mercoledì 22 luglio 2015

Sulle polemiche riguardanti "Sa Battalla" di Sanluri


Non si sono ancora spente le luci su "Sanluri 1409, Trame di Storia", la rievocazione storica della dura sconfitta subita dall'esercito Sardo/Arborense agli inizi del 15° secolo ad opera dell'esercito Catalano-Aragonese guidato da Martino il Giovane, che già emergono i dissapori legati alla conduzione di quest'evento. Un recente articolo del giornale "L'Unione Sarda" si intitola "Sa battalla? Un flop: soldi sprecati", come se un evento commemorativo potesse essere valutato in base al numero dei partecipanti. Immaginatevi titoli come "Funerale di Tizio Taldeitali, un flop assoluto" oppure "Commemorazione della morte di Caio Sempronio, una delusione, ridotto numero di spettatori" non sono un granché vero? Sinceramente mi sembrano anche di cattivo gusto. Perché di questo si tratta, della rievocazione di una dura sconfitta, di un massacro. I partecipanti (praticamente tutti Sardi, anche quelli in veste Aragonese) partecipano non per ricevere soldi (cosa che oltretutto non accade) o per mangiare gratis ad una cena, ma per puro spirito patriottico e storiografico. Immaginate quanto possano essere contenti di leggere questi titoli gli appassionati che, dopo una giornata di lavoro, dedicano le sere a cucirsi il proprio abito, ad impennare frecce o a costruirsi pezzi d'armatura. Non sono contenti, sono incazzati neri, ed io penso di poter essere un buon metro di paragone, essendo un rievocatore, uno di loro! Non so quali meccanismi ci siano stati dietro l'organizzazione dell'evento, perché il comune di Sanluri abbia voluto bandire un concorso per la sua organizzazione (cosa che peraltro mi pare trasparente e legittima!) e perché incomprensibilmente associazioni che fino a ieri avevano contribuito a realizzare la manifestazione si siano "stranamente" tirate indietro. Sinceramente non me ne frega un fico secco. L'articolo cita 20.000 euro stanziati per l'evento, dimenticando che nelle passate edizioni vennero stanziati anche 60.000 euro. Dunque se la matematica non è un opinione: con 20.000 euro si ottengono mille presenze, con il triplo dei fondi si ottiene il quintuplo delle presenze. Per qualche strano motivo nella rievocazione partecipano (a botte di 20.000 euro!) mediamente 2000 persone in più, con un andamento esponenziale (?!?) Il genio autore di questi calcoli dovrebbe perlomeno spiegare secondo quale logica del vattelapesca si riesca ad ottenere questo andamento, perché decisamente non vi è alcuna logica dietro. Forse con i restanti 40.000 euro si sarebbe riusciti a rendere la manifestazione cinque volte più affollata? Non mi sembra possibile (l'articolo non lo scrive, io si!) visto che non ci sarebbero stati fisicamente gli spazi all'interno del paese per ospitare un numero simile di spettatori, sempre di non stiparli in cima ai tetti! Eh già, perché l'articolo NON dice che è venuto a mancare il "campo" di battaglia, seminato anzitempo, visto l'andazzo non proprio positivo che stava prendendo l'evento. Perché, infatti, a tutti era noto il clima di dissapori, velate insinuazioni e ridicole scenate che si sono perpetuate prima durante e dopo l'organizzazione della battaglia. Manifestazioni collaterali e notizie contrastanti si sono affastellate nelle settimane precedenti la rievocazione. Naturalmente tutto questo non viene riportato! Sia mai, è evidente invece l'equazione "assenza campo di battaglia = diminuzione del pubblico". Detto francamente: ho preferito vedere due masse compatte di fanti che combattevano come due corpi distinti lungo la strada che portava sino al castello, piuttosto che vedere con i binocoli un rievocatore ogni 2 metri in un campo grande un ettaro. Ho preferito non assistere all'inutile carambola dei cavalli su e giù per il campo, facendo volentieri a meno di vedere scene ridicole, che avrebbero fatto rivoltare qualsiasi associazione animalista, con cavalli sfregiati dagli speroni dei loro "prodi" balenteddos. Ho decisamente fatto a meno di sentire improbabili radiocronache dove lo speaker si chiedeva perché fosse presente la bandiera dei quattro mori "dalla parte sbagliata" (SIGH!), ignorando quindi totalmente quale sia l'origine e la storia della nostra attuale bandiera. Ho fatto a meno di molte cose, gradendone altre. Mi è piaciuto la cronaca svolta dall'archeologo Nicola Dessì (persona laureata e specializzata in una materia attinente!), mi è piaciuta la conferenza vista il giorno prima, in cui il Professor Pinna (docente di archeologia medioevale) ha esposto l'utilità della dicotomia rievocazione-ricerca. Chi meglio di lui per parlare di quest'argomento, stimato ed impegnatissimo e professore relativamente "giovane", relatore di diverse tesi di laurea innovative che hanno utilizzato questo approccio? Mi è piaciuto il dramma teatrale sui fatti accaduti dopo la battaglia inscenato dall'Ass. Memoriae Milites, mi è piaciuto il coinvolgimento dei ragazzi e delle ragazze con le magliette rosse, visto che sono i giovani il futuro della nostra memoria.
Certo, ci sono cose che mi sono piaciute di meno, come il caldo bestiale che ha messo K.O. la maggior parte dei rievocatori, i quali comunque hanno stoicamente continuato a combattere, non solo per finta, visto che alcuni hanno 30 kg di metallo addosso e se le danno (in sicurezza) di santa ragione. Non mi è piaciuto che l'evento fosse così distante dalla data reale dell'evento, o che il palco fosse troppo vicino al castello, ma questi sono DETTAGLI. Come rievocazione forse è stata l'edizione migliore che io abbia visto, e vi partecipo dal 2009. Continuo a non capire l'avversione delle associazioni che non hanno partecipato all'evento e questa volontà di osteggiare la manifestazione, come se Sanluri, un modesto paese al centro di una pianura agricola ormai semi-abbandonata qual'è il Campidano, con le ultime attività in fase di declino o morte inevitabile, senza sbocco a mare e senza particolari bellezze naturali, possa permettersi di perdersi una forte attrattiva come Sa Battalla. Gli eventi storici che videro Sanluri come sfondo per battaglie ed incontri diplomatici tra i potenti del tempo, potrebbe essere un jolly da sfruttare per contribuire a rendere il paese più ricco di quanto non sia attualmente. Tutte queste potenzialità, invece, sono state snobbate per i soliti motivi che impestano noi Sardi: campanilismo, insensata presunzione e xenofobia tra diversi paesi della Sardegna. Come se fosse importante il fatto che la rievocazione sia organizzata da una ditta di Villacidro piuttosto che da una di Sanluri! Ci si dimentica che LA BATTAGLIA di SANLURI, intesa come evento storico e come rievocazione, non appartiene A NESSUNO, in quanto patrimonio immateriale di TUTTI I SARDI e di tutti gli appassionati di storia di TUTTO IL MONDO.

