogni giorno, anche se non ci appaiono come tali (un taglierino, un paio di forbici, una mannaia, un martello, una pala, un cacciavite, un ombrello, una stampella, ecc).
Conoscere le armi quindi è fondamentale, l'arma amplifica la capacità lesiva del singolo. Un individuo apparentemente debole, per quanto possa essere minuto, con un coltello diventa pericoloso quanto una qualsiasi altra persona. Se questo vale per il vostro avversario, a maggior ragione varrà per voi che state studiando la disciplina armata. La conoscenza, lo studio e la tecnica allora diventano lo spartiacque tra chi può pensare di sopravvivere (magari malconcio, ma vivo) e tra chi finisce sulla pagina dei necrologi.

Esempio di aggressione armata nella vita di tutti i giorni (ricostruzione).

La parte più interessante del sistema è il concetto di "tante armi, un solo metodo": ovvero che si tratti di coltello, bastone, machete, o quello che vi pare, imparerete un modo di utilizzo che si adatta al maneggio di qualsiasi strumento. Non dovrete quindi perdere tempo ad iniziare da capo un nuovo percorso marziale ogni volta che cambierete la vostra arma di studio. Dal primo giorno di lezione inizierete a studiare inconsapevolmente tutte le armi, ed alcuni concetti appresi con le armi saranno (incredibilmente!) ancora più utili per capire persino le tecniche disarmate. Il tempo è la cosa più preziosa che avete (dopo il vostro corpo), ed è certo che basta ben poco tempo per acquisire i principi fondamentali del maneggio del bastone e del coltello; dopotutto, se Bruce Lee ha inglobato le tecniche di combattimento del Kali di Dan Inosanto nel suo proprio sistema (noto ai più come Jeet Kune Do) forse c'è molto più di quanto non si veda sotto la superficie.

"Guru" Dan Inosanto (a sinistra) con il defunto e mai troppo compianto Bruce Lee (a destra).

 Ovviamente la materia è ampia e profonda, e richiede il tempo dovuto per poterne diventare padroni, ma una cosa è realmente certa, ed è la brevità con cui si possono assimilare le basi per poter difendersi e contrastare un'aggressione armata.
Vi invito quindi a provare una lezione di FMA e a toccare "con mano" se la disciplina può fare al caso vostro.

Vi saluto come mi è stato insegnato:
Maramin salamat po.
A presto e buona Escrima.

sabato 12 settembre 2015

Corso di Pinoy Combat Escrima - By Sherden Academy (Palestra INNOVATION A.S.D.)



CORSO DI PINOY COMBAT ESCRIMA
Istruttore: Fabio Cinesu
Contatto FB: Fabio Shardana

Attrezzatura consigliata:
Protezioni: Maschera da scherma o escrima, guanti da hockey (o similari), occhiali antinfortunistici, conchiglia e paradenti.
Armi: Bastoni di varia lunghezza e simulatori di lame.

PINOY COMBAT ESCRIMA.
Si divide in tre sezioni formative:

1) De Campo (combattimento con armi da taglio)
2) Solo Baston (combattimento con i bastoni)
3) Cadena de Mano (combattimento a mani nude)

De campo.
Comprende i metodi di formazione e insegnamento della scherma storica Filippina in campo di battaglia e in duello, con spada o lancia. I concetti e i principi fondamentali e pratici vengono trasmessi e messi in pratica in un modo molto realistico di scontro armato .
La conoscenza essenziale e l'istinto di sopravvivenza nel voler agire sul controllo dell'aggressore in un scenario in cui gli attacchi con una lama (di varie dimensioni), potrebbero essere fatali.
Il duello avviene con varie tipologie di armi. Così da fornire un'ampia visuale del combattimento con le armi bianche. Molto utile per capire le problematiche del combattimento realistico con una arma da taglio.

Solo baston.
Metodo di formazione per gli scenari in cui si utilizzano armi contundenti (bastoni, mazze o armi occasionali), tecniche e concetti immediati adatti ad attacchi in spazi limitati e tempo di reazione ridotti in caso di aggressione. Il sistema si focalizza sul combattimento difensivo/offensivo e fulmineo nella media e corta distanza.
La pratica viene stimolata a livello mentale e fisica, dando al praticante il tempo di apprendere e mettere in atto i principi e concetti, con e senza armi, riferito a situazioni di colluttazione o rissa.
Qui vengono messi in atto i vari concetti del “Push & Pull” con le tecniche di “sicurezza” (Escapo e Salun), che permettono di imparare l’utilizzo effettivo e corretto del bastone singolo o doppio.

Cadena de mano.
II nostro metodo di insegnamento include prevalentemente il pugilato Filippino i concetti di trasposizione delle tecniche armate nel combattimento a mani nude. Risulta un serio ed efficace metodo di difesa personale.
Una posizione chiave per il Cadena de Mano, del sistema “pinoy boxing”, è il concetto della figura 8, usata dai micidiali pugili filippini sul ring. Abbinando quasi tutti i principi del combattimento armato (a mani nude) e il famigerato bolo punch, ha dato loro modo di dimostrare ai grandi pugili americani la validità dell'Arte del pugilato filippino. Oggi quasi scomparsa a causa di un regolamento ferreo delle varie federazioni mondiali di boxe. Lo studio accurato tramite materiale fotografico e vecchi filmati del 1900 al 1960 delle scuole di boxe nelle filippine, ci è stato molto di aiuto negli ultimi 20 anni della nostra ricerca.

Link su Facebook:

lunedì 31 agosto 2015

Stage di Scherma Bolognese a Cagliari (26-27 Settembre)


Stage intensivo di due giorni sullo studio delle tecniche schermistiche di spada a una mano di stile bolognese secondo i Maestri di scherma rinascimentali Antonio Manciolino, Anonimo Bolognese e Achille Marozzo.
Lo stage si terrà alla palestra Innovation A.S.D in Via Cristoforo Colombo 14 a Selargius nei giorni 26 e 27 Settembre dalle ore 9:30 alle 19:00. Per prenotarvi e richiedere informazioni potete contattare gli organizzatori Scherma Storica Cagliari e Castellani Historical Fencing tramite un messaggio o al 3402440767 La richiesta di prenotazione è obbligatoria in maniera tale da potervi procurare l'attrezzatura schermistica. Grazie a tutti

Presentiamo l'istruttore dello stage Andrea Morini, istruttore della Sala d'Arme Achille Marozzo, Roma.

Curriculum Schermistico:

Scopre la scherma storica nel 2005 e inizia la pratica presso una piccola associazione romana. Data la carenza di utilizzo delle fonti storiche, la lascia poco tempo dopo per seguire i corsi della Sala d'Arme Achille Marozzo (SAAM).
Negli ultimi 9 anni ha studiato le seguenti materie: spada sola, spada e cappa, spada e rotella, daga, daga e cappa, spada e targa, partigiana e rotella, spada e brocchiere e armi in asta sui trattati di alcuni maestri italiani rinascimentali (Achille Marozzo, Antonio Manciolino, Giacomo di Grassi e Anonimo Bolognese), spada a due mani, lotta, azza, lancia, spada e brocchiero da trattati medievali di maestri italiani e non (Fiore de' Liberi, Filippo Vadi, I.33, Le Jeu de la Hache), navaja del Baratero e diverse altre tecniche tratte dai maestri Francesco Altoni, Anonimo Riccardiano, Pallas Armata, Rosaroll Scorza.

Nel 2009 divenuta Assistente Istruttore SAAM

Nel 2013 raggiunge il grado di Istuttore SAAM.

Dal 2009 tiene regolarmente corsi a Roma.

Nel 2012 pubblica il saggio "Manoscritto I.33", con Riccardo Rudilosso e Federica Giordani

Dal 2013 diviene membro della Historical European Martial Arts Coalition:


Nel 2014 pubblica un saggio in versione digitale sull’opera di Giacomo di Grassi, “Ragione di 
Adoprar Sicuramente l’Arme” insieme a Riccardo Rudilosso

Ha inoltre scritto alcuni articoli per pubblicazioni e riviste specializzate:

* Articolo sull’interpretazione del Manoscritto I.33 all’interno della pubblicazione: Questione di metodo: la bottega dello storico e i suoi strumenti nell’approccio alla Scherma Storica, atti colloquio internazionale GISS, Roma 2009

* Using the poleaxe in medieval times


* On the flat parry


* 15th and 16th century Italian wrestling analogies


Ad oggi ha partecipato a diversi seminari e ne ha tenuti alcuni nei maggiori eventi HEMA (Digione, Vienna, Firenze).

E’ tra gli ideatori e organizzatori di Florentia, evento HEMA internazionale che si svolge annualmente a Firenze.