Cordialmente,
Lessà

sabato 28 febbraio 2015

SHC (Sardinian HEMA Championship) 2015


Con grande piacere annuncio il secondo appuntamento del S.H.C. (Sardinian H.E.M.A. Championship) organizzato dall'Associazione "Le Quattro Porte" di Cagliari. Quest'anno saranno disponibili due categorie per la spada lunga (volgarmente conosciuta "ad una mano e mezza" nel circuito schermistico storico). I dilettanti potranno partecipare nella sezione "Beginners" con le spade in nylon, mentre gli schermidori più smaliziati potranno accedere ai combattimenti con le spade in metallo (federschwert). Non sarà possibile partecipare in entrambe le categorie.
Per ulteriori informazioni ed indicazioni sull'evento di domani rimando al sito e alla pagina facebook dell'evento.

SITO UFFICIALE S.H.C.
PAGINA FACEBOOK DELL'EVENTO



venerdì 27 febbraio 2015

Tesi di Laurea (Part I)


21/07/14

"Chi fu il primo che inventò le spaventose armi?"

Spesso ripenso al mio percorso universitario, a quanto sia stato anomalo il cambiamento che hanno subito i miei interessi e il mio stesso lavoro di tesi.

Tanto per mettere le cose in chiaro: voi non stareste leggendo queste righe, se non avessi avuto l'influenza di alcune persone fantastiche che ho conosciuto durante il mio cammino.
Chi merita gli onori maggiori è indubbiamente la mia prof. di laurea.
A dire il vero (e questo le fa ancora più onore) era già andata in pensione nel momento in cui io stavo effettivamente lavorando sulla tesi, ma avendole presentato il progetto tempo prima che se ne andasse, lei con grande coerenza decise di continuare a seguirmi (c'è da dirlo: onestà rara tra i professori universitari).
Il suo merito, oltre ad aver creduto nel mio FOLLE progetto, è stato di avermi ispirato quando ancora studiavo per il suo esame, che tra parentesi, era semplicemente un esame opzionale.

Avete presente quando venite colti da quel momento di lucidità e pensate "io voglio fare questo nella vita?". Beh, la mia professoressa è "colpevole" di avermi suscitato questa idea. Non so se riuscirò mai a raggiungere questo traguardo, ma se esistessero più professori così, credo che in giro avremmo più scienziati e meno calciatori falliti.

Forse il momento "rivelatore" è stato quando alla necropoli romana di Pill'è Matta ho assistito allo scavo in diretta di una ciotolina? Oppure quando il dottorando che stava seguendo lo scavo ci ha dato spazzolini e cazzuole per scavare? Forse è stato mentre stavo delicatamente togliendo la terra da attorno al cranio di un uomo morto 2000 anni fa, che ho sentito lo strano impulso di proseguire in questa branca.

Perché, come stavo dicendo, io pensavo di fare tutto meno che questo!
Sembra ieri, quando con il mio collega di scienze naturali andavamo per i ruscelli nei monti dei "Sette Fratelli" a cercare tracce di anfibi urodeli (tritoni).
La mia passione per gli anfibi (e i rettili, e in generale tutti gli animaletti che riempiono questo mondo) ha radici molto lontane. Si parla naturalmente di quando da bambino si inseguivano le lucertole in campagna. Sfortunato chi non ha provato questa bellissima esperienza!
La mia passione per gli anfibi fu tale da farmi costruire (con il fondamentale aiuto di mio padre, penso non esista uomo migliore) un paludarium per discoglossi e raganelle!
Ricordo ancora il viaggio fatto a Torino al parco de La Mandria. Un esperienza bellissima, che purtroppo penso rimarrà l'unica, visto il percorso che ho scelto.
Non è rimorso quello che provo, solo l'ammissione della dura realtà. In Sardegna, come in Italia (poco ma sicuro), l'interesse per gli animali, specialmente acquatici (non eduli), non gode di alcuna rilevanza. Gli studi nel campo sono nelle mani dei soliti due o tre baroni, quelli che ti mettono la firma sulla tesi facendola passare come un loro lavoro; lo stato delle cose è tutt'altro che roseo.
Mi sono rifiutato di sottostare a questo sistema, e a malincuore ho lasciato che una mia mia aspirazione diventasse un mio hobby. L'erpetobatracologia attualmente è soltanto un interesse che curo come si segue il giardino di casa. Son felice di farlo, ed è una bella distrazione, ma non vorrei mai lavorarci.

E qui torniamo al punto di inizio. Chi altro devo ringraziare (davvero) per avermi fatto cambiare rotta?
Sicuramente (a livello inconscio) la Memoriae Milites, la mia seconda famiglia, un gruppo di rievocazione storica serio e composto da fratelli e sorelle, zii e zie acquisiti. Quasi una famiglia allargata.
Il tutto deve essere accaduto a livello inconscio, durante questi anni di allenamenti e rievocazioni, anni felici, non c'è dubbio, in cui abbiamo insegnato e imparato tanto, noi in primis.
Forse è stato l'approccio rievocativo che mi ha spinto ad indagare l'uomo, a spostare il mio interesse dagli animali alla cultura umana. Come un disegnatore che decide di migliorare la propria tecnica, ho deciso di non concentrarmi più sullo sfondo, ma sugli attori del quadro. Bisogna conoscere alla perfezione il soggetto che si vuole raffigurare, se lo si vuole rappresentare per bene.

Il mio pensiero è indubbiamente diventato antropocentrico, ma è proprio grazie a questo interesse per l'uomo e per la cultura umana, in tutte le sue sfaccettature, che ho deciso di cambiare rotta.

Sicuramente anche questo interesse ha radici lontane, come quando da bambino andavo con le mie zie per musei o per siti archeologici.

Last but not least un meritato ringraziamento va anche agli amici del nuraghediana.it, da quello storico incontro in un bar di periferia, dove è nato tutto.
Anche con loro il cammino è stato lungo e tortuoso, ma ricco di soddisfazioni, e sotto numerosi aspetti, ispiratore.

E qui torniamo al tema principale del post (anzi, di questa serie di post): il mio argomento di tesi.
Quando leggerete queste righe spero di essermi già laureato e di aver completato questo percorso.
Purtroppo per questioni puramente logistiche non posso pubblicare i post con la data attuale.
Ho intenzione di scrivere i post e di lasciarli tra le bozze, per pubblicarli man mano una volta che tutto sarà finito. Chiamatela scaramanzia o previdenza, però questa è la cosa migliore da fare.