Riguardo l’ambito puramente sportivo, ha partecipato e arbitrato in decine di tornei nazionali, conquistando:

* un primo posto di spada e rotella nel nel torneo italiano UISP 2009
* un secondo posto nella stessa disciplina nel torneo italiano UISP 2011
* un terzo posto nel torneo italiano UISP di spada da terreno nel 2012
* un terzo posto nel torneo Storicombat FIS di spada e daga nel 2012
* un terzo posto di spada a due mani nel torneo italiano UISP 2013

* un secondo posto in partigianette e rotella nel medesimo torneo


Evento su Facebook: 

mercoledì 22 luglio 2015

Sulle polemiche riguardanti "Sa Battalla" di Sanluri

Non si sono ancora spente le luci su "Sanluri 1409, Trame di Storia", la rievocazione storica della dura sconfitta subita dall'esercito Sardo/Arborense agli inizi del 15° secolo ad opera dell'esercito Catalano-Aragonese guidato da Martino il Giovane, che già emergono i dissapori legati alla conduzione di quest'evento. Un recente articolo del giornale "L'Unione Sarda" si intitola "Sa battalla? Un flop: soldi sprecati", come se un evento commemorativo potesse essere valutato in base al numero dei partecipanti. Immaginatevi titoli come "Funerale di Tizio Taldeitali, un flop assoluto" oppure "Commemorazione della morte di Caio Sempronio, una delusione, ridotto numero di spettatori" non sono un granché vero? Sinceramente mi sembrano anche di cattivo gusto. Perché di questo si tratta, della rievocazione di una dura sconfitta, di un massacro. I partecipanti (praticamente tutti Sardi, anche quelli in veste Aragonese) partecipano non per ricevere soldi (cosa che oltretutto non accade) o per mangiare gratis ad una cena, ma per puro spirito patriottico e storiografico. Immaginate quanto possano essere contenti di leggere questi titoli gli appassionati che, dopo una giornata di lavoro, dedicano le sere a cucirsi il proprio abito, ad impennare frecce o a costruirsi pezzi d'armatura. Non sono contenti, sono incazzati neri, ed io penso di poter essere un buon metro di paragone, essendo un rievocatore, uno di loro! Non so quali meccanismi ci siano stati dietro l'organizzazione dell'evento, perché il comune di Sanluri abbia voluto bandire un concorso per la sua organizzazione (cosa che peraltro mi pare trasparente e legittima!) e perché incomprensibilmente associazioni che fino a ieri avevano contribuito a realizzare la manifestazione si siano "stranamente" tirate indietro. Sinceramente non me ne frega un fico secco. L'articolo cita 20.000 euro stanziati per l'evento, dimenticando che nelle passate edizioni vennero stanziati anche 60.000 euro. Dunque se la matematica non è un opinione: con 20.000 euro si ottengono mille presenze, con il triplo dei fondi si ottiene il quintuplo delle presenze. Per qualche strano motivo nella rievocazione partecipano (a botte di 20.000 euro!) mediamente 2000 persone in più, con un andamento esponenziale (?!?) Il genio autore di questi calcoli dovrebbe perlomeno spiegare secondo quale logica del vattelapesca si riesca ad ottenere questo andamento, perché decisamente non vi è alcuna logica dietro. Forse con i restanti 40.000 euro si sarebbe riusciti a rendere la manifestazione cinque volte più affollata? Non mi sembra possibile (l'articolo non lo scrive, io si!) visto che non ci sarebbero stati fisicamente gli spazi all'interno del paese per ospitare un numero simile di spettatori, sempre di non stiparli in cima ai tetti! Eh già, perché l'articolo NON dice che è venuto a mancare il "campo" di battaglia, seminato anzitempo, visto l'andazzo non proprio positivo che stava prendendo l'evento. Perché, infatti, a tutti era noto il clima di dissapori, velate insinuazioni e ridicole scenate che si sono perpetuate prima durante e dopo l'organizzazione della battaglia. Manifestazioni collaterali e notizie contrastanti si sono affastellate nelle settimane precedenti la rievocazione. Naturalmente tutto questo non viene riportato! Sia mai, è evidente invece l'equazione "assenza campo di battaglia = diminuzione del pubblico". Detto francamente: ho preferito vedere due masse compatte di fanti che combattevano come due corpi distinti lungo la strada che portava sino al castello, piuttosto che vedere con i binocoli un rievocatore ogni 2 metri in un campo grande un ettaro. Ho preferito non assistere all'inutile carambola dei cavalli su e giù per il campo, facendo volentieri a meno di vedere scene ridicole, che avrebbero fatto rivoltare qualsiasi associazione animalista, con cavalli sfregiati dagli speroni dei loro "prodi" balenteddos. Ho decisamente fatto a meno di sentire improbabili radiocronache dove lo speaker si chiedeva perché fosse presente la bandiera dei quattro mori "dalla parte sbagliata" (SIGH!), ignorando quindi totalmente quale sia l'origine e la storia della nostra attuale bandiera. Ho fatto a meno di molte cose, gradendone altre. Mi è piaciuto la cronaca svolta dall'archeologo Nicola Dessì (persona laureata e specializzata in una materia attinente!), mi è piaciuta la conferenza vista il giorno prima, in cui il Professor Pinna (docente di archeologia medioevale) ha esposto l'utilità della dicotomia rievocazione-ricerca. Chi meglio di lui per parlare di quest'argomento, stimato ed impegnatissimo e professore relativamente "giovane", relatore di diverse tesi di laurea innovative che hanno utilizzato questo approccio? Mi è piaciuto il dramma teatrale sui fatti accaduti dopo la battaglia inscenato dall'Ass. Memoriae Milites, mi è piaciuto il coinvolgimento dei ragazzi e delle ragazze con le magliette rosse, visto che sono i giovani il futuro della nostra memoria.
Certo, ci sono cose che mi sono piaciute di meno, come il caldo bestiale che ha messo K.O. la maggior parte dei rievocatori, i quali comunque hanno stoicamente continuato a combattere, non solo per finta, visto che alcuni hanno 30 kg di metallo addosso e se le danno (in sicurezza) di santa ragione. Non mi è piaciuto che l'evento fosse così distante dalla data reale dell'evento, o che il palco fosse troppo vicino al castello, ma questi sono DETTAGLI. Come rievocazione forse è stata l'edizione migliore che io abbia visto, e vi partecipo dal 2009. Continuo a non capire l'avversione delle associazioni che non hanno partecipato all'evento e questa volontà di osteggiare la manifestazione, come se Sanluri, un modesto paese al centro di una pianura agricola ormai semi-abbandonata qual'è il Campidano, con le ultime attività in fase di declino o morte inevitabile, senza sbocco a mare e senza particolari bellezze naturali, possa permettersi di perdersi una forte attrattiva come Sa Battalla. Gli eventi storici che videro Sanluri come sfondo per battaglie ed incontri diplomatici tra i potenti del tempo, potrebbe essere un jolly da sfruttare per contribuire a rendere il paese più ricco di quanto non sia attualmente. Tutte queste potenzialità, invece, sono state snobbate per i soliti motivi che impestano noi Sardi: campanilismo, insensata presunzione e xenofobia tra diversi paesi della Sardegna. Come se fosse importante il fatto che la rievocazione sia organizzata da una ditta di Villacidro piuttosto che da una di Sanluri! Ci si dimentica che LA BATTAGLIA di SANLURI, intesa come evento storico e come rievocazione, non appartiene A NESSUNO, in quanto patrimonio immateriale di TUTTI I SARDI e di tutti gli appassionati di storia di TUTTO IL MONDO.

Cordialmente,
Lessà

sabato 28 febbraio 2015

SHC (Sardinian HEMA Championship) 2015


Con grande piacere annuncio il secondo appuntamento del S.H.C. (Sardinian H.E.M.A. Championship) organizzato dall'Associazione "Le Quattro Porte" di Cagliari. Quest'anno saranno disponibili due categorie per la spada lunga (volgarmente conosciuta "ad una mano e mezza" nel circuito schermistico storico). I dilettanti potranno partecipare nella sezione "Beginners" con le spade in nylon, mentre gli schermidori più smaliziati potranno accedere ai combattimenti con le spade in metallo (federschwert). Non sarà possibile partecipare in entrambe le categorie.
Per ulteriori informazioni ed indicazioni sull'evento di domani rimando al sito e alla pagina facebook dell'evento.

SITO UFFICIALE S.H.C.
PAGINA FACEBOOK DELL'EVENTO

venerdì 27 febbraio 2015

Tesi di Laurea (Part I)


21/07/14

"Chi fu il primo che inventò le spaventose armi?"

Spesso ripenso al mio percorso universitario, a quanto sia stato anomalo il cambiamento che hanno subito i miei interessi e il mio stesso lavoro di tesi.