L'argomento della mia tesi... giusto!
è nato tutto spontaneamente.
All'inizio avevo intenzione di fare un lavoro sulla fusione del bronzo, altra mia grande passione, ma non vedo come potesse centrare con i temi del mio corso di studi. L'idea era folle, ma non così peregrina, la fusione del bronzo somma molte cose che ho trattato in questi anni di studio, come la chimica (reazioni di ossidoriduzione), la fisica (trasformazioni fisiche), la stessa archeologia sperimentale (di cui avevamo studiato brevi accenni in ecologia preistorica), la geologia (i minerali da cui ricavare i metalli) e da tutta una serie di altre cose. Diciamo che calzava, ma non del tutto. Più che una tesi sarebbe sembrata una ricetta. Un po' di questo, un po' di quello. Non andava bene, non per il mio corso di studi, almeno.
Così l'idea si è spostata dal processo all'oggetto finito.
Deve essere stato mentre guardavo gli oggetti esposti nel piccolo museo di Antropologia di Monserrato (piccolo ma assai interessante) che l'idea ha iniziato a prendere forma: una piccola punta di freccia, un'ascia litica del neolitico, un pugnaletto in bronzo.

Naturalmente sto riassumendo enormemente, devo saltare un elenco che comprende molte idee e molti incontri con persone che hanno avuto un ruolo decisivo per la maturazione di questo progetto.

Uno di questi momenti potrebbe essere quando la mia professoressa mi ha parlato dell'inumato di Pill'è Matta, ucciso con un colpo di daga al fianco.
Si trattava di un arma da guerra? O da sicario? O questo personaggio era un gladiatore ucciso nell'arena?
Forse sono stati tutti questi interrogativi, sostenuti dalla passione per la rievocazione, ad aver alimentato l'idea di questo progetto.
Da lì ho iniziato a documentarmi, inconsciamente ogni volta che mi capitava qualcosa di inerente, "prendevo e mettevo in saccoccia". Alla fine avevo una mole di roba così eterogenea e tuttavia sempre attinente lo stesso campo, che il passo da compiere era davvero breve.
Non ricordo il momento preciso, forse mentre guardavo un documentario in cui veniva ritrovato uno scheletro con una lancia spezzata nella colonna vertebrale, oppure durante la lettura di qualche testo di archeologia, o durante qualche spiegazione (in veste nuragica) al pubblico durante una rievocazione.
Lì deve essersi accesa la scintilla.
"ma questi Sardi nuragici, erano pacifici o no?"
Deve essere stata questa la domanda che mi ha spinto in questa direzione.




Stage di I-33 presso l'associazione "Le Quattro Porte" (Selargius 28-02-15)

Segnalo questo interessante stage promosso dall'associazione "Le Quattro Porte".

Domani presso la palestra della scuola di via Rossini, a Selargius, si terrà uno stage di I-33 a cura dell'associazione "Le Quattro Porte" di Cagliari.
Lo stage è aperto a tutti, si partirà dalle basi proprio per poter dare, sia a chi già pratica scherma storica (ma non ha mai visto il trattato I.33), sia a chi sia totalmente a digiuno in materia di scherma, la possibilità di imparare questa disciplina schermistica, si baserà sui risultati di studio della Sala d'Arme Le Quattro Porte, e sui seminari fatti nel corso degli anni dai suoi membri per tutta l'Italia.
Il seminario, della durata di quattro ore, si pone l'obbiettivo di gettare le basi per comprendere e approfondire lo studio delle tecniche presenti nel più antico trattato schermistico europeo, con esercizi pratici e teorici e con particolare approfondimento sulle prime tecniche presentate nel manuale.

Per maggiori informazioni:

https://www.facebook.com/events/924880690858253

giovedì 8 gennaio 2015

Resoconto non ufficiale dello stage di Andrea Conti (Cagliari 13-14/12/14)


Ormai sono passate diverse settimane dalla conclusione dello stage di scherma rinascimentale fatto con Andrea Conti, grazie all'impegno e alla disponibilità dell'associazione Scherma Storica Cagliari, che si è fatta promotrice dell'evento.
Solitamente scrivo sempre qualcosa su come si è svolto l'evento e su cosa mi è piaciuto e cosa mi è piaciuto meno, ma stavolta ho deciso di aspettare un po' per far "sedimentare" i miei pensieri al riguardo, e scrivere qualcosa di leggibile.
Le vacanze natalizie sono appena passate, ed è giunto il momento di fare un paio di calcoli, anche considerando che è appena iniziato il nuovo anno schermistico.


Lo Stage.

L'evento si è svolto alla perfezione. Da quanto mi risulta è la prima volta che in Sardegna viene qualcuno ad insegnare scherma tedesca secondo gli insegnamenti del Meyer. Non sto includendo in questa mia considerazione maestri di arti marziali miste, kali, stick fighting e via elencando. Penso a maestri di scherma "medioevale" in senso strictu. Se la memoria non mi inganna, diversi anni fa, si tenne a Sorso un seminario di Graziano Galvani sull'uso della daga (al quale non potei andare); ma la daga non è scherma tedesca, quindi penso che questo sia uno dei primi eventi in questo senso, se non il primo.
Ora, aldilà dei "primati" (non i nostri cugini scimmieschi) vorrei spendere qualche riga sull'organizzazione.
La sede utilizzata, a Cagliari, era adeguata allo scopo, una bella palestra di medie dimensioni. Ci sono stati alcuni problemi di "sovraffollamento" durante le "vasche" di colpi avanti e indietro per la palestra, ma per il resto lo spazio è stato più che sufficiente. Potrebbe non esserlo più in futuro, per cui forse bisognerà pensare anche ad un numero chiuso di partecipanti o ad un altra sede.
Per il resto era tutto come doveva essere. Lo stemma HEMA ITALIA campeggiava sul fondo della palestra (gentilmente messo a disposizione dalla Sala d'Arme "le Quattro Porte"), affianco al famigerato "quadrato del Meyer" (Meyer Square), che dopo questa esperienza per me non è più così "antipatico".

Vorrei essere il più organico possibile nella mia descrizione dell'evento, ma conoscendomi so già che farò un gran casino, per cui perdonatemi se scrivo di getto, buttando impressioni qua e là.
Giusto un'iniziale nota dolente: trovare l'ingresso della palestra è stato abbastanza difficile. Ho riscontrato di non essere stato il solo a girare come uno scemo con 10 kili di materiale in due diversi borsoni, ma capisco anche le difficoltà che ci possono essere state a livello organizzativo (una dimenticanza, mille altre cose da fare). Questo non vuole essere una lamentela, quanto un suggerimento per le prossime volte (mi raccomando Riccà!)
Dopo le dovute presentazioni, il primo giorno di seminario ha avuto inizio.
Andrea Conti (da qui in avanti semplicemente Andrea) ci ha sottoposti al suo riscaldamento. Sotto diversi aspetti è stato proficuo anche poter assimilare un diverso modo di fare riscaldamento, in previsione delle particolari azioni che richiede la scherma tedesca ("particolari" rispetto a quella "classica" del Fiore).
Dopo il riscaldamento è seguita una breve introduzione sul Meyer, e sull'ambiente culturale (schermisticamente parlando) in cui era immerso e sulle altre sale d'armi esistenti al periodo;
è seguito un approccio che ho molto gradito, mirato ad insegnare le basi della scherma tedesca, affinché poi i seminaristi potessero comprendere (anche e sopratutto in autonomia) gli insegnamenti del Meyer, più o meno avanzati che fossero.
Un problema frequente nello studio delle arti marziali antiche, infatti, è l'impostazione iniziale di quello che si sta facendo. Ho sempre trovato molto difficile iniziare a studiare un "nuovo" (antico) sistema di combattimento in autonomia. Nel caso in cui si tratti di una scelta obbligata, questo richiede anni di dedizione e studio (letteralmente: culo sulla sedia) per capire gli insegnamenti dei vari autori che si va a leggere. Facendo un paragone è come camminare su una lastra di ghiaccio: Chi si mette a correre come un imbecille, o prende l'argomento con troppa facilità, si troverà presto con il culo per terra.
Fare un seminario, quindi, è il modo più immediato per "entrare" in un sistema diverso da quello a cui si è abituati.
Per quanto riguarda questo aspetto dunque non posso che essere più che soddisfatto per come si sono svolte le cose, e per quanto ho imparato (che naturalmente non dovrà fermarsi a quel tanto, ma dovrà essere affinato e ampliato con lo studio).
Tornando allo stage, dopo l'infarinatura iniziale, Andrea è passato ad insegnarci il fondamentale passeggio e tre dei quattro colpi principali, lasciando l'ultimo al giorno dopo. Ai colpi sono seguite le poste, e la modalità con cui passare da una posta all'altra con un colpo (insomma l'ABC della scherma tedesca).
Imparato questo si è passati al quadrato del Meyer, e allo svolgere le sue sequenze numerico/geometriche (numeri=colpi). Finalmente sono riuscito a capire come superare il malefico passaggio 4-1 che mi bloccava ogni volta (sembra io stia parlando di videogiochi, o calcetto).
La serata infine si è conclusa con una pizzata di gruppo, alla quale purtroppo non ho potuto partecipare. Personalmente l'avrei spostata all'ultimo giorno di seminario, ma è comprensibile il motivo per cui è stata anticipata al giorno prima (partenze, rientri, ecc), per cui sotto questo aspetto...nulla da dire!