Tanto per mettere le cose in chiaro: voi non stareste leggendo queste righe, se non avessi avuto l'influenza di alcune persone fantastiche che ho conosciuto durante il mio cammino.
Chi merita gli onori maggiori è indubbiamente la mia prof. di laurea.
A dire il vero (e questo le fa ancora più onore) era già andata in pensione nel momento in cui io stavo effettivamente lavorando sulla tesi, ma avendole presentato il progetto tempo prima che se ne andasse, lei con grande coerenza decise di continuare a seguirmi (c'è da dirlo: onestà rara tra i professori universitari).
Il suo merito, oltre ad aver creduto nel mio FOLLE progetto, è stato di avermi ispirato quando ancora studiavo per il suo esame, che tra parentesi, era semplicemente un esame opzionale.

Avete presente quando venite colti da quel momento di lucidità e pensate "io voglio fare questo nella vita?". Beh, la mia professoressa è "colpevole" di avermi suscitato questa idea. Non so se riuscirò mai a raggiungere questo traguardo, ma se esistessero più professori così, credo che in giro avremmo più scienziati e meno calciatori falliti.

Forse il momento "rivelatore" è stato quando alla necropoli romana di Pill'è Matta ho assistito allo scavo in diretta di una ciotolina? Oppure quando il dottorando che stava seguendo lo scavo ci ha dato spazzolini e cazzuole per scavare? Forse è stato mentre stavo delicatamente togliendo la terra da attorno al cranio di un uomo morto 2000 anni fa, che ho sentito lo strano impulso di proseguire in questa branca.

Perché, come stavo dicendo, io pensavo di fare tutto meno che questo!
Sembra ieri, quando con il mio collega di scienze naturali andavamo per i ruscelli nei monti dei "Sette Fratelli" a cercare tracce di anfibi urodeli (tritoni).
La mia passione per gli anfibi (e i rettili, e in generale tutti gli animaletti che riempiono questo mondo) ha radici molto lontane. Si parla naturalmente di quando da bambino si inseguivano le lucertole in campagna. Sfortunato chi non ha provato questa bellissima esperienza!
La mia passione per gli anfibi fu tale da farmi costruire (con il fondamentale aiuto di mio padre, penso non esista uomo migliore) un paludarium per discoglossi e raganelle!
Ricordo ancora il viaggio fatto a Torino al parco de La Mandria. Un esperienza bellissima, che purtroppo penso rimarrà l'unica, visto il percorso che ho scelto.
Non è rimorso quello che provo, solo l'ammissione della dura realtà. In Sardegna, come in Italia (poco ma sicuro), l'interesse per gli animali, specialmente acquatici (non eduli), non gode di alcuna rilevanza. Gli studi nel campo sono nelle mani dei soliti due o tre baroni, quelli che ti mettono la firma sulla tesi facendola passare come un loro lavoro; lo stato delle cose è tutt'altro che roseo.
Mi sono rifiutato di sottostare a questo sistema, e a malincuore ho lasciato che una mia mia aspirazione diventasse un mio hobby. L'erpetobatracologia attualmente è soltanto un interesse che curo come si segue il giardino di casa. Son felice di farlo, ed è una bella distrazione, ma non vorrei mai lavorarci.

E qui torniamo al punto di inizio. Chi altro devo ringraziare (davvero) per avermi fatto cambiare rotta?
Sicuramente (a livello inconscio) la Memoriae Milites, la mia seconda famiglia, un gruppo di rievocazione storica serio e composto da fratelli e sorelle, zii e zie acquisiti. Quasi una famiglia allargata.
Il tutto deve essere accaduto a livello inconscio, durante questi anni di allenamenti e rievocazioni, anni felici, non c'è dubbio, in cui abbiamo insegnato e imparato tanto, noi in primis.
Forse è stato l'approccio rievocativo che mi ha spinto ad indagare l'uomo, a spostare il mio interesse dagli animali alla cultura umana. Come un disegnatore che decide di migliorare la propria tecnica, ho deciso di non concentrarmi più sullo sfondo, ma sugli attori del quadro. Bisogna conoscere alla perfezione il soggetto che si vuole raffigurare, se lo si vuole rappresentare per bene.

Il mio pensiero è indubbiamente diventato antropocentrico, ma è proprio grazie a questo interesse per l'uomo e per la cultura umana, in tutte le sue sfaccettature, che ho deciso di cambiare rotta.

Sicuramente anche questo interesse ha radici lontane, come quando da bambino andavo con le mie zie per musei o per siti archeologici.

Last but not least un meritato ringraziamento va anche agli amici del nuraghediana.it, da quello storico incontro in un bar di periferia, dove è nato tutto.
Anche con loro il cammino è stato lungo e tortuoso, ma ricco di soddisfazioni, e sotto numerosi aspetti, ispiratore.

E qui torniamo al tema principale del post (anzi, di questa serie di post): il mio argomento di tesi.
Quando leggerete queste righe spero di essermi già laureato e di aver completato questo percorso.
Purtroppo per questioni puramente logistiche non posso pubblicare i post con la data attuale.
Ho intenzione di scrivere i post e di lasciarli tra le bozze, per pubblicarli man mano una volta che tutto sarà finito. Chiamatela scaramanzia o previdenza, però questa è la cosa migliore da fare.

L'argomento della mia tesi... giusto!
è nato tutto spontaneamente.
All'inizio avevo intenzione di fare un lavoro sulla fusione del bronzo, altra mia grande passione, ma non vedo come potesse centrare con i temi del mio corso di studi. L'idea era folle, ma non così peregrina, la fusione del bronzo somma molte cose che ho trattato in questi anni di studio, come la chimica (reazioni di ossidoriduzione), la fisica (trasformazioni fisiche), la stessa archeologia sperimentale (di cui avevamo studiato brevi accenni in ecologia preistorica), la geologia (i minerali da cui ricavare i metalli) e da tutta una serie di altre cose. Diciamo che calzava, ma non del tutto. Più che una tesi sarebbe sembrata una ricetta. Un po' di questo, un po' di quello. Non andava bene, non per il mio corso di studi, almeno.
Così l'idea si è spostata dal processo all'oggetto finito.
Deve essere stato mentre guardavo gli oggetti esposti nel piccolo museo di Antropologia di Monserrato (piccolo ma assai interessante) che l'idea ha iniziato a prendere forma: una piccola punta di freccia, un'ascia litica del neolitico, un pugnaletto in bronzo.

Naturalmente sto riassumendo enormemente, devo saltare un elenco che comprende molte idee e molti incontri con persone che hanno avuto un ruolo decisivo per la maturazione di questo progetto.

Uno di questi momenti potrebbe essere quando la mia professoressa mi ha parlato dell'inumato di Pill'è Matta, ucciso con un colpo di daga al fianco.
Si trattava di un arma da guerra? O da sicario? O questo personaggio era un gladiatore ucciso nell'arena?
Forse sono stati tutti questi interrogativi, sostenuti dalla passione per la rievocazione, ad aver alimentato l'idea di questo progetto.
Da lì ho iniziato a documentarmi, inconsciamente ogni volta che mi capitava qualcosa di inerente, "prendevo e mettevo in saccoccia". Alla fine avevo una mole di roba così eterogenea e tuttavia sempre attinente lo stesso campo, che il passo da compiere era davvero breve.
Non ricordo il momento preciso, forse mentre guardavo un documentario in cui veniva ritrovato uno scheletro con una lancia spezzata nella colonna vertebrale, oppure durante la lettura di qualche testo di archeologia, o durante qualche spiegazione (in veste nuragica) al pubblico durante una rievocazione.
Lì deve essersi accesa la scintilla.
"ma questi Sardi nuragici, erano pacifici o no?"
Deve essere stata questa la domanda che mi ha spinto in questa direzione.

Stage di I-33 presso l'associazione "Le Quattro Porte" (Selargius 28-02-15)

Segnalo questo interessante stage promosso dall'associazione "Le Quattro Porte".

Domani presso la palestra della scuola di via Rossini, a Selargius, si terrà uno stage di I-33 a cura dell'associazione "Le Quattro Porte" di Cagliari.
Lo stage è aperto a tutti, si partirà dalle basi proprio per poter dare, sia a chi già pratica scherma storica (ma non ha mai visto il trattato I.33), sia a chi sia totalmente a digiuno in materia di scherma, la possibilità di imparare questa disciplina schermistica, si baserà sui risultati di studio della Sala d'Arme Le Quattro Porte, e sui seminari fatti nel corso degli anni dai suoi membri per tutta l'Italia.
Il seminario, della durata di quattro ore, si pone l'obbiettivo di gettare le basi per comprendere e approfondire lo studio delle tecniche presenti nel più antico trattato schermistico europeo, con esercizi pratici e teorici e con particolare approfondimento sulle prime tecniche presentate nel manuale.