Il secondo giorno siamo entrati nel vero e proprio argomento del seminario, cioè i cinque "colpi segreti" del Meyer (più la spiegazione dell'ultimo dei quattro colpi principali).
Non penso abbia molto senso elencare ai lettori quali fossero questi colpi, o cercare di descrivere le sequenze e i giochi; Se siete interessati partecipate al prossimo seminario! Basti sapere al lettore che questi Meisterhau assomigliano, come concetto, all'uso delle poste del Fiore, ovvero ad "annullare" l'uso di una posta contrapposta (scusate il gioco di parole). Preferirei quindi parlare dell'approccio che Andrea ha avuto con noi e quali sono state le mie impressioni generali.
Prima di metterci al lavoro su ogni singolo colpo dei famosi cinque, Riccardo Sanna, presidente dell'associazione organizzatrice e lui stesso insegnante di scherma storica, ci ha esposto i suoi studi sul combattimento a cavallo, come viene illustrato dai quattro codici disponibili del trattato del Fiore (Flos Duellatorum) e dal Fiore di Battaglia tedesco. Pur conoscendo Riccardo come schermidore e come istruttore, non avevo idea di quanto fosse profonda la sua ricerca al riguardo. Durante la sua spiegazione ho avuto modo di capire quanto siano approfondite le sue conoscenze sui trattati, e in particolare riguardo al trattato in esame. Certamente immagino che questo sia dovuto anche al fatto che maneggiare codici e documenti antichi sia il suo lavoro.
La giornata è proseguita con 3-4 ore intense di sparring, che sommate al riscaldamento (autonomo e con Andrea) hanno significato 4.30/5 ore di intenso lavoro fisico. Inutile dire che alla fine eravamo decisamente ridotti di numero ed abbastanza stanchi (ma almeno personalmente soddisfatti).
Alla fine del seminario è nato un momento abbastanza "felice" di scambio di impressioni e informazioni (insomma: tutti hanno tirato fuori i loro vari "giocattoli"). Personalmente sono molto contento di questo clima di serenità che abbiamo ancora in Sardegna riguardo la scherma medioevale, quando in altre A.M. o in altre regioni, non si può dire lo stesso.

Concluso il seminario, Andrea ci ha salutato calorosamente, dandoci appuntamento per un prossimo stage che dovrebbe svolgersi tra non troppo tempo.

Ultime considerazioni

In generale posso affermare tranquillamente che si è trattato di un bellissimo evento come pochi se ne sono visti, riguardo alla materia, in Sardegna. Un plauso ad Andrea, perché ha ampiamente dimostrato di ben conoscere la sua dottrina e di essere un bravo insegnante, sempre disponibile e con l'apparente dono dell'ubiquità! Un plauso naturalmente anche a Riccardo, l'organizzatore dell'evento e a quanti hanno messo a disposizione i loro materiali (spade, proiettori, cartelloni, protezioni, eccetera) per la buona riuscita dello stage; è stato bello vedere la palestra piena di nuove persone che non avevo mai visto prima e che si stanno interessando alla scherma storica (praticando da ormai sette anni penso di poterlo affermare con tranquillità). Spero davvero che si continui con questo clima di distensione e con questo spirito di fratellanza.

Un caro saluto e alla prossima.
Salludi.

A questo Link è possibile scaricare il trattato del Meyer tradotto in Italiano da Andrea Conti. (SCARICA)

domenica 16 novembre 2014

Il Blog e la variazione dei temi nei post (nel caso non ve ne foste già accorti)


Sono passati 6 anni e 43.000 visite da quando ho aperto questo blog. Il calendario e le statistiche parlano chiaro. Il primo post nel blog risale al 22/10/2008. Il 16/09/09 contavo ancora trecento visite. Nel 2009, abbastanza in sordina, aprivo anche la pagina di Facebook, riversandoci però ben pochi contributi almeno fino al 2011 (escludendo pubblicità et similia).


Il 13 Febbraio del 2014 invece raggiungevo le 40.000 visite sul blog. Mentre sto scrivendo questo post è il 16 Novembre del 2014. In poco meno di un anno quindi ho ricevuto altre 3000 visite uniche. Intendiamoci, non voglio vantarmi assolutamente, anche perché 43.000 visite è un numero irrisorio per blog neanche troppo famosi. Di sicuro non aiuta la nostra lingua, letta da ben poche persone al mondo (qualche decina di milioni esagerando), su tematiche pressoché sconosciute e fondamentalmente "di nicchia" anche per gli interessati alla categoria. Per fare un esempio; dubito che la maggior parte dei rievocatori Italiani possa essere anche solo vagamente interessata alla storia della Sardegna.

Forse avrei dovuto scrivere molto tempo prima questo post, ma una serie di impegni hanno fatto sì che trascurassi i miei contributi su Sardinian Warrior. Ad essere onesti la draft board è stracarica di articoli iniziati, magari anche semi finiti o lasciati a metà, ma mai conclusi.

Parliamo però del vero argomento del post.
I lettori che mi seguono da qualche anno (sicuramente ben pochi!) avranno notato la netta variazione dei temi trattati negli articoli.
Inizialmente il blog è nato quasi per gioco. L'header del blog, con la sua nostalgica scrittina "a lonyless journey inside my warrior soul" è stato messo in un momento di autoironia. L'ho tenuto per tutti questi anni perché in fondo sono un nostalgico e non ho voglia di smanettare con la grafica (almeno per ora), ma rende l'idea dello spirito con cui intrapresi la mia avventura di blogger.


Ora però è arrivato il punto di non prenderci più in giro e di parlare di cose che contano.
Argomenti e temi trattati, e la loro relazione con le visite.
Già da un po' di tempo ho smesso di inserire la pubblicità dell'associazione di rievocazione storica presso la quale partecipo come reenactor e come schermidore. Precisiamo; non l'ho fatto perché io mi voglia mettere particolarmente in mostra (a quello pensa già il mio pessimo carattere),
ma semplicemente perché non mi andava più di "fare visite" con argomenti che non fossero farina del mio sacco. Facciamo un esempio, nel blog ci sono post "pubblicitari" legati ad eventi rievocativi che hanno superato da soli (mediamente) anche le 1000 visite uniche.
Questo è un dato considerevole, ma d'altro canto ho pensato che non mi piaceva assolutamente ricevere visitatori in questo modo. Continuare non sarebbe stato un modo onesto di classificare le visite del blog.
Per una serie di altri motivi, tra cui quello di non voler far passare i miei pensieri e le mie idee per quelle dell'associazione in cui rievoco, ho deciso di smettere di postare contributi ed eventi realizzati dall'associazione, dedicando un altro blog apposito (che gestisco praticamente da solo) a quest'altra evenienza.
è stato un modo di scindere le due cose. In questo modo ci sarà sicuramente più chiarezza su chi pensa cosa e su quante visite fa il blog solo per quello che scrive il sottoscritto.

Questa epifania è dovuta a più eventi che mi hanno fatto ragionare durante questi anni.
Ho conosciuto un numero esponenziale di nuove persone, ho partecipato come minimo ad un centinaio o più di rievocazioni, diversi tornei e combattimenti di scherma storica (in torneo e non). Ho letto una valanga di libri, articoli, siti, blog e aggiunto centinaia di appassionati di scherma e rievocazione alle mie amicizie "virtuali". Ho finito il mio percorso di studi e ho scritto il mio primo lavoro che ha l'ardire di definirsi scientifico. In qualche modo non stupirà rendersi conto che sono cambiato. Ugualmente sono cambiati anche gli argomenti dei post sul blog, passando dalla semplice "vetrina" di eventi rievocativi alla trattazione di articoli sulla scherma storica, sulla rievocazione in generale, sulla ricostruzione e su temi di vario tipo (recensioni di film o serial, libri, eccetera).
Spero che questo nuovo approccio, iniziato inconsapevolmente e diventato palese negli ultimi tempi, sia di maggiore gradimento ai lettori del blog e agli appassionati di storia, rievocazione e scherma storica.
Questo è quanto. Un caro saluto.


P.s.
Questo è il link al blog su cui riverso le locandine, la pubblicità e tutto il materiale attinente all'associazione Memoriae Milites (allego anche il link al il sito ufficiale).
Se avete letto con attenzione  il post è inutile specificare che il calendario degli eventi parte solo dal 2012 perché prima pubblicavo direttamente su Sardinian Warrior.


giovedì 13 novembre 2014

Convegno a Cagliari: Spatha, spada, épée, Ideologia e prassi


Nei giorni 20 e 21 novembre 2014 si terrà presso l’Aula Coroneo, Cittadella dei Musei un workshop dal titolo “Spatha, spada, épéé. Ideologia e prassi” organizzato dal Dipartimento di Storia, Beni culturali e Territorio in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici e il CUS Cagliari Sezione Scherma.
L’iniziativa gode anche del patrocinio della Federazione Italiana Scherma.
Come risulta evidente dalla lista dei partecipanti e dai titoli delle diverse comunicazioni si tratta di un seminario che affronta il tema della “spada” sotto diversi aspetti. Da quelli più francamente storico-archeologici, a quelli storico-artistici, dal tema “spada” nella tradizione letteraria fino ad arrivare ad aspetti collegati alla storia della scherma e infine a tematiche che investono la pratica della scherma sportiva.