Per maggiori informazioni:

https://www.facebook.com/events/924880690858253

giovedì 8 gennaio 2015

Resoconto non ufficiale dello stage di Andrea Conti (Cagliari 13-14/12/14)


Ormai sono passate diverse settimane dalla conclusione dello stage di scherma rinascimentale fatto con Andrea Conti, grazie all'impegno e alla disponibilità dell'associazione Scherma Storica Cagliari, che si è fatta promotrice dell'evento.
Solitamente scrivo sempre qualcosa su come si è svolto l'evento e su cosa mi è piaciuto e cosa mi è piaciuto meno, ma stavolta ho deciso di aspettare un po' per far "sedimentare" i miei pensieri al riguardo, e scrivere qualcosa di leggibile.
Le vacanze natalizie sono appena passate, ed è giunto il momento di fare un paio di calcoli, anche considerando che è appena iniziato il nuovo anno schermistico.


Lo Stage.

L'evento si è svolto alla perfezione. Da quanto mi risulta è la prima volta che in Sardegna viene qualcuno ad insegnare scherma tedesca secondo gli insegnamenti del Meyer. Non sto includendo in questa mia considerazione maestri di arti marziali miste, kali, stick fighting e via elencando. Penso a maestri di scherma "medioevale" in senso strictu. Se la memoria non mi inganna, diversi anni fa, si tenne a Sorso un seminario di Graziano Galvani sull'uso della daga (al quale non potei andare); ma la daga non è scherma tedesca, quindi penso che questo sia uno dei primi eventi in questo senso, se non il primo.
Ora, aldilà dei "primati" (non i nostri cugini scimmieschi) vorrei spendere qualche riga sull'organizzazione.
La sede utilizzata, a Cagliari, era adeguata allo scopo, una bella palestra di medie dimensioni. Ci sono stati alcuni problemi di "sovraffollamento" durante le "vasche" di colpi avanti e indietro per la palestra, ma per il resto lo spazio è stato più che sufficiente. Potrebbe non esserlo più in futuro, per cui forse bisognerà pensare anche ad un numero chiuso di partecipanti o ad un altra sede.
Per il resto era tutto come doveva essere. Lo stemma HEMA ITALIA campeggiava sul fondo della palestra (gentilmente messo a disposizione dalla Sala d'Arme "le Quattro Porte"), affianco al famigerato "quadrato del Meyer" (Meyer Square), che dopo questa esperienza per me non è più così "antipatico".

Vorrei essere il più organico possibile nella mia descrizione dell'evento, ma conoscendomi so già che farò un gran casino, per cui perdonatemi se scrivo di getto, buttando impressioni qua e là.
Giusto un'iniziale nota dolente: trovare l'ingresso della palestra è stato abbastanza difficile. Ho riscontrato di non essere stato il solo a girare come uno scemo con 10 kili di materiale in due diversi borsoni, ma capisco anche le difficoltà che ci possono essere state a livello organizzativo (una dimenticanza, mille altre cose da fare). Questo non vuole essere una lamentela, quanto un suggerimento per le prossime volte (mi raccomando Riccà!)
Dopo le dovute presentazioni, il primo giorno di seminario ha avuto inizio.
Andrea Conti (da qui in avanti semplicemente Andrea) ci ha sottoposti al suo riscaldamento. Sotto diversi aspetti è stato proficuo anche poter assimilare un diverso modo di fare riscaldamento, in previsione delle particolari azioni che richiede la scherma tedesca ("particolari" rispetto a quella "classica" del Fiore).
Dopo il riscaldamento è seguita una breve introduzione sul Meyer, e sull'ambiente culturale (schermisticamente parlando) in cui era immerso e sulle altre sale d'armi esistenti al periodo;
è seguito un approccio che ho molto gradito, mirato ad insegnare le basi della scherma tedesca, affinché poi i seminaristi potessero comprendere (anche e sopratutto in autonomia) gli insegnamenti del Meyer, più o meno avanzati che fossero.
Un problema frequente nello studio delle arti marziali antiche, infatti, è l'impostazione iniziale di quello che si sta facendo. Ho sempre trovato molto difficile iniziare a studiare un "nuovo" (antico) sistema di combattimento in autonomia. Nel caso in cui si tratti di una scelta obbligata, questo richiede anni di dedizione e studio (letteralmente: culo sulla sedia) per capire gli insegnamenti dei vari autori che si va a leggere. Facendo un paragone è come camminare su una lastra di ghiaccio: Chi si mette a correre come un imbecille, o prende l'argomento con troppa facilità, si troverà presto con il culo per terra.
Fare un seminario, quindi, è il modo più immediato per "entrare" in un sistema diverso da quello a cui si è abituati.
Per quanto riguarda questo aspetto dunque non posso che essere più che soddisfatto per come si sono svolte le cose, e per quanto ho imparato (che naturalmente non dovrà fermarsi a quel tanto, ma dovrà essere affinato e ampliato con lo studio).
Tornando allo stage, dopo l'infarinatura iniziale, Andrea è passato ad insegnarci il fondamentale passeggio e tre dei quattro colpi principali, lasciando l'ultimo al giorno dopo. Ai colpi sono seguite le poste, e la modalità con cui passare da una posta all'altra con un colpo (insomma l'ABC della scherma tedesca).
Imparato questo si è passati al quadrato del Meyer, e allo svolgere le sue sequenze numerico/geometriche (numeri=colpi). Finalmente sono riuscito a capire come superare il malefico passaggio 4-1 che mi bloccava ogni volta (sembra io stia parlando di videogiochi, o calcetto).
La serata infine si è conclusa con una pizzata di gruppo, alla quale purtroppo non ho potuto partecipare. Personalmente l'avrei spostata all'ultimo giorno di seminario, ma è comprensibile il motivo per cui è stata anticipata al giorno prima (partenze, rientri, ecc), per cui sotto questo aspetto...nulla da dire!

Il secondo giorno siamo entrati nel vero e proprio argomento del seminario, cioè i cinque "colpi segreti" del Meyer (più la spiegazione dell'ultimo dei quattro colpi principali).
Non penso abbia molto senso elencare ai lettori quali fossero questi colpi, o cercare di descrivere le sequenze e i giochi; Se siete interessati partecipate al prossimo seminario! Basti sapere al lettore che questi Meisterhau assomigliano, come concetto, all'uso delle poste del Fiore, ovvero ad "annullare" l'uso di una posta contrapposta (scusate il gioco di parole). Preferirei quindi parlare dell'approccio che Andrea ha avuto con noi e quali sono state le mie impressioni generali.
Prima di metterci al lavoro su ogni singolo colpo dei famosi cinque, Riccardo Sanna, presidente dell'associazione organizzatrice e lui stesso insegnante di scherma storica, ci ha esposto i suoi studi sul combattimento a cavallo, come viene illustrato dai quattro codici disponibili del trattato del Fiore (Flos Duellatorum) e dal Fiore di Battaglia tedesco. Pur conoscendo Riccardo come schermidore e come istruttore, non avevo idea di quanto fosse profonda la sua ricerca al riguardo. Durante la sua spiegazione ho avuto modo di capire quanto siano approfondite le sue conoscenze sui trattati, e in particolare riguardo al trattato in esame. Certamente immagino che questo sia dovuto anche al fatto che maneggiare codici e documenti antichi sia il suo lavoro.
La giornata è proseguita con 3-4 ore intense di sparring, che sommate al riscaldamento (autonomo e con Andrea) hanno significato 4.30/5 ore di intenso lavoro fisico. Inutile dire che alla fine eravamo decisamente ridotti di numero ed abbastanza stanchi (ma almeno personalmente soddisfatti).
Alla fine del seminario è nato un momento abbastanza "felice" di scambio di impressioni e informazioni (insomma: tutti hanno tirato fuori i loro vari "giocattoli"). Personalmente sono molto contento di questo clima di serenità che abbiamo ancora in Sardegna riguardo la scherma medioevale, quando in altre A.M. o in altre regioni, non si può dire lo stesso.

Concluso il seminario, Andrea ci ha salutato calorosamente, dandoci appuntamento per un prossimo stage che dovrebbe svolgersi tra non troppo tempo.

Ultime considerazioni

In generale posso affermare tranquillamente che si è trattato di un bellissimo evento come pochi se ne sono visti, riguardo alla materia, in Sardegna. Un plauso ad Andrea, perché ha ampiamente dimostrato di ben conoscere la sua dottrina e di essere un bravo insegnante, sempre disponibile e con l'apparente dono dell'ubiquità! Un plauso naturalmente anche a Riccardo, l'organizzatore dell'evento e a quanti hanno messo a disposizione i loro materiali (spade, proiettori, cartelloni, protezioni, eccetera) per la buona riuscita dello stage; è stato bello vedere la palestra piena di nuove persone che non avevo mai visto prima e che si stanno interessando alla scherma storica (praticando da ormai sette anni penso di poterlo affermare con tranquillità). Spero davvero che si continui con questo clima di distensione e con questo spirito di fratellanza.

Un caro saluto e alla prossima.
Salludi.

A questo Link è possibile scaricare il trattato del Meyer tradotto in Italiano da Andrea Conti. (SCARICA)

domenica 16 novembre 2014

Il Blog e la variazione dei temi nei post (nel caso non ve ne foste già accorti)


Sono passati 6 anni e 43.000 visite da quando ho aperto questo blog. Il calendario e le statistiche parlano chiaro. Il primo post nel blog risale al 22/10/2008. Il 16/09/09 contavo ancora trecento visite. Nel 2009, abbastanza in sordina, aprivo anche la pagina di Facebook, riversandoci però ben pochi contributi almeno fino al 2011 (escludendo pubblicità et similia).


Il 13 Febbraio del 2014 invece raggiungevo le 40.000 visite sul blog. Mentre sto scrivendo questo post è il 16 Novembre del 2014. In poco meno di un anno quindi ho ricevuto altre 3000 visite uniche. Intendiamoci, non voglio vantarmi assolutamente, anche perché 43.000 visite è un numero irrisorio per blog neanche troppo famosi. Di sicuro non aiuta la nostra lingua, letta da ben poche persone al mondo (qualche decina di milioni esagerando), su tematiche pressoché sconosciute e fondamentalmente "di nicchia" anche per gli interessati alla categoria. Per fare un esempio; dubito che la maggior parte dei rievocatori Italiani possa essere anche solo vagamente interessata alla storia della Sardegna.

Forse avrei dovuto scrivere molto tempo prima questo post, ma una serie di impegni hanno fatto sì che trascurassi i miei contributi su Sardinian Warrior. Ad essere onesti la draft board è stracarica di articoli iniziati, magari anche semi finiti o lasciati a metà, ma mai conclusi.

Parliamo però del vero argomento del post.
I lettori che mi seguono da qualche anno (sicuramente ben pochi!) avranno notato la netta variazione dei temi trattati negli articoli.
Inizialmente il blog è nato quasi per gioco. L'header del blog, con la sua nostalgica scrittina "a lonyless journey inside my warrior soul" è stato messo in un momento di autoironia. L'ho tenuto per tutti questi anni perché in fondo sono un nostalgico e non ho voglia di smanettare con la grafica (almeno per ora), ma rende l'idea dello spirito con cui intrapresi la mia avventura di blogger.


Ora però è arrivato il punto di non prenderci più in giro e di parlare di cose che contano.
Argomenti e temi trattati, e la loro relazione con le visite.
Già da un po' di tempo ho smesso di inserire la pubblicità dell'associazione di rievocazione storica presso la quale partecipo come reenactor e come schermidore. Precisiamo; non l'ho fatto perché io mi voglia mettere particolarmente in mostra (a quello pensa già il mio pessimo carattere),
ma semplicemente perché non mi andava più di "fare visite" con argomenti che non fossero farina del mio sacco. Facciamo un esempio, nel blog ci sono post "pubblicitari" legati ad eventi rievocativi che hanno superato da soli (mediamente) anche le 1000 visite uniche.
Questo è un dato considerevole, ma d'altro canto ho pensato che non mi piaceva assolutamente ricevere visitatori in questo modo. Continuare non sarebbe stato un modo onesto di classificare le visite del blog.
Per una serie di altri motivi, tra cui quello di non voler far passare i miei pensieri e le mie idee per quelle dell'associazione in cui rievoco, ho deciso di smettere di postare contributi ed eventi realizzati dall'associazione, dedicando un altro blog apposito (che gestisco praticamente da solo) a quest'altra evenienza.
è stato un modo di scindere le due cose. In questo modo ci sarà sicuramente più chiarezza su chi pensa cosa e su quante visite fa il blog solo per quello che scrive il sottoscritto.

Questa epifania è dovuta a più eventi che mi hanno fatto ragionare durante questi anni.
Ho conosciuto un numero esponenziale di nuove persone, ho partecipato come minimo ad un centinaio o più di rievocazioni, diversi tornei e combattimenti di scherma storica (in torneo e non). Ho letto una valanga di libri, articoli, siti, blog e aggiunto centinaia di appassionati di scherma e rievocazione alle mie amicizie "virtuali". Ho finito il mio percorso di studi e ho scritto il mio primo lavoro che ha l'ardire di definirsi scientifico. In qualche modo non stupirà rendersi conto che sono cambiato. Ugualmente sono cambiati anche gli argomenti dei post sul blog, passando dalla semplice "vetrina" di eventi rievocativi alla trattazione di articoli sulla scherma storica, sulla rievocazione in generale, sulla ricostruzione e su temi di vario tipo (recensioni di film o serial, libri, eccetera).
Spero che questo nuovo approccio, iniziato inconsapevolmente e diventato palese negli ultimi tempi, sia di maggiore gradimento ai lettori del blog e agli appassionati di storia, rievocazione e scherma storica.
Questo è quanto. Un caro saluto.


P.s.
Questo è il link al blog su cui riverso le locandine, la pubblicità e tutto il materiale attinente all'associazione Memoriae Milites (allego anche il link al il sito ufficiale).
Se avete letto con attenzione  il post è inutile specificare che il calendario degli eventi parte solo dal 2012 perché prima pubblicavo direttamente su Sardinian Warrior.


giovedì 13 novembre 2014

Convegno a Cagliari: Spatha, spada, épée, Ideologia e prassi


Nei giorni 20 e 21 novembre 2014 si terrà presso l’Aula Coroneo, Cittadella dei Musei un workshop dal titolo “Spatha, spada, épéé. Ideologia e prassi” organizzato dal Dipartimento di Storia, Beni culturali e Territorio in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici e il CUS Cagliari Sezione Scherma.
L’iniziativa gode anche del patrocinio della Federazione Italiana Scherma.
Come risulta evidente dalla lista dei partecipanti e dai titoli delle diverse comunicazioni si tratta di un seminario che affronta il tema della “spada” sotto diversi aspetti. Da quelli più francamente storico-archeologici, a quelli storico-artistici, dal tema “spada” nella tradizione letteraria fino ad arrivare ad aspetti collegati alla storia della scherma e infine a tematiche che investono la pratica della scherma sportiva.

Calendario dei lavori

I Sessione: giovedì, 20 novembre ore 15:30-19:00

II Sessione: venerdì, 21 novembre ore 9:00-13:00
Elenco delle relazioni:

Ouiza Ait Amara (Università di Algeri): L’épée dans l’armement offensif des Numides

Danila Artizzu (Pont. Fac. Teologica della Sardegna, Cagliari): Le donne in armi. Gladiatrix, ludia

Giulia Baratta (Università di Macerata): I gladiatori di Gaius Valerius Verdullus

Simona Campus (Università di Cagliari): Una santa e la sua spada. Iconografia di Giovanna d’Arco dai Preraffaelliti a Luc Besson

Tiziana Carboni (Università di Cagliari): Prosopographia dello ius gladii

Antonio M. Corda (Università di Cagliari): Il negotiator gladiarius e il commercio delle armi.

Enrico Di Ciolo (Club Scherma Pisa “A. Di Ciolo”, Pisa): La prassi dell’insegnamento della spada

Bianca Fadda (Università di Cagliari): Armi e cavalieri nella Sardegna giudicale. L’«arsenale» di Gottifredo di Pietro d’Arborea

Antonio Ibba – Alessandro Teatini (Università di Sassari): Figure di gladiatori nell’Africa romana: il contributo dell’epigrafia e dei mosaici con iscrizione.

Pamela Ladogana (Università di Cagliari): Armi pietose e spade mortali. Il gusto epico e l’iconografia cavalleresca nelle illustrazioni della Gerusalemme Liberata di Bernardino Palazzi ( 1907-1986)

Rosanna Lusci (Università di Cagliari): Mariano IV d’Arborea: un cavaliere “catalano” nelle fonti iconografiche e documentarie.

Rossana Martorelli (Università di Cagliari): Gladio perire: la spada come strumento di martirio nelle fonti e nelle testimonianze iconografiche della primitiva comunità cristiana

Marc Mayer (Università di Barcellona): La spada nella numismatica

Danilo Mazzoleni (Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, Roma): La spada nelle rappresentazioni veterotestamentarie

Ilaria Montis (Università di Cagliari): Di punta e di taglio: dal gladius alla spatha. L’evoluzione delle tecniche di combattimento in età imperiale

Mauro Morfino (Pontificia Fac. Teologica della Sardegna): La spada-Parola di Dio in alcuni testi della letteratura giudaica

Andrea Pala (Università di Cagliari): Iconografia e simbolismo nella rappresentazione della spada tra tardo antico e basso medioevo (IV e XIII secolo)

Michel – Yves Perrin (Ecole Pratique des Hautes Etudes, Paris): Increpito etiam Petri gladio. Considerazioni sull’esegesi antica di Mt 26, 52.