Calendario dei lavori

I Sessione: giovedì, 20 novembre ore 15:30-19:00

II Sessione: venerdì, 21 novembre ore 9:00-13:00
Elenco delle relazioni:

Ouiza Ait Amara (Università di Algeri): L’épée dans l’armement offensif des Numides

Danila Artizzu (Pont. Fac. Teologica della Sardegna, Cagliari): Le donne in armi. Gladiatrix, ludia

Giulia Baratta (Università di Macerata): I gladiatori di Gaius Valerius Verdullus

Simona Campus (Università di Cagliari): Una santa e la sua spada. Iconografia di Giovanna d’Arco dai Preraffaelliti a Luc Besson

Tiziana Carboni (Università di Cagliari): Prosopographia dello ius gladii

Antonio M. Corda (Università di Cagliari): Il negotiator gladiarius e il commercio delle armi.

Enrico Di Ciolo (Club Scherma Pisa “A. Di Ciolo”, Pisa): La prassi dell’insegnamento della spada

Bianca Fadda (Università di Cagliari): Armi e cavalieri nella Sardegna giudicale. L’«arsenale» di Gottifredo di Pietro d’Arborea

Antonio Ibba – Alessandro Teatini (Università di Sassari): Figure di gladiatori nell’Africa romana: il contributo dell’epigrafia e dei mosaici con iscrizione.

Pamela Ladogana (Università di Cagliari): Armi pietose e spade mortali. Il gusto epico e l’iconografia cavalleresca nelle illustrazioni della Gerusalemme Liberata di Bernardino Palazzi ( 1907-1986)

Rosanna Lusci (Università di Cagliari): Mariano IV d’Arborea: un cavaliere “catalano” nelle fonti iconografiche e documentarie.

Rossana Martorelli (Università di Cagliari): Gladio perire: la spada come strumento di martirio nelle fonti e nelle testimonianze iconografiche della primitiva comunità cristiana

Marc Mayer (Università di Barcellona): La spada nella numismatica

Danilo Mazzoleni (Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, Roma): La spada nelle rappresentazioni veterotestamentarie

Ilaria Montis (Università di Cagliari): Di punta e di taglio: dal gladius alla spatha. L’evoluzione delle tecniche di combattimento in età imperiale

Mauro Morfino (Pontificia Fac. Teologica della Sardegna): La spada-Parola di Dio in alcuni testi della letteratura giudaica

Andrea Pala (Università di Cagliari): Iconografia e simbolismo nella rappresentazione della spada tra tardo antico e basso medioevo (IV e XIII secolo)

Michel – Yves Perrin (Ecole Pratique des Hautes Etudes, Paris): Increpito etiam Petri gladio. Considerazioni sull’esegesi antica di Mt 26, 52.

Marco Rubboli (Sala d’Arme “Achille Marozzo”, Bologna): La spada a due mani nella scuola medievale italiana.

Silvia Sarais (University of Missouri-Columbia, USA): La spada nelle tragedie di Seneca: strumento del Nefas, della Romana Mors, e d’innovazione poetica.

Luca Sarriu (Università di Cagliari): L’uso del termine spada nel De Cerimoniis di Costantino VII Porfirogenito

Cecilia Tasca (Università di Cagliari): Armi e cavalieri nel Mediterraneo catalano. L’ebreo Bonjusas Bondavin: medico a Marsiglia, cavaliere dell’armata reale in Sardegna.

Giancarlo Toràn (Agorà della scherma, Busto Arsizio): La spada della mente. Che mente.

Conclusioni a cura di Attilio Mastino (Università di Sassari)



Attività collaterali

Collateralmente ai lavori in aula dal 18 al 23 novembre si terrà una mostra espositiva presso la nostra Sala delle Mostre Temporanee dal titolo “Ars Dimicandi. L’arte del combattere” sull’esercito romano a cui sarà collegata una mostra di spade provenienti dalla collezione privata di Giovanni Cannas.

Laboratorio di Scherma (a cura del M° Simone Piredda e degli Istruttori Nazionali del CUS Cagliari)

Il Convegno è organizzato dal Dipartimento di Storia, Beni culturali e Territorio dell’Università degli Studi di Cagliari in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici e del CUS Cagliari (Sezione Scherma) e con il patrocinio della Federazione Italiana Scherma.

Segreteria convegno: Antonio M. Corda – Andrea Tiana
mail: spathaspada@gmail.com;  mcorda@unica.it

Sede del Convegno: Aula Coroneo – Cittadella dei Musei, Piazza Arsenale 1, Cagliari

Sede amministrativa: Via Is Mirrionis n. 1 – 09123 Cagliari


Tel. 070 6757357 – Fax 070 6757366 – e-mail: dipstoge@unica.it


http://www.civettadiatena.it/spatha-spada-epee-cagliari/