Marco Rubboli (Sala d’Arme “Achille Marozzo”, Bologna): La spada a due mani nella scuola medievale italiana.

Silvia Sarais (University of Missouri-Columbia, USA): La spada nelle tragedie di Seneca: strumento del Nefas, della Romana Mors, e d’innovazione poetica.

Luca Sarriu (Università di Cagliari): L’uso del termine spada nel De Cerimoniis di Costantino VII Porfirogenito

Cecilia Tasca (Università di Cagliari): Armi e cavalieri nel Mediterraneo catalano. L’ebreo Bonjusas Bondavin: medico a Marsiglia, cavaliere dell’armata reale in Sardegna.

Giancarlo Toràn (Agorà della scherma, Busto Arsizio): La spada della mente. Che mente.

Conclusioni a cura di Attilio Mastino (Università di Sassari)



Attività collaterali

Collateralmente ai lavori in aula dal 18 al 23 novembre si terrà una mostra espositiva presso la nostra Sala delle Mostre Temporanee dal titolo “Ars Dimicandi. L’arte del combattere” sull’esercito romano a cui sarà collegata una mostra di spade provenienti dalla collezione privata di Giovanni Cannas.

Laboratorio di Scherma (a cura del M° Simone Piredda e degli Istruttori Nazionali del CUS Cagliari)

Il Convegno è organizzato dal Dipartimento di Storia, Beni culturali e Territorio dell’Università degli Studi di Cagliari in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici e del CUS Cagliari (Sezione Scherma) e con il patrocinio della Federazione Italiana Scherma.

Segreteria convegno: Antonio M. Corda – Andrea Tiana
mail: spathaspada@gmail.com;  mcorda@unica.it

Sede del Convegno: Aula Coroneo – Cittadella dei Musei, Piazza Arsenale 1, Cagliari

Sede amministrativa: Via Is Mirrionis n. 1 – 09123 Cagliari


Tel. 070 6757357 – Fax 070 6757366 – e-mail: dipstoge@unica.it


http://www.civettadiatena.it/spatha-spada-epee-cagliari/

mercoledì 12 novembre 2014

Stage di scherma e di spada a due mani tedesca 13-14/12/2014 Cagliari


Pubblicizziamo questo interessante Stage proposto dalla "Scherma Storica Cagliari", con Andrea Conti (Istruttore di Scherma Antica C.S.E.N. presso la Scuola d'arme Fiore dei Liberi a Roma).

Ecco un breve sunto di cosa tratterà lo stage:

"Il Programma dello stage di due giorni avrà come argomento principale i cinque Meisterhauw proposti secondo la visione di Joachim Meyer.
Questi colpi, che nella trattatistica antecedente furono nominati come i Cinque Colpi Segreti, sono dei tagli che si potrebbero definire "speciali" e che permettono di differenziare il combattente affine alla tradizione Liechtenauer dal "combattente comune" ignaro di questi colpi nel suo metodo.
Lo stage è studiato come una due giorni intensiva di solo scherma tedesca dalle basi fino a tecniche più avanzate in modo tale da permettere un corretto percorso di apprendimento anche per chi si approccia per la prima volta.
Per tutte le informazioni inerenti allo Stage vi rimandiamo alla pagina FB dell'evento e alla pagina della Sala organizzante"

Link di riferimento:




domenica 6 aprile 2014

In nylon veritas: resoconto non ufficiale del Sardinian HEMA Championship 2014

Si è appena conclusa (questione di ore ormai) la prima edizione del Sardinian HEMA Championship (SHC) 2014.

Ho già scritto (diverso tempo fa) un post per pubblicizzare l'evento, per cui passerò direttamente al solo con le mie impressioni.

Sembrerà un commento banale, scontato, ma sono molto contento per come si è svolta la manifestazione.
La Sala d'Arme "Le Quattro Porte" ha provveduto doviziosamente a fare in modo che tutto fosse presente e ingranasse al meglio. L'elenco potrebbe andare dalla sede, alle magliette dell'evento, agli arbitri, ai cartellini, al banner del coordinamento HEMA ITALIA che campeggiava sul muro della palestra (gentilmente offerto dal Marozziano Andrea Morini), al fotografo assoldato per bombardare di foto i pensierosi schermidori, al logo dell'evento, al sito web, alla pagina su Facebook, all'ambulanza sul posto (presso cui si è fatto uso assai abbondante -almeno da parte mia- di essenziale spray al ghiaccio!), alla campanella di fine combattimento, ai diplomi rilasciati a fine evento (per tutti i partecipanti), all'essenziale supporto per l'assicurazione, ai segnali "Dunlop" per la demarcazione del ring, alle attrezzature (maschere o corpetti che fossero) prestati a chi ne era totalmente sprovvisto (a mio giudizio un favore non da poco). Al rinfresco finale e ai bellissimi premi (tre pergamene vergate a mano, con bollo in ceralacca, e disegni in foglia oro, argento e bronzo se non vado errando). Insomma l'elenco è lungo e quello che ho fatto io è sicuramente manchevole di diversi elementi. Grande merito alla Sala d'Arme per aver reso possibile questo evento, il primo (ufficiale) in Sardegna.

Ci sono alcune cose, indipendenti dall'organizzazione, che ho apprezzato:
La partecipazione di quasi tutti gli attuali praticanti Sardi di scherma medioevale.
L'onestà e la compostezza che hanno mostrato (chi più chi meno, sempre tenendo un alto livello) i partecipanti al torneo.

Queste son cose non controllabili da chi organizza, e che possono andare bene o male. In passato (non mi riferisco ad eventi accaduti in Sardegna) ho avuto modo di assistere a comportamenti poco edificanti o addirittura equivoci durante alcune manifestazioni schermistiche, che mi hanno fatto rivalutare la mia partecipazione in certi ambiti.
Nulla di tutto questo è accaduto in questo torneo, e ciò mi rende estremamente felice.

Il torneo è stato un modo per riunire, finalmente, tutti i praticanti Sardi di scherma medioevale (ma sì chiamiamola HEMA) sotto un unico tetto. Praticanti che già si conoscevano di vista o comunque superficialmente, e che hanno avuto modo (finalmente) di scambiarsi opinioni, complimenti, informazioni o suggerimenti.
Questo senza alcun sentimento di campanilismo di questa o quella palestra (o gruppo): cosa assai rara quanto sbalorditiva in Sardegna. C'è stato un proficuo scambio di conoscenze (e di mazzate) fra tutti quelli che sono entrati sul ring, con annessa scorpacciata di ematomi.
La possibilità di combattere contro "persone nuove" è servita indubbiamente a molti novizi a capire come si possa tirare di scherma in modi totalmente diversi, pur utilizzando il medesimo oggetto.
Da parte mia posso ritenermi soddisfatto per i risultati conseguiti dal mio gruppo di compagni di lama. Ho assistito a diversi colpi di scena inaspettati, segno di un miglioramento della tecnica rispetto al passato. Purtroppo la dea bendata non è stata particolarmente benevola, avendoci fatto scontrare prevalentemente tra di noi nei primi gironi. Personalmente invece mi è andata abbastanza bene in quanto agli inizi ho potuto combattere sempre contro persone non appartenenti al mio gruppo. Tra un acciacco e l'altro son riuscito a fermarmi al 4° posto. Andrea Garau, che aveva già vinto il Torneo del Liofante del 2013 (sia in camicia che in armatura) si è classificato al 2° posto, dopo una combattuta semifinale e un altrettanto bella finale con il vincitore, Marco Angioni, della Sala d'Arme che ha organizzato l'evento. Daniele Manunza (sempre della Sala d'Arme) invece si è posizionato al 3° posto.
Mi sarebbe piaciuto condire questo post di filmati fatti al torneo, ma il programma di videomaking mi ha piantato in asso, lasciandomi con degli ingestibili files che riesco solo a vedere, e che Facebook mette un eternità a caricare. Spero di poter risolvere a breve il problema, magari caricandoli su Youtube. Prevalentemente si tratta di filmati (registrati dalla nostra camerawoman Valentina Cutaia) in cui combatto io o comunque sempre qualcuno dei miei compagni, questo perché batteria e schede SD per la (mia) videocamera sono limitate.
Forse questo è un punto che si può migliorare per il futuro, ma non sembra un grande problema visto che realtà ben più affermate della nostra non hanno mostrato un "servizio di videoregistrazione" migliore.
Tra le tante cose su cui bisognerà lavorare (pure molto, ma sono state appena buttate le basi) è che bisognerà fare in modo che molte più persone si attivino per procurarsi protezioni da scherma adeguate all'uso delle Federschwert (si spera) di prossimo utilizzo. Quest'anno per venire incontro alle esigenze di tutti, ben protetti o no, sono state utilizzate le spade in nylon della Rawlings, con tutti i difetti e i vizi che si portano dietro. Come ho già detto a qualcuno: "non si impara a correre dall'oggi al domani, e ci arriveremo un passo alla volta". Questa non è una negazione, ma una promessa.
Un saluto e alla prossima!
Salude!

Liberi pensieri post-torneo


(Foto di Alessandro Gennari da http://pianetascherma.com)

Perché si partecipa ad un torneo?
I più solitamente rispondono "per vincere ovviamente!"
Posto che vincere è un obbiettivo sempre valido (francamente non ho mai digerito la storia del "si gioca per partecipare"), in realtà la partecipazione ad un torneo ha ben altre finalità, per quanto noi possiamo ignorarle. Anzi, la consapevolezza di queste finalità ci aiuterebbe a sfruttare di più questi eventi. In un torneo il vincitore è uno e solo uno. Sempre. Potrete vincere questo o quel combattimento, ma ci sarà sempre qualcuno che vi farà mangiare la polvere.

Perché partecipare ad un torneo di combattimento, anche se si è dei novizi?
Ebbene la risposta è semplice. Sopratutto i novizi dovrebbero partecipare ai tornei (una volta apprese le basi necessarie per non finire come una banana nel frullatore!).

Sono i tornei che ci permettono di confrontarci con combattenti "nuovi", di cui non conosciamo le abilità.
Sono i tornei che ci permettono di rubare nuove tecniche da studiare e sperimentare in futuro.
Sono i tornei che ci mettono di fronte a persone di cui non sappiamo nulla, permettendoci di sviluppare (in modo graduale) quella lucidità mentale che abbiamo "fatto nostra" combattendo con i nostri abituali sparring partner.
Sono i tornei che ci mettono di fronte all'inaspettato e all'imprevedibile. Combattere sempre con le stesse persone crea feeling, rende possibili molte cose, ma ne preclude altre. Conoscere perfettamente i movimenti del nostro compagno, quando e come colpirà, non ci semplificherà l'esperienza con dei perfetti estranei.
Sono i tornei che mettono ripetitivamente il novizio (quanto il combattente navigato) di fronte alla stessa sensazione che si prova quando si prende l’arma in mano per il primo, vero, combattimento.
Sono i tornei che permettono di crescere, come persone e come marzialisti.
Sono i tornei che presentano i colpi di scena più inaspettati, che rendono lo sport degno di essere vissuto, è nel confronto, nello scambio e perfino nella sconfitta che si apprende qualcosa.
Sono i tornei che formano i novizi troppo promettenti, che hanno vinto quasi sempre o che si sentono particolarmente baldanzosi. La "sbruncata" in terra (sbattere il muso), per dirla "alla Sarda" è l'unica medicina per questi casi.
Sono i tornei che ci ricordano come anni di lavoro possono essere bruciati per un ritardo infinitesimale nel dare un colpo. Non importa quante migliaia di colpi siano stati provati negli innumerevoli allenamenti.
Sono i tornei che ci fanno scendere da quelle pedane immaginarie che ci creiamo nelle nostre ristrette realtà a porte chiuse.
Sono i tornei che ti aprono "un mondo".
Sono i tornei che ti sbattono di fronte la realtà. Quanto ti sei allenato e quanto ci hai dedicato.
Il dio del combattimento è insensibile alle suppliche e avaro nell'elargire premi.
Non esistono giustificazioni di fronte ad un colpo che ti arriva dritto in piena faccia senza che tu sia riuscito manco a vederlo.
"Ero stanco", "ero distratto", "mi faceva male questo o quello", "mi ingombravano le protezioni". Sono solo cazzate che ci diciamo per attenuare la delusione della sconfitta.
Perché in fin dei conti, il vero scopo di un torneo non è combattere con qualcun altro.
Scendiamo nel quadrato per combattere con noi stessi. L'avversario è solo il mezzo, unico e necessario, per fare da tramite con la nostra immagine speculare.
Siamo noi l'avversario da sconfiggere e da domare.
Una volta raggiunta questa consapevolezza, questo stato di "pace mentale" il più è fatto.

Allora, e solo allora, il dio del combattimento (avaro ma giusto) ci darà quel che ci spetta.

giovedì 13 febbraio 2014

Maestri come Dio comanda

Quanti di noi hanno avuto brutte esperienze con "maestri" autoproclamati di vario genere?
Indubbiamente ogni singolo lettore potrebbe fare una bella lista.
A memoria, da quando ho iniziato a praticare AM, avrò conosciuto si e no una decina di maestri di diverse discipline. Questo almeno fino al mio "assestarmi" dell'attuale scherma storica.

Naturalmente di tutti gli innumerevoli maestri con cui è capitato di parlare, confrontarsi, e magari anche allenarsi, ben pochi hanno passato "il test".
Alcuni erano bravi, altri meno, altri ancora bravi marzialisti ma incapaci di spiegarsi (e quindi insegnare) e via dicendo.

Solitamente però i "maestri" (con le dovute eccezioni), specialmente per quanto riguarda la disciplina schermistica "antica" son più o meno la stessa variazione del tema: "io sò io, voi non siete un cazzo" per dirla al marchese del Grillo.

Dov'è il nocciolo del discorso? Ecco, la parte interessante, che mi ha spinto a scrivere il post è la seguente: stavo leggendo mollemente un noto social network quando vedo un post di Ilkka Hartikainen.
Noto marzialista Finlandese (guardatevi i suoi combattimenti allo Swordfish) residente nella gelida Helsinki, graphic designer e, naturalmente, istruttore di spada da lato secondo i principi del Bolognese Achille Marozzo.
A molti indubbiamente sarà già scattata la scintilla razzista. "Hoibò, un Finlandese che insegna uno stile di scherma Italiano???". Ovviamente la considerazione che le arti marziali non abbiano colore ne taglio d'occhi non ha certo impensierito i razzisti di turno. Immagino che sempre secondo questi illuminati magari il jujitsu dovrebbe esser rimasto relegato nei confini delle isole Giapponesi, e non esser stato modificato da dei Brasiliani per perfezionarsi e mutare in qualcosa di migliore.

Tornando a noi. Leggi che ti leggi, vengo colpito dal tono e dal modo in cui il maestro (d'ora in poi Ilkka) annuncia uno stage in suolo Italico.
Il post dice testualmente:



"After the event in Florence I will be staying in Italy for the following week, and the trip will culminate in a workshop I will be running in Viterbo on the 23rd of March, invited to do so by my good friends Renato and Davide. This is a huge honor and one of the coolest things I can imagine. I welcome everyone who possibly can to take part in the workshop.

The workshop is suited for the beginner and experienced swordsmen and martial artists. The workshop will provide a foundation in the art derived from the source literature and for the more experienced it will offer a great workout and an amount of new training ideas and the exciting possibility experience how a foreigner has -- with utmost care and passion -- interpreted the local martial arts legacy.

For me, this will offer (just as will the event in Florence week before) a chance to meet a lot of new people whose cultural background is the same as that of the original masters, and to see how they will react to my interpretation. Hopefully, I will be able to learn a part of this and reflect it back to my fencing and teaching style, thus in a sense making it more authentic.

I'm looking forward to this event, and hope to see many of you there!"


Le cose che naturalmente più mi hanno colpito sono evidenziate in nero.
Non si leggono toni arroganti o presuntuosi. Anzi! Leggo parole come "interpretare l'eredità marziale locale", "una chance di incontrare persone con lo stesso background culturale dei maestri che studio", "vedere come queste persone reagiranno alla mia interpretazione", "e renderla così più autentica".

Io ci leggo il rispetto di una persona con un ampissimo bagaglio culturale schermistico, che ben conscio di metter piede ad insegnare nella stessa terra che ha accolto il maestro da lui studiato e venerato, mostra grande attenzione nel voler imparare quanto più gli è possibile dall'esperienza.
Ben diverso da uno dei tipici "maestri" di AM che vanno in un posto, fanno il loro "stage", dicono due cazzate e si pigliano l'assegno.

Che altro aggiungere? Una lezione di stile e di umiltà a tutti quei maestri da quattro soldi che si vedono battibeccare nella rete. Un esempio da seguire e suggerisco (finché c'è il tempo) un workshop da provare!

Ecco qui i link necessari per saperne di più:

Sito di Ilkka (Marozzo.com)

Youtube di Ilkka

Marozzo su Vimeo

Profilo Facebook

Un saluto e a rileggerci presto.
Salute!

giovedì 6 febbraio 2014

Sardinian HEMA Championship (06-04-14)



Bando alle ciance e alle inutili spiegazioni:

Il 6 Aprile 2014 si terrà nella palestra di via Rossini, a Selargius (CA)
Il torneo HEMA organizzato dalla Sala d'Arme "Le Quattro Porte".
Daniele Prisco, uno dei membri della Sala d'Arme e organizzatore, ha messo su anche un bel sito
completo di tutto e una pagina Facebook per l'evento. Come al solito sono riportati, in basso, alla fine del post.

Da parte mia non posso che esprime contentezza per l'apertura di un altro torneo in Sardegna che andasse oltre al "Torneo del Liofante", organizzato ormai da 8 anni a questa parte dalla Memoriae Milites (e su cui ho scritto recentemente sull'ottavo numero di T.A.T. (Tiro con l'Arco Tradizionale).
Sarà anche l'occasione per confrontarsi con altri interessati alla scherma in camicia che non hanno potuto partecipare al Torneo del Liofante (perché ad esempio non si occupano di rievocazione).
Quindi: ben vengano di queste iniziative e auguriamoci tutti che al torneo ci sia un ampia partecipazione, anche extrainsulare!
Ho già visto alcuni nomi dei partecipanti, e problemi fisici permettendo, spero di poter partecipare.
Un saluto e un arrivederci in pedana per aprile!
Salludi!

Pagina Facebook dell'evento.

Il sito dell'evento.





mercoledì 7 agosto 2013

I Pilastri della Terra. Book Vs Serial


Generalmente sono molto esigente in tema di romanzi storici. Sono anche più esigente quando del romanzo in questione viene fatto un film, o una serie TV.

Ho letto, anzi ho letteralmente divorato, il libro "I Pilastri della Terra" di Ken Follet in pochi giorni. Non conoscevo Follet se non per sentito dire, un po' come si conosce Stephen King senza mai aver letto una sola riga dei suoi libri, e non sapevo che avesse scritto un romanzo storico.

Questo simpatico signore è Ken Follet. Guadagna in un anno più di quanto potrete mai mettere da parte nella vita

Il libro è a dir poco appassionante. Uno dei migliori che mi sia capitato di leggere fino ad oggi.
A parte qualche strafalcione che son riuscito a cogliere in merito al modo di vestire e alle armature (non mi risulta che nel dodicesimo secolo i cavalieri usassero indossare due elmi uno sopra l'altro) il romanzo è veramente notevole. Il thriller si mescola con il racconto storico senza alcun problema, i moltissimi fili narrativi che spesso e volentieri rimangono sospesi lungo il racconto vengono riuniti abilmente verso la sua conclusione, cosa non sempre facile, neanche per gli scrittori più in voga (vi stanno fischiando le orecchie signor G.R.R. Martin?).
In definitiva se dovessi dare un voto a questo romanzo gli darei un bel 9/10. Non è un libro perfetto, ammesso che possa esistere qualcosa di simile, mi perplime ad esempio come si possa scrivere un romanzo storico e ambientarlo in una cittadina immaginaria, pure se molto aderente alla realtà (Kingsbridge pur essendo totalmente inventata ha tutte le caratteristiche e gli stereotipi della classica città medioevale).
Altra cosa, forse la più stupida ma certamente non la meno grave, è il modo di pensare di una delle protagoniste del libro, che giudica avere i seni troppo grandi e si dispiace della cosa. Ammetto che sembrerà una scemenza, ma durante la lettura sono letteralmente scoppiato a ridere. Posto che non ho mai sentito parlare di nessuna donna che si lamentasse di un seno troppo grande (facendo eccezione per chi ha davvero dei problemi ...al massimo succede l'opposto!) l'autore non prende in considerazione il fatto che anticamente un seno voluminoso fosse simbolo di fecondità (come anche avere un po' di ciccia) e prosperità, oltre a dare maggiori chances nell'allattamento della prole e nella futura sopravvivenza dell'individuo e dei suoi figli. Un errore marchiano che dubito abbiano notato in molti, ma personalmente risulta come una crepa in un muro di mattoni.

La sigla del telefilm. L'uso delle "matte" (dipinto animato) è preso paro paro dal Robin Hood di Scott.

Tralasciando queste sottigliezze, notevole è la caratterizzazione dei personaggi, anche se alcuni (detestabile la protagonista del romanzo Aliena) risultano troppo irrazionali in alcuni punti. Fattore che diventerà il motivo scatenante di vari avvenimenti durante la vicenda.

Coinvolgente (e coerente) il trasporto con cui alcuni characters mandano avanti le loro idee, le loro aspirazioni. La truce determinazione del vescovo Waleran, la volontà Cristiana del Priore Philip (best character ever), l'aspirazione edificatoria di Tom e Jack ma anche i loro desideri da "uomini comuni", le loro necessità più basse e i loro sogni più alti. Questo solo per citarne alcuni.

La copertina del DVD. D.Sutherland (a DX in basso) è messo lì solo per fare bella figura.

Purtroppo se il libro è notevole sotto molti aspetti, il telefilm non lo è per la maggior parte.

Come era logico aspettarsi mancano tante, troppe parti, alcune semplificazioni sono eccessive (ma necessarie) e questo solo per fermarsi a livello di sceneggiatura.

Gli attori sono per la maggior parte mediocri. Si salvano solo alcuni di loro, il priore Philip (Matthew Macfadyen), oltre che essere il ritratto di come (personalmente) me lo sono immaginato, reputo sia un buon attore. Idem per jack (Eddie Redmayne), il protagonista, già visto in "Black Death" sotto l'abito monastico. Pessima l'attrice che interpreta la protagonista (Hayley Atwell), nel libro descritta come un autentica bellezza (per quanto poi sia nevroticamente irrazionale e spesso stressante nei confronti degli altri personaggi). Troppo diabolica la figura del vescovo Waleran (Ian McShane), che pur trovando un suo perché viene esagerata rispetto al libro. Poco incisiva la figura del fratello di Aliena (Sam Claflin), che nel romanzo è molto più infantile mammone di quanto appaia nel serial. Inadatto lo spazio dedicato alla moglie di Tom, visto il ruolo considerevole nelle intenzioni del costruttore per la costruzione della cattedrale. Insulso il ruolo del conte (Donald Sutherland). Chiaro esempio di attore di un certo calibro che viene usato come specchietto delle allodole per la serie, pur comparendo appena in due puntate (in maniera esagerata visto che nel romanzo la parte svolta è anche minore). Potrei elencare i vari personaggi e le rispettive inadempienze una per una ma non lo reputo necessario.

Pessima la ricostruzione degli ambienti, delle fortezze (per lo più in pietra, mentre lo stesso autore descrive motte e palizzate contro gli ambienti abbondantemente in pietra di edifici storici in cui è stato girato il telefilm) e dei costumi, su cui metterei una croce.
Passabile quella delle armature, su cui non mi sono soffermato troppo. Accettabile per il 12° secolo tutto quello che comprenda elmi con nasale, cotte di maglia ad abundantiam e scudi a goccia "normanni". Un pugno negli occhi tutto ciò che siano elmi posteriori, cuoio lucido & nero in ogni dove, spade dalla guardia (croce o elso) abominevole, eccetera eccetera.

Apprezzabile che sotto le cotte di maglia indossassero giubbe d'armi (tristemente noti come gambeson) e decisamente buoni i combattimenti.

Non stupitevi se nel quadro generale della mia pars destruens salvo la regia dei duelli (non degli scontri campali però) ricorderò questo telefilm sicuramente come uno dei pochi in cui ho visto dei combattimenti con spada ad una mano degni di nota. Basta pensare che serie televisive del calibro di Game of Thrones/Il Trono di Spade della HBO sotto questo aspetto fanno a dir poco pietà. Sicuramente dietro ci deve esser stato necessariamente un maestro d'armi con una notevole esperienza, perché i giochi mostrati in alcuni duelli (molto bello quello tra Cristopher e Walder nel finale) non sono sicuramente opera degli attori o della loro improvvisazione. Si vede chiaramente che sono coreografie studiate a tavolino ma eseguite con fluidità e competenza. Un nota di piacevole armonia in una sinfonia non proprio eccellente.

Ultime note positive (occhio allo spoilerone) la morte del costruttore barbuto (pessima nel libro), particolarmente emozionante e caratteristica nel telefilm, con il protagonista che guarda, morente, la cattedrale, facendo cenno al suo assassino di spostarsi.

Epiche le ricostruzioni (digitali suppongo) della cattedrale, molto aderenti per lo meno a ciò che avevo immaginato durante la lettura.

Last but not least un bel finale, sicuramente migliore rispetto a quello, decisamente sottotono, del libro.

In definitiva: consiglio assolutamente la lettura del romanzo, e per chi ne avesse voglia (ma non è indispensabile) la visione della serie TV.
Avendola trovata in vendita in negozio per una decina di euro (ora capisco perché) ho pensato potesse essere un vago trastullo, cosa non troppo distante da quella che è la realtà dei fatti